AAA Desenzano del Garda cercasi progetti per il futuro

Desenzano del Garda viene definito un Comune a economia mista e mi sembra una definizione pertinente in quanto sono presenti un po’ tutti i comparti: industriale, artigianale, commerciale, edilizio, agricolo, sanitario, dei servizi e turistico. Negli ultimi decenni questi settori hanno avuto un’evoluzione e uno sviluppo, chi in maniera progressiva e razionale, chi in maniera esponenziale e irrazionale come il comparto edilizio abitativo e in minor misura quello commerciale e artigianale (vedi ultima distesa di capannoni in località Pigna quando la crisi economica, in atto ormai da anni, registra ogni giorno la difficoltà e spesso la chiusura delle piccole e medie imprese!) sempre a discapito del territorio, degli habitat naturali e dell’usufrutto degli stessi da parte dei cittadini.

Problemi di bilancio? Gli oneri di urbanizzazione sembrano essere al momento l’unica fonte per incamerare risorse economiche nelle casse dei Comuni, anche se penso che con un po’ più di fantasia e imprenditorialità si potrebbero trovare fonti alternative. A questo punto, se l’espansione è per vari motivi necessaria, sarebbe auspicabile che avvenisse, fatto salvo il centro storico e la zona a lago, in verticale piuttosto che in orizzontale. Servirebbe che all’interno di un programma elettorale di una compagine politica ci fosse la determinazione di sostenere un progetto che, in caso di salita al governo della città, garantisse che nei successivi 10/15 anni non si potesse più rendere edificabile un metro quadrato di verde nel comune di Desenzano se non per portare a termine operazioni già pianificate o recuperare aree già edificate. Ci si metterebbe il cuore in pace e ci si rivolgerebbe con più attenzione a fonti alternative di denaro necessarie per le casse comunali, non ci sarebbero più sirene tentatrici o tentativi di assalto alla diligenza.

Abbiamo detto che tutti i settori hanno avuto nel tempo uno sviluppo più o meno felice. L’unico comparto che è al palo da svariati decenni è quello turistico, perché non c’è mai stato e non c’è tuttora un progetto a medio o lungo termine, messo nero su bianco in un programma elettorale, un progetto da realizzare nel periodo di due o anche di tre legislature, che coinvolga tutte le forze politiche in un unico intento, quello di supportare la vocazione più importante e naturale di Desenzano del Garda: la vocazione turistica, che soprattutto oggi appare a livello internazionale come una fondamentale risorsa per affrontare la crisi economica in atto.

È un progetto che potrebbe partire dalla rivisitazione del centro storico e delle zone a lago dotandoli di tutti i servizi di accoglienza necessari ad attirare visitatori e soddisfare le necessità dei residenti; dalla realizzazione di nuove aree per attività balneari; dalla chiusura definitiva del lungolago dalla Maratona alla rotonda di via Gramsci con la realizzazione di parcheggi sotterranei per togliere una volta per tutte lo stazionamento e il movimento di automezzi dalla superficie in quest’area e creare ampie zone di passeggio, incontro e intrattenimento; dal ridare alle piazze la loro originale funzione; dalla realizzazione di un palazzetto dello sport o una struttura polifunzionale per congressi, eventi musicali, culturali, teatrali e contribuire così a destagionalizzare tutto il comparto e far tornare la gente nel centro storico ormai deserto fuori stagione.

Questo sono progetti che, anche se in forma più ridotta e di corto respiro, a ogni scadenza elettorale sembravano essere nelle intenzioni di quasi tutte le forze politiche in campo per poi venir riposti in un cassetto a elezioni concluse, in alcuni casi per posizioni ideologiche, in altri per mancanza di determinazione e coraggio. Non mi si venga a dire per mancanza di fondi visto che tali opere sarebbero state finanziate quasi interamente dai privati. È stato come, se amministrando la città da Palazzo Bagatta, si fosse guardato al territorio con le spalle rivolte al lago e alla sua attrazione turistica. È chiaro che occorre creare sinergie con il Privato per ottenere dei risultati concreti, e ben venga, per recuperare terreno e riportarci alla pari di altri Comuni rivieraschi che nel frattempo sono cresciuti e, quindi, per fare quel salto di qualità che ci faccia uscire da questo ormai cronico immobilismo. (fine prima parte)

Mauro Bonfanti

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