A Polpenazze sul Garda la X Vetrina del vino novello

Se i profumi di mosto sono la fragranza di ottobre, il vino novello è senza dubbio il sapore dell’autunno, anticipo di caratteri e colori nuova della vendemmia. A Polpenazze sul Garda da dieci anni il Comune organizza una festa per celebrarlo. Quest’anno sarà affiancato ai vini di aziende biologiche. Prima di parlare della manifestazione è necessario fare un chiarimento: con vino novello non si intende il vino nuovo, è tutta altra cosa.

Se qua sul lago sono in pochi a produrlo, ancora meno forse sono i posti dove poterlo bere. Da molti è considerato inferiore al vino di qualità, ha origine dal modello francese, il Beaujolais Nouveau, su cui si basa la produzione italiana. Tale bevanda nasce da una produzione particolare e differente dalla solita vinificazione, tanto che c’è chi nemmeno lo considera un vino. Questo metodo è stato ideato da una équipe di ricercatori francesi nel 1934. Appena vendemmiati i grappoli sono sistemati in apposite vasche, che, saturate di anidride carbonica, sono richiuse per da una a tre settimane. L’uva non entra a contatto con l’aria. Dopo la pigiatura dell’uva e la macerazione del mosto per due o tre giorni, ecco il novello pronto da imbottigliare.

Presto la moda ha passato le Alpi ed è diventata appuntamento fisso nel Bel Paese. Una domanda è spontanea: come fa un vino a essere pronto dopo poche settimane dalla vendemmia? La risposta è macerazione carbonica. Ne scaturisce un prodotto molto profumato. Il novello, infatti, si caratterizza per freschezza al palato e tipico bouquet fruttato di bacche rosse e lamponi con sentori floreali: ben si sposa con le pietanze autunnali.

Non può essere immesso sul mercato prima del 6 novembre di ogni anno e a Polpenazze la “Vetrina del vino novello” questo anno è in programma da venerdì 12 a domenica 14 nel salone del campo sportivo, in Via Cesare Battisti. Se la prima serata sarà una festa dedicata a festeggiare i volontari del paese, la Vetrina aprirà il sabato, ma l’apice sarà raggiunto domenica mattina con una scorribanda lungo le vie del paese da parte dei trattori, che saranno accolti in piazza dalla banda, sulle cui note torneranno al campo sportivo.

Se il vino novello ben si sposa con le castagne, qui i gourmet potranno godersi il manzo al novello, pensato sulla falsariga di quello preparato con il Barolo. Non mancheranno altri piatti della tradizione. All’interno del salone ci sarà un banco d’assaggio gratuito, dove degustare i vini prima di sedersi a tavola e riempirsi la pancia. Lo scorso anno i novelli erano 9, quest’anno saranno affiancati dai vini di alcune aziende biologiche. A Polpenazze sono 7. In entrambi i casi si tratti di vini poco conosciuti.

Dalle svariate etichette di vino novello si attende e pretende un carattere soffice, rotondo e fruttato. Nel primo bicchiere del raccolto il colore è importantissimo. Non deve essere molto carico, ma neppure scarso. Un rosso vivace e invitante, cui deve seguire una nota olfattiva che provochi piacere intenso e istantaneo.

E.G.

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