AAA Desenzano identità cercasi

Piazza dei Cappelletti – Il degrado di una piazza

Comincio da qui non solo perché dal 1987 opero con un’attività di ristorazione in questa piazza, ma perché vivendola quotidianamente la immagino spesso come potrebbe essere libera da tutto ciò che la sta soffocando: una delle piazze più belle e vivibili del centro storico.

Purtroppo la realtà è un’altra ben più misera, fiore all’occhiello dell’assoluta indifferenza di tutte le amministrazioni comunali, succedutesi negli ultimi 20 anni e più, che non l’hanno mai vista come uno dei primi punti di approccio alla zona pedonale per un visitatore che giunge a Desenzano e se ne fa una prima impressione, ma una piazza esclusivamente di transito. Il monumento ai Caduti rispettabilissimo, ma ormai obsoleto in un’ambientazione che lo colloca in prossimità di una rotatoria, avrebbe bisogno di una dimensione più adeguata, di minor interesse turistico, più consona a momenti di riflessione che ai rumori del traffico e dove i pedoni avessero la possibilità di sostare senza il pericolo di essere investiti. La fontana che gli fa da cornice non è in funzione da parecchio tempo e il canale di contenimento, privo d’acqua, è regolarmente imbrattato di lattine, bottiglie e altro gettati da persone sicuramente maleducate, ma che, osservando la situazione generale del luogo, non si fanno molti scrupoli.

Contenitori privati per l’immondizia o per il vetro, che dovrebbero essere esposti solo al momento della raccolta e poi ritirati, fanno bella mostra di sé tutto il giorno quali componenti dell’arredo urbano insieme a sacchetti della spazzatura lasciati da alcuni abitanti delle case limitrofe. Nessuno interviene e tutto diventa lecito in nome di uno status quo conclamato.

Piazza dei Cappelletti, piazza di Mercato, settore alimentare, dove il martedì mattina operano stimatissimi ambulanti storici e non, che sono entrati a tutti gli effetti a far parte del tessuto sociale della nostra città. Quello che viene da chiedersi, tuttavia, è se sia ancora compatibile la presenza di un mercato di queste dimensioni in pieno centro storico e sul lungolago con blocco pressoché totale della città e traffico congestionato sulle vie perimetrali, con impossibilità tra l’altro di circolazione dei mezzi di soccorso su tutta l’area occupata dalle bancarelle. Mancanza di servizi igienici per le migliaia di persone che il martedì si riversano su Desenzano. In quasi tutte le località principali del lago il mercato settimanale è stato decentrato. Tornando a piazza dei Cappelletti, quello che fa specie è sentire fin dalle prime ore del mattino, nella zona più nobile della città, odore di oli di friggitura che, oltre a saturare l’aria, impregnano le mura degli edifici limitrofi obbligati a tener chiuse le finestre.

Bombole a cielo aperto, accumuli di immondizia e di contenitori in vari punti di raccolta ben prima della chiusura del mercato quando dovrebbero rimanere fino alla fine all’interno dello spazio di ciascuna attività. Furgoni anche di grande dimensioni che occupano completamente, su un lato della piazza, i marciapiedi rendendoli impraticabili e limitando considerevolmente l’accesso ad abitazioni, uffici e negozi. E arriva il momento della smobilitazione, quando l’accensione di un mezzo da il segnale di partenza: per circa mezzora l’inquinamento atmosferico da gas di scarico crea nell’area una situazione da bollino rosso provocando un allontanamento dei presenti e il disappunto di coloro che sono seduti ai tavoli dei bar e dei ristoranti. Quando tutto è stato liberato dai mezzi e dall’immondizia si notano i segni che rimarranno sul posto per una settimana a ricordo dell’ultimo mercato: chiazze d’olio combusto sui marciapiedi e sul parcheggio, zone intrise di odori difficili da eliminare, pyromat (argomento alquanto dolente per Desenzano), fornitori di energia elettrica e acqua, in superficie alla portata di chiunque e un parcheggio che alle 16 riprende la sua fisionomia anonima.

Ah già, il parcheggio selvaggio di piazza dei Cappelletti, terra di nessuno, un vero Far West, una vergogna e non è detto che prima o poi non compaiano coltelli e pistole dato che tutto il resto si è già visto nelle decine di liti che avvengano giornalmente: minacce, insulti, aggressioni verbali e fisiche, cazzotti. Nelle ore di punta è un continuo strombazzare di clacson e imprecare contro coloro che bloccano il traffico circolatorio. Camper che, mancando una segnaletica che ne impedisca la presenza, parcheggiano tranquillamente occupando anche due posti auto. Furgoni obbligati a parcheggiare sui marciapiedi o in seconda fila, se non nei parcheggi per disabili, per la mancanza di zone di carico e scarico adeguate, auto che entrano o escono in contromano, moto che percorrono tranquillamente le zone pedonali e i marciapiedi sfiorando i passanti e i tavoli degli esercizi pubblici presenti e parcheggiando ovunque. Da considerare poi che circa un quarto del parcheggio stesso è occupato per tutto l’arco della giornata dagli operatori, e qui mi ci metto anch’io, e dai dipendenti delle attività presenti i quali, in virtù della tariffa di 10 centesimi di euro per la prima ora, giustissima se fosse rispettata, vanno (andiamo) avanti e indietro a cambiare il ticket con scadenza oraria e ognuno pensa: “Ma chi se ne frega, visitatori e potenziali clienti andranno a parcheggiare da qualche altra parte, non sarò certo io a dare l’esempio, non aderendo a questa cultura del così fan tutti e nessuno paga dazio”.

