Dove eravamo rimasti

Riprendiamo le nostre conversazioni interrottesi inopinatamente nel marzo di quest’anno…

Chi ci fa del male? (seconda puntata)

“Non facciamoci del male” era il titolo di un articolo a firma Max sul numero 12 del marzo scorso di Area Blu e io gli rispondevo che a farci del male non siamo noi stessi, in un raptus di masochismo, ma sono i professionisti della confusione e del pasticcio sociale, che ogni giorno con sempre più pervicacia e incoscienza, continuano a dimenticare di governare e gestire questo nostro paese. Il 26 marzo il Comitato del Parco delle Colline Moreniche aveva indetto nel Palazzo del Turismo un dibattito sul Piano di Governo del Territorio con un titolo intrigante, accattivante: “Un’opportunità da non perdere per governare insieme il nostro territorio”.

Sala piena, delegazioni di Castiglione, Pozzolengo, Padenghe, qualcuno di Desenzano, interessati estremamente tutti a sentire e a capire dall’esposizione del prof. Mondini, docente del Politecnico di Torino, come e cosa e quando e che scopo e che importanza ha l’impatto della gestione corretta di un PGT. Unico presente dell’amministrazione cittadina, l’assessore all’urbanistica dott. T. Giardino, che nel suo intervento non ha fatto altro che ripetere passo per passo l’iter di approvazione di detto piano. Se le cose stanno così: aspetteremo tranquillamente il 2015 con buona pace di chi sperava di vedere qualche cosa di concreto il passato 30 marzo 2010 (data ultima di approvazione del PGT). E’ bene comunque ripercorrere velocemente le leggi che si sono succedute in questo nostro paese :

- 1946 legge sulla ricostruzione dopo la fine della guerra

- Anni 50, legge ponte

- Anni 60 PDF (Programma di Fabbricazione): prevedeva la divisione del territorio in zone, come dire “tu costruisci qui, tu là non puoi costruire… forse qualcuno si”

- Anni 70-80 PRG (Piano Regolatore Generale): prevedeva anch’esso la divisione del territorio in zone, ma con una idea in più: le lottizzazioni convenzionate, come dire “tanti abitanti – tanti mc – tanti oneri – tante strade – tanti parcheggi…” e poi ancora “tanti abitanti – tanti ecc.. ecc..”; queste si chiamavano lottizzazioni ovvero con una parola magica inventata dai soliti politici di turno si chiamava “fruibilità”, cioè consumo del territorio.

-Anni contemporanei, la crisi, ideona : Legge sulla Casa per rilanciare l’edilizia, come dire “se vuoi rilanciare l’edilizia, costruisci come, quando e dove vuoi” e così ancora una volta il territorio è servito!

Non è finito questo romanzo a puntate che ha avuto negli anni, nei decenni, uno scopo solo. Ci voleva pure di rinforzo un nuovo PRG, fornitoci dalla precedente amministrazione con la previsione e l’ampliamento del già compromesso territorio per l’insediamento di altri 3000 abitanti. Dulcis in fundo, ecco la legge 12/2005 della Regione Lombardia che prevede la formazione dei PGT dei vari comuni.

Allora spieghiamolo subito come stanno le cose : il PGT fonda tutta la sua esistenza su una sola parola: compensazione/reciprocità. È è sparito così il concetto di zonizzazione e di programmazione. Come dire che la identificazione del territorio o del suo uso sta in questa magica parola: reciprocità. “Tu dai una cosa a me, io ti do la possibilità di costruire… quanto? Questo le vediamo in maniera reciproca, troviamo un accordo, trattiamo, barattiamo… barattiamo il verde, la bellezza di un sito, la sua particolare delicatezza… cosa vuoi che sia, barattiamolo… barattiamo tutto”. Questo modo di concepire l’ambiente è costretto a schiacciare l’avvenire e a fingere che il futuro sia solo quello che è dietro il primo angolo come tempo-preda da catturare e divorare. Il programmare a lungo termine non esiste più, ci penseremo quando sarà… troppo tardi… ma è già troppo tardi per tornare indietro, come quel personaggio dei cartoons, Wile Coyote che corre, corre senza accorgersi di aver superato il ciglio del burrone, ma continua a correre, non sente più la terra sotto i piedi e precipita.

No, signori miei! L’ambiente non è più negoziabile, non è il gioco del monopoli, noi cittadini diciamo basta alle posizioni senza regole, alle contrapposizioni di una edilizia da rapina. Abbiamo bisogno di passi in avanti fatti solo di buona volontà, con personaggi seri, oggi più che mai abbiamo bisogno di gente seria, non di protagonisti sotterranei né di altri che in maniera peggiore prima dicono di fare, poi si chiamano fuori. Personaggi che si disimpegnano dopo aver raggiunto risultati personali di nessuna utilità per la società. Noi cittadini la nostra parte siamo pronti a farla e lo dimostreremo: chiederemo, daremo risposte chiare, affronteremo i problemi, ma dobbiamo sapere se anche le amministrazioni presenti e future siano disponibili a tutto ciò. Noi siamo per la partecipazione, per la discussione prima delle decisioni, perché riteniamo che le responsabilità di certe scelte debbano avere un nome e un cognome. Questo lo vogliamo noi cittadini, la gente che vuol essere coinvolta che vuole risposte alle sue domande, e noi le daremo, questo è il nostro impegno e lo manterremo. Passeremo palmo a palmo il territorio interessato al nuovo PGT, confrontandolo con il PRG vigente e là, dove avverranno i cambi di destinazione o diversità rispetto a quest’ultimo ne chiederemo spiegazione, chiederemo il perché. Passeremo rigo per rigo il regolamento allegato al PGT e lo confronteremo con l’attuale e ogni variazione in eccesso sarà rigettata, perché non siamo mai stati interpellati.

Abbiamo scritto, sollecitato, provocato discussioni ed incontri, ci è sempre stato risposto con il silenzio più profondo e direi insultante, quasi non esistessimo, quasi fosse un fastidio. Bene, noi esistiamo e vogliamo, rivendichiamo il diritto di sapere. Se continuerà questo stato di cose, una nuova opposizione sarà messa in atto, troveremo parole, ricorsi presso tutte le sedi possibili pur di contrastare ogni assoluta protervia e violenza al territorio.

Ugo Andreis

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