Tullio Ferro, ancora lui

Accidenti quel Tullio ce l’ha fatta ancora una volta. Questa è la 28esima. Tanti sono i libri che ci ha regalato questo curioso, dispettoso, testardo, nervosissimo personaggio fuggito dalle terre polesane qui sul Garda qualche decennio addietro. Ventotto libri scritti in un “tranche de vie” non sono pochi, se si pensa che quasi tutti sono stati dedicati al lago di Garda, che lui, così “straniero”, ha descritto come pochi altri sentendolo così suo meglio e più di tanti, che qui passano la loro esistenza distratta.

Lui così attento e, ripeto, curioso ha da poco terminato la sua ultima opera frutto di una ricerca quasi maniacale. Me ne ha mostrato orgoglioso, pochi giorni fa, il fascicolo battuto a macchina, come sempre una vecchia Olivetti 22: un suo testardo vezzo. Titolo: Premi Nobel scienza e poesia sul Garda. Ricercati, scovati, descritti durante la loro breve a volte intensa e amorosa permanenza sul nostro lago, da Gardone a Sirmione, di passaggio a Desenzano, a Torri, a Riva e così via. Trenta sono i Nobel anche se lui include Albert Bruce Sabin, medico pediatra, virologo e ricercatore famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomelite, nominato cittadino onorario di Valeggio sul Mincio il 15-10-92, che non ricevette mai il premio.

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