I nostri politici – Intervista al leghista Paolo Formentini

Paolo Formentini, rappresentante gardesano del Carroccio

Come segretario della circoscrizione benacense vorrebbe fare gli “stati generali del Garda”: un incontro di tutti gli eletti bresciani della Lega Nord per studiare assieme uno sviluppo ecocompatibile ed ecosostenibile del nostro territorio. Paolo Formentini, consigliere del Carroccio a Desenzano e in provincia, sogna che il Montecorno diventi un parco fruibile da tutti. “Il nostro territorio, la fascia bassa del Garda – debutta – si trova in quel continuum edificato che va da Varese a Desenzano, che è la zona pedemontana: una delle zona più sovrapopolate d’Europa”.

Abbiamo però la fortuna di vivere in un posto molto bello.

Bisogna esserne consapevoli e difenderlo, ma anche sapere che questo territorio si trova in Lombardia, una delle zone con il massimo consumo di territorio in Europa. Ci sono tante aree urbanizzate invendute, basta vedere le lottizzazioni artigianali alla Pigna, dove è stato difficile piazzare tanti lotti. I centri commerciali non sono avversati in assoluto, ma non si vuole lo sviluppo che c’è stato nella zona tra Desenzano, Lonato e Castiglione.

Le Vele sono l’ingresso del paese, che conseguenza hanno avuto?

Tutta la zona dei centro commerciali ai margini del paese, come il fantomatico del Polo del Lusso, e la zona contigua di Lonato svuotano il centro storico. La nostra battaglia come Lega è di difendere il commercio minuto del vero centro commerciale che sono le aree pedonali e storiche. Non si capisce perché si debbano portare i turisti fuori dalla soglia del paese. Sicuramente positiva, ma tardiva la scelta di ridurre le tariffe notturne dei parcheggi a Desenzano.

Talvolta si sente dire che a Desenzano il turismo sarebbe quasi al tracollo e che a Sirmione va bene. Cosa fare?

Rivalutando e riconsiderando le risorse. Se Sirmione in termini di kmq è molto piccolo e uno dei più edificati in provincia, Desenzano per fortuna e forse per caso o per merito di pochi illuminati ha ancora una grossa fascia agricola, che rappresenta una alternativa da integrare, compenetrare con il turismo della piazza e del centro. Perché non sviluppare l’indirizzo agrituristico e promuovere i nostro prodotti? Qua ci sono varie Doc: San Martino della Battaglia, Lugana, Garda Classico è un ottimo olio. La mia idea è di mettere a disposizione di tutti produttori un locale per una sorta di show room. L’ho lanciata tante volte, ma è stata mai accolta. In Romagna sono riusciti a vendere i prodotti del territorio nella riviera, che è devastata, però si sa che alle spalle i colli sono ancora intatti. Abbiamo un Parco Locale a Interesse Sovracomunale estesissimo, ma da valorizzare e potremmo fare una etichetta dei prodotti del parco, magari biologici. Così si aprirebbe la strada a un turismo diverso.

Però si pensa solo a costruire…

Ci dobbiamo chiedere perché il turista dovrebbe poi venire su questo territorio. Continuare a costruire, lungi dal far bene alle casse comunali come viene spesso sbandierato, è soprattutto un danno. A Desenzano abbiamo la viabilità e la rete fognaria al collasso e l’acquedotto che spesso non ce la fa. Non si riesce a potenziare le infrastrutture allo stesso passo dello sviluppo convulso dell’urbanizzazione.

La tutela del verde è fondamentale. Se il Comitato guarda a un grande Parco delle Colline Moreniche, il comune dovrebbe guardare al Montecorno?

Esattamente, va ripreso in mano il Parco del Montecorno, che al momento non esiste. In consiglio comunale avevo chiesto se fosse possibile dare delle sovvenzioni agli agricoltori per lo sfalcio di cespugli e rovi, ci si rende conto che sono terreni poco redditizi. È un polmone verde che si affaccia sul lago, il mio sogno fin dall’inizio è di far usufruire la popolazione desenzanese dell’area dalla rotonda del Mc Donald’s fino al lago tramite sentieri. Il PLIS è il corridoio morenico del basso Garda, il Montecorno ne è una minima parte: una delle più belle e una delle più trascurate.

Cosa manca?

L’assessore Parolini aveva trovato i soldi a bilancio e si erano studiati i sentieri, fatti i sopralluoghi. Io mi ero interessato personalmente. I proprietari dei terreni avevano dato l’autorizzazione al comune, misteriosamente si è arenato tutto.

Eppure al turista piacerebbe.

Il parco deve essere reclamizzato fin dal centro. Il turista deve poter bere un caffè in piazza e poi poter andare al verde.

Talvolta esce il nome di Montecarlo.

Come slogan è uscito spesso nella scorsa campagna elettorale. Io eventualmente creerei una piccola Porto Fino, dove ci sono il porto, tanti negozi e la parte ambientale. La Lega dice no a una Desenzano che sia una Montecarlo di solo lusso e urbanizzazione. Deve essere una Desenzano per i cittadini, per i commercianti e con un’urbanizzazione solo se porta vantaggio ai residenti. Come l’edilizia convenzionata: sul mercato c’è più nulla per i ragazzi nati qua.

Tutelare il territorio è difficile e l’edilizia sembra per molti l’unica scappatoia per sopravvivere, c’è qualche nota positiva?

L’amministrazione di Manerba guidata da Simoni è un po’ motivo di vanto per tutta la circoscrizione. Si è ripreso in mano il Pgt, si sono ridotti i volumi, si sta lavorando in Regione per incrementare la tutela della Rocca. È l’esempio pratico di cosa vuole la Lega sul lago. Altro esempio è il sindaco Cipani a Gardone Riviera. Viviamo in un territorio di pregio, ma se non lo tuteliamo caleranno i turisti. La speculazione edilizia è un sottrarre soldi alle future generazioni. Nel territorio, se ben conservato c’è l’orgoglio di un popolo. Noi amiamo la nostra terra, vogliamo viverci, però rispettandola.

Fino a oggi abbiamo avuto edilizia sfrenata e tanti oneri nelle casse comunali. Per il futuro cosa ci attende?

Si deve scegliere un modo di vita decoroso, ma senza gli sprechi del passato. Credo si possa garantire un livello di servizi europeo, senza distruggere il territorio e lo si riesce a fare, perché ci sono gli esempi.

Enrico Grazioli

Interivsta Formentini – pagina 16 Intervista Formentini – pagina 17

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