I nostri politici: intervista al sindaco di Padenghe sul Garda

Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe sul Garda, dice basta al consumo di territorio

 

Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe sul Garda, dice basta al consumo di territorio

Iniziamo con questa una serie di interviste ad amministratori, politici, politicanti e associazioni che gravitano attorno ai paesi del Benaco per capire meglio come viene gestito o come dovrebbe essere gestito un pregevole territorio e per immaginarne il futuro. Per la prima abbiamo scelto Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe sul Garda, paese in cui le seconde case sono più di quelle dei residenti. Tanti in campagna elettorale si riempiono la bocca di tutela ambientale, è un tema che piace agli elettori, ma che poi viene speso disatteso. Ora il paese dovrebbe dire basta a nuove cementificazioni e qua l’annuncio è già stato fatto.

Dal secondo dopoguerra a oggi si è costruito tanto a Padenghe, mentre altri paesi si sono più tutelati. Prendiamo come esempio i borghi di Polpenazze e Puegnago, esclusa la parte bassa di Raffa. Come è successo?

Penso che sia un po’ simile al discorso fatto da Moniga e Manerba, comuni rivieraschi. Per certi versi simili agli altri paesi come Soiano e Polpenazze, ma con un territorio a lago più appetibile. Negli anni nostro malgrado abbiamo visto questa crescita di seconde case, Padenghe ne è pieno. Ha alcuni alberghi, alcuni campeggi, ma non ha le strutture ricettive classiche. Non che mal comune mezze guadio, ma lo vedo molto simile a quanto fatto a Moniga e Manerba.

 

Per il futuro?

Ora è veramente finita, bisogna chiudere con questa cosa. Non si esaurirà dall’oggi al domani, perché bisogna esaurire le capacità edificatorie. Almeno che uno non decida di azzerare il Pgt, ma devo farne uno nuovo e io andrei a disconoscere dei diritti deliberati in consiglio comunale. Non dico che tutti mi farebbe ricorso, ma la maggioranza sì. Devo mettere in conto una serie di costi legali, che la comunità dovrebbe pagare. La revoca del Pgt è possibile in via teorica, ma con tute le conseguenze che questo comporta. Le capacità edificatorie del Piano Regolatore Generale sono distribuite su tutto il territorio, tranne la parte nord.

 

Quindi, cosa pensate fare?

Siccome ho sentito di questa assimilazione della Valtenesi con Cinisello Balsamo, sono stata anche io alla presentazione di questi dati di Legambiente sul consumo del suolo dal 1999 al 2007. Padenghe non è risultata sicuramente la meno urbanizzata, ma nemmeno la più urbanizzata. Siamo attorno alla metà del territorio. Il nostro obiettivo è di impostare in questi 5 anni uno strumento urbanistico che non vada a intaccare l’altra metà del territorio. Ma non possiamo smentire quello che c’è adesso, le gru ci sono.

 

Altrove c’è chi ha vinto le elezioni proponendo un consumo zero del territorio, ma di certo è un Pgt con ambizioni non da poco. È possibile sopravvivere senza oneri?

È difficile. Padenghe come altri paesi sul lago è abituato a certo livello servizi, paese pulito e taglio verde fresco. Ci sono comunque alcuni spazi di manovra sul fronte delle entrate e quello delle uscite. La entrata da oneri ora è significativa, oltre 1 milione di euro, che attualmente impieghiamo tutti negli investimenti, non nelle spese correnti, che vanno tenute assolutamente sotto controllo. Ci sono alcune aree dove puoi risparmiare, bisognerà rinunciare a qualche festa, a qualche spettacolo. Non possiamo toccare il sociale, dove i problemi anziché contrarsi, esplodono. Non possiamo pensare di abbandonare la parte più fragile della popolazione. Ora investiamo sui servizi sociali 350 mila euro, senza contare gli investimenti sulla scuola, che non è sociale ma istruzione. Solo la materna 180 mila.

 

È credibile sul Garda per un paese turistico ridurre gli eventi?