Ed arriva la notte quando tutto farebbe pensare che la piazza riconquisti la propria identità e serenità. Un’illusione, caroselli d’auto e schiamazzi fino alle prime ore dell’alba soprattutto nel fine settimana con atti vandalici, imbrattamento di tutto e di più in ogni angolo della piazza, il volto che la collega a piazza Malvezzi trasformato in una latrina tanto che ogni mattina i gestori delle attività limitrofe sono costretti a pulire a fondo tutta l’area “pubblica” circostante. E furti di  tavoli e panche in legno massiccio, di fioriere e di sedie. Questi vengono di notte con un furgone e nelle vie e nelle piazze del centro storico caricano indisturbati tutto ciò che vogliono quasi fossero al supermercato, visto che telecamere di controllo non esistono e quando esistono per diverse ragioni non sono in funzione (vedi 13 agosto 2010).

Per migliorare la situazione penosa e irritante di Piazza dei Cappelletti credo occorra sicuramente una  maggiore assunzione di responsabilità da parte di chi opera o vive in questa piazza e basterebbe poco, ma, soprattutto, è necessaria e urgente una presa di posizione politica da parte dell’amministrazione per rivalutare e rendere vivibile e sicura una zona di grande interesse e potenzialità turistiche e sociali.     Mauro Bonfanti P.S. : Se anche in altre zone del comune si vivono realtà di degrado, fatecelo sapere, come per situazioni positive, che sicuramente esistono. Ci faremo portavoce del vostro malessere o della vostra soddisfazione, come ci aspettiamo osservazioni sulle opinioni che vengono espresse su queste pagine. E-mail della Redazione corrieredelgarda@gmail.com  E-mail per questa rubrica  maurobonfanti@alice.it   Desenzano del Garda : identità cercasi. (nome rubrica, magari con foto autore) Piazza dei Cappelletti – Il degrado di una piazza (titolo) Comincio da qui non solo perché dal 1987 opero con un’attività di ristorazione in questa piazza, ma perché vivendola quotidianamente la immagino spesso come potrebbe essere libera da tutto ciò che la sta soffocando: una delle piazze più belle e vivibili del centro storico. Purtroppo la realtà è un’altra ben più misera, fiore all’occhiello dell’assoluta indifferenza di tutte le amministrazioni comunali, succedutesi negli ultimi 20 anni e più, che non l’hanno mai vista come uno dei primi punti di approccio alla zona pedonale per un visitatore che giunge a Desenzano e se ne fa una prima impressione, ma una piazza esclusivamente di transito. Il monumento ai Caduti rispettabilissimo, ma ormai obsoleto in un’ambientazione che lo colloca in prossimità di una rotatoria, avrebbe bisogno di una dimensione più adeguata, di minor interesse turistico, più consona a momenti di riflessione che ai rumori del traffico e dove i pedoni avessero la possibilità di sostare senza il pericolo di essere investiti. La fontana che gli fa da cornice non è in funzione da parecchio tempo e il canale di contenimento, privo d’acqua, è regolarmente imbrattato di lattine, bottiglie e altro gettati da persone sicuramente maleducate, ma che, osservando la situazione generale del luogo, non si fanno molti scrupoli. Contenitori privati per l’immondizia o per il vetro, che dovrebbero essere esposti solo al momento della raccolta e poi ritirati, fanno bella mostra di sé tutto il giorno quali componenti dell’arredo urbano insieme a sacchetti della spazzatura lasciati da alcuni abitanti delle case limitrofe. Nessuno interviene e tutto diventa lecito in nome di uno status quo conclamato. Piazza dei Cappelletti, piazza di Mercato, settore alimentare, dove il martedì mattina operano stimatissimi ambulanti storici e non, che sono entrati a tutti gli effetti a far parte del tessuto sociale della nostra città. Quello che viene da chiedersi, tuttavia, è se sia ancora compatibile la presenza di un mercato di queste dimensioni in pieno centro storico e sul lungolago con blocco pressoché totale della città e traffico congestionato sulle vie perimetrali, con impossibilità tra l’altro di circolazione dei mezzi di soccorso su tutta l’area occupata dalle bancarelle. Mancanza di servizi igienici per le migliaia di persone che il martedì si riversano su Desenzano. In quasi tutte le località principali del lago il mercato settimanale è stato decentrato. Tornando a piazza dei Cappelletti, quello che fa specie è sentire fin dalle prime ore del mattino, nella zona più nobile della città, odore di oli di friggitura che, oltre a saturare l’aria, impregnano le mura degli