Intervista a Lorella Lavo, sindaco di Moniga del Garda

Alcuni anni fa al porto di Moniga fu realizzato un hangar con il niet della Soprintendenza e poi bocciato come abuso edilizio dal Tar. L'amministrazione ora per avere la sanatoria ha fatto un progetto di riqualificazione generale.

La sua famiglia è presente a Moniga del Garda da secoli e un suo antenato fu primo cittadino nel 1883. Per Lorella Lavo diventare sindaco è stato un passaggio naturale. È stata consigliere comunale dal 1993 al 2006, anno in cui è stata eletta. Responsabile della filiale monighese di Poste Italiane, è attualmente in aspettativa. Classe 1959, ricopre la carica di presidente dell’Unione dei Comuni della Valtenesi e di consigliere dell’Associazione Comuni Bresciani. Per il futuro le piacerebbe riqualificare il porto (dove l’hangar anni fu realizzato nonostante il niet della Soprintendenza e bocciato poi dal Tar come abuso edilizio), fare delle case per i giovani e realizzare la passeggiata a lago verso Manerba.

Il prossimo anno si va alle urne, lei si ricandiderà. Perché ha intrapreso questo percorso?

La prima volta succede quasi per caso, perché altri te lo chiedono e perché l’impegno quindicinale come consigliere aveva portato alla richiesta della mia candidatura. Mi ricandido perché credo che in questi 5 anni l’amministrazione abbia lavorato bene e dato una certa impronta al comune. Vorrei portare avanti alcune cose che ho iniziato, come la questione del porto.

Nei piccoli comuni spesso non ci sono simboli politici, quali sono le differenze del suo gruppo?

Le differenze fondamentali

Lorella Lavo, sindaco di Moniga

si vedranno con la presentazione del Piano di Governo del Territorio. Questo in confronto ai vecchi amministratori, ma oggi non ho idea di chi possano essere gli altri candidati. Noi ci siamo differenziati anche per la cura di un paese abbellito e per aver creato eventi che hanno portato Moniga a essere conosciuta in Italia. Questo si fa con liste civiche.

Liste civica siete, lista civica sarà, ma lei ha la tessera del PD: le piace Bersani?

Mi piace molto Bersani. Credo che sia un buon segretario di partito, un uomo del fare con idee chiare sul lavoro e sull’economia. Al momento segretario migliore non lo potremmo avere.

A questa tornata la Lega sembra si candiderà a sé, vi alleereste?

Non abbiamo problemi di schieramenti, li abbiamo con i simboli politici. Sarebbe impossibile. Abbiamo disponibilità con tutti, ma con i simboli non ci stiamo: vogliamo una lista civica vera.

Quali sono le cose fatte che l’hanno più soddisfatta in questi anni?

Dal punto di vista dell’immagine Italia in Rosa è il frutto più bello della nostra amministrazione, il Chiaretto è un prodotto poco conosciuto fuori da qua. Per i lavori pubblici credo la piazza, che, a detta di molti, è un luogo di ritrovo invidiato da altri comuni. A livello politico l’hangar del porto. Per avere la sanatoria dell’hangar abbiamo fatto un progetto di riqualificazione generale del porto in accordo con la Sovrintendenza. L’hangar verrà finito con un edificio di servizi e verrà riqualificato completamente il porto con pavimentazione, luci, giardini. Lavoro che sarà fatto man mano e i privati faranno la loro parte.

Perché alle minoranze non sono piaciuti la piazza e il nuovo municipio?

Non so, bisognerebbe sentire loro. Avevano un progetto diverso prima della fine del loro mandato, pensavano a qualcosa anche con negozi dove ora abbiamo fatto i parcheggi.

C’è qualcosa che sente di non essere riuscita a fare?

I servizi sociali hanno lavorato tanto e bene. L’unica cosa è che non sono riuscita a fare è avvicinare più intensamente i giovani, avvicinare i ragazzi e interessarli alla vita pubblica.

Quale futuro attende Moniga?

Dall’analisi del territorio arrivano dati allarmanti. È molto edificato. Il PGT conterrà al minimo le possibilità edificatorie e bisognerà trovare forme alternative di finanziamento ai comuni. Stiamo pensando a un campo fotovoltaico per rinvigorire le entrate

In futuro sembra inevitabile ridurre le spese, è possibile farlo?

Siamo un paese turistico, abbiamo l’obbligo verso la comunità di tenerlo in un certo modo. Il turismo fa lavorare i nostri cittadini, ma se i soldi iniziano a mancare dovremmo tagliare alcune spese a bilancio. Dovremo pensare a fare qualche manifestazione in meno. I servizi sociali non possono essere tagliati. Anzi, sono in crescita le situazioni di disagio familiare.

Quale è l’angolo di Moniga che preferisce?

Quella parte non edificata che va da Fontanelle a San Sivino, esattamente davanti alle gratto di Sirmione.

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