Rubrica – La nota di Eupoli

La cultura mal comunicata

Tra le consuete ciarle da bar che amano «stramaledir le donne il tempo ed il governo», riguardo alla gestione della cultura a Desenzano da parte dell’Assessorato, lo spettro è piuttosto ampio: si va dal «non fa nulla» al «fa fin troppo». Infrango il galateo della polemica che a dichiarazione provocatoria fa seguire risposta di solito piuttosto indignata, con l’arrivo poi di un terzo che media scoprendo l’acqua calda. Quel che si fa, affermo, è apprezzabile, ma potrebbe essere ancora più apprezzato.

La stagione teatrale, sia estiva che invernale, sia a Desenzano che a Rivoltella, è di buona qualità, grazie anche alla passione e all’impegno della compagnie locali; il successo delle Nozze di Figaro in castello, solo un esempio, è indice di sentita partecipazione della comunità, e per il teatro ne è l’essenza stessa e originaria. Su mostre, presentazioni di libri e concerti, senza dilungarci, ci sentiamo di proseguire all’insegna della mediazione: se ne fanno poche, ma forse c’è anche poco da mostrare, presentare e ascoltare. Vero è che non emerge nessuno se non gli si offre almeno una volta, facciamo anche due, la possibilità di farsi guardare, leggere o ascoltare.

Quel che fa riflettere invece è che qualsiasi evento è apprezzato da molti, il giorno dopo. Possibile che il Comune si affidi per ogni sua manifestazione solo a volantini e manifesti piazzati, talvolta anche tardivamente, in luoghi che qualcuno, penso, abbia ritenuto strategici? Scripta manent, certo, se poi sono a centinaia tanto meglio, ma se chi non ha tempo non ha neppure occasione per leggerli? O semplicemente, è distratto? Tutti, mi domando, leggono locandine quando vanno a passeggio, emuli di Palazzeschi? Questo sistema poi funziona per il pubblico interessato, quello che verrebbe agli eventi in ogni caso, e cerca affannoso le agognate locandine, quasi mai però per quello più giovane, in media tanto pigro quando si tratta di «robe culturali» che bisogna farlo uscire di casa a cannonate.

Perché allora il Comune non pubblicizza sui social i suoi eventi, mandando inviti, magari una mail mensile aggiornata con tutto il calendario di quel mese, comprese le iniziative non direttamente organizzate dal Comune, ma che ritiene comunque valide e degne di considerazione, in modo da coprire la fascia più giovane di pubblico e magari invogliarlo a partecipare in modo più attivo? Questo non garantisce un maggiore interesse della cittadinanza, ma di sicuro una maggiore informazione e, di conseguenza, una maggiore possibilità di scelta. Per quanto riguarda la partecipazione invece, quella è dovere dei singoli, dato che, come scriveva Gorgia, «ornamento di una città è l’avere buoni cittadini».

Sergio Lingeri

La nota di Eupoli – pagina 12

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  1. Sergio Lingeri, assieme a Edoardo Campostrini, è autore del secondo volume de I Quaderni del Liceo Bagatta “Girolamo Bagatta: una Vita per un Liceo”, che sabato 6 novembre alle ore 16 sarà presentato a Desenzano del Garda nella Sala Peler di Palazzo Todeschini.

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