edifici limitrofi obbligati a tener chiuse le finestre. Bombole a cielo aperto, accumuli di immondizia e di contenitori in vari punti di raccolta ben prima della chiusura del mercato quando dovrebbero rimanere fino alla fine all’interno dello spazio di ciascuna attività. Furgoni anche di grande dimensioni che occupano completamente, su un lato della piazza, i marciapiedi rendendoli impraticabili e limitando considerevolmente l’accesso ad abitazioni, uffici e negozi. E arriva il momento della smobilitazione, quando l’accensione di un mezzo da il segnale di partenza: per circa mezzora l’inquinamento atmosferico da gas di scarico crea nell’area una situazione da bollino rosso provocando un allontanamento dei presenti e il disappunto di coloro che sono seduti ai tavoli dei bar e dei ristoranti. Quando tutto è stato liberato dai mezzi e dall’immondizia si notano i segni che rimarranno sul posto per una settimana a ricordo dell’ultimo mercato: chiazze d’olio combusto sui marciapiedi e sul parcheggio, zone intrise di odori difficili da eliminare, pyromat (argomento alquanto dolente per Desenzano), fornitori di energia elettrica e acqua, in superficie alla portata di chiunque e un parcheggio che alle 16 riprende la sua fisionomia anonima. Ah già, il parcheggio selvaggio di piazza dei Cappelletti, terra di nessuno, un vero Far West, una vergogna e non è detto che prima o poi non compaiano coltelli e pistole dato che tutto il resto si è già visto nelle decine di liti che avvengano giornalmente: minacce, insulti, aggressioni verbali e fisiche, cazzotti. Nelle ore di punta è un continuo strombazzare di clacson e imprecare contro coloro che bloccano il traffico circolatorio. Camper che, mancando una segnaletica che ne impedisca la presenza, parcheggiano tranquillamente occupando anche due posti auto. Furgoni obbligati a parcheggiare sui marciapiedi o in seconda fila, se non nei parcheggi per disabili, per la mancanza di zone di carico e scarico adeguate, auto che entrano o escono in contromano, moto che percorrono tranquillamente le zone pedonali e i marciapiedi sfiorando i passanti e i tavoli degli esercizi pubblici presenti e parcheggiando ovunque. Da considerare poi che circa un quarto del parcheggio stesso è occupato per tutto l’arco della giornata dagli operatori, e qui mi ci metto anch’io, e dai dipendenti delle attività presenti i quali, in virtù della tariffa di 10 centesimi di euro per la prima ora, giustissima se fosse rispettata, vanno (andiamo) avanti e indietro a cambiare il ticket con scadenza oraria e ognuno pensa: “Ma chi se ne frega, visitatori e potenziali clienti andranno a parcheggiare da qualche altra parte, non sarò certo io a dare l’esempio, non aderendo a questa cultura del così fan tutti e nessuno paga dazio”.  Ed arriva la notte quando tutto farebbe pensare che la piazza riconquisti la propria identità e serenità. Un’illusione, caroselli d’auto e schiamazzi fino alle prime ore dell’alba soprattutto nel fine settimana con atti vandalici, imbrattamento di tutto e di più in ogni angolo della piazza, il volto che la collega a piazza Malvezzi trasformato in una latrina tanto che ogni mattina i gestori delle attività limitrofe sono costretti a pulire a fondo tutta l’area “pubblica” circostante. E furti di  tavoli e panche in legno massiccio, di fioriere e di sedie. Questi vengono di notte con un furgone e nelle vie e nelle piazze del centro storico caricano indisturbati tutto ciò che vogliono quasi fossero al supermercato, visto che telecamere di controllo non esistono e quando esistono per diverse ragioni non sono in funzione (vedi 13 agosto 2010).  Per migliorare la situazione penosa e irritante di Piazza dei Cappelletti credo occorra sicuramente una  maggiore assunzione di responsabilità da parte di chi opera o vive in questa piazza e basterebbe poco, ma, soprattutto, è necessaria e urgente una presa di posizione politica da parte dell’amministrazione per rivalutare e rendere vivibile e sicura una zona di grande interesse e potenzialità turistiche e sociali.     Mauro Bonfanti P.S. : Se anche in altre zone del comune si vivono realtà di degrado, fatecelo sapere, come per situazioni positive, che sicuramente esistono. Ci faremo portavoce del vostro malessere o della vostra soddisfazione, come ci aspettiamo osservazioni sulle opinioni che vengono espresse su queste pagine.

Mauro Bonfanti

E-mail per questa rubrica  maurobonfanti@alice.it

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