Non si può pensare di tagliare tutto, altrimenti viene meno quella che è la tradizione e la capacità di attrazione del paese. Qualche taglio si deve fare. Bisognare ragionare anche sulle altre entrate: visto che il territorio è pregiato, abbiamo da poco introdotto questo lavoro di accertamento di evasione. Non solo sul discorso delle aree, ma anche sulle tante residenze fittizie per non pagare l’ICI.

 

I cittadini potrebbero versare qualche soldo in più verso il Comune con una tassazione maggiore in cambio di una maggiore tutela del verde, è fattibile?

Il cittadino è aperto all’ascolto della situazione del Comune, ma non lo vedo in questo momento pronto ad accettare sacrifici in cambio di servizi. Vedo a volte un atteggiamento di diritto ad avere certe cose, non lo vedo ancora pronto. Lo vedo però pronto ad ascoltare certi suggerimenti. Ora pronti a partire con la raccolta porta a porta e faremo una camapgna di informazione. Vogliamo alzare i llivello di differenziata. Bisogna insistere, trovare il contatto con il cittadino, fargli capire la proposta, rendergli la raccolta abbanstanza semplice e anche questi sono costi che l’amministrazione affronta in virtù, io spero, di un risultato soddisfacente spero in termini di ambiente, crescita della differenziata, riduzione del rifiuto che va al termovalorizzatore. Anche con vantaggi per tutti e un decoro urbano, perchè oggi abbiamo isole per la differenziata che contengono tutto fuorché la differenziata. Tanta gente non lo fa ancora, ma è una abitudine.

 

Ad agosto a Desenzano i commercianti si sono attivati, anche a proprie spese, per organizzare più eventi serali. A Padenghe il Comune potrebbe ricevere soldi da esercenti, locali e strutture ricettive per un ricco calendario?

Credo che questa strada sia percorribile. Quest’anno si è cercato di coinvolgere il più possibile le attività nella loro globalità e cercare di coniugare i volontari delle Contrade con le attività economiche da ristoranti, pizzerie e bar. Creato l’evento dal Comune, tutti possono trarne vantaggio. Almeno in estate riattivare la filiera economica è compito dell’istituzione, però credo che in futuro si possa trovare una modalità di operare di mettere in carico parzialmente alle attività. Se lo sforzo è fatto assieme si può migliorare la possibilità. Ma non possiamo credere di far sponsorizzare eventi da decine di migliaia di euro.

 

Avete un bel castello, servirebbe un restauro, ma ora mancano fondi, che spesso sono più indirizzati verso le strutture religiose. Riuscirà mai ad avare una presentazione più turistica?

È già in parte inserito nel circuito turistico, ma va migliorata la parte dell’informazione. Sulla ristrutturazione c’è niente di concreto, gli unici finanziamenti che vedo ora possibili sono quelli europei, cui si può attingere non solo come Padenghe ma con progetti che abbraccino più paesi e progetti. Lo stiamo valutando come Unione dei Comuni della Valtenesi. Non posso dire di avere la certezza che arriveranno altri fondi, ma ci sarà la possibilità di entrare in altri bandi. Abbiamo già il progetto e non vediamo l’ora di concretizzarlo. Inutile tenere in archivio un progetto costato più di 100 mila euro. L’intervento è di alcuni milioni di euro. Intanto possiamo lavorare per un miglioramento della segnaletica e della sentieristica.

 

Un finanziamento però non arriva mai il 100%…

Questo sì, ma sarebbe da fare a stralci. Magari sarebbe importante da fare, se non tutte le mura, fare il restauro della parte all’ingresso usata per gli spettacoli teatrali, il cosiddetto castelletto.

 

La sobrietà di spesa per il futuro si sposa con questi investimenti?

Finché noi incassiamo gli oneri è giusto, doveroso che vengano investiti in queste cose. Finché abbiamo questa capacità, dobbiamo pensare a sistemare il paese e contemporaneamente ragionare su tutti questi controlli della spesa, soprattutto corrente, e delle entrate.

Enrico Grazioli

Intervista Avanzini – pagina 10 Intervista Avanzini – pagina 11

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