AAA Desenzano del Garda: cercasi progetto

Seconda parte Andando alla ricerca di un intervento progettuale sulla nostra città di qualche amministratore che abbia lasciato un segno nel recente passato e valorizzato la sua vocazione turistica, al cittadino desenzanese viene subito in mente il pur discusso architetto Giuseppe Ramella e il periodo in cui ricoprì in varie fasi la carica di Sindaco, parliamo di più di trenta anni fa! E il fatto che da tale preistoria non si sia più concretizzato un progetto rivolto allo sviluppo turistico di Desenzano lo dimostrano gli annosi problemi irrisolti che l’hanno penalizzata nei confronti della maggior parte dei comuni competitori. Trovatemi una ragione per cui un turista dovrebbe soggiornare a Desenzano per più di 2 giorni se non visitatore giornaliero mordi e fuggi. Lo dimostra il fatto che gli unici progetti presentati negli ultimi tempi a beneficio del settore turistico-commerciale sono quelli sottoposti all’Amministrazione da elementi estranei alla stessa, Società imprenditrici che sulla base della legge 12/2005 della Regione Lombardia che prevede la formazione dei PGT dei vari comuni, basata sul concetto della reciprocità, propongono realizzazioni tipo il rifacimento del lungolago , la creazione di spiagge e quant’altro serva a completare opere che il Comune non ha la possibilità di affrontare per mancanza di fondi, in cambio di volumetrie abitative, centri commerciali non ben definiti da realizzare in aree verdi, quasi si potesse scambiare alla pari capre e cavoli. Il Privato va coinvolto dall’Amministrazione Comunale per realizzare le opere necessarie al rilancio turistico, culturale e sociale della città con contropartite all’interno delle stesse da sviluppare in sinergia non con scambi che da una parte prevedono interventi fini a sé stessi non inseriti in un contesto di progetto globale e dall’altra riducono sempre più quel poco di territorio rimasto ancora intatto, distruggendo habitat naturali sottraendoli alla fruibilità del cittadino. Un esempio vicino a noi di ideazione e realizzazione di un progetto turistico-commerciale a medio lungo termine è quello di Salò, ma potrebbe essere esteso ad altre località lacustri importanti quali Gardone Riviera, Gargnano, Garda, Bardolino, Lazise… Un progetto portato a termine, tra l’altro a non lunga distanza da un terremoto dalle gravi ripercussioni, in una decina d’anni. Nel 2000 il progetto prende forma nelle stanze del Comune sulla spinta di alcune idee dell’associazione “Amici del Golfo di Salò” che come unico scopo avevano quello di far crescere la propria città rendendola più attraente e fruibile al visitatore e ai cittadini. Primo fautore della realizzazione delle opere il Sindaco Cipani che ha creduto fortemente nella bontà e utilità del progetto. Si svilupperà in tre fasi: 2003/2004 la prima, 2005/2007 la seconda e 2008/2010 la terza. I risultati sono evidenti: 1370 nuovi posti auto, di cui circa 500 sotterranei, a distanze dal lungolago che vanno dai 50 ai 150 metri, quasi interamente finanziati dai privati; Chiusura completa del lungolago nel 2008 con creazione di una passeggiata a lago completamente illuminata lunga 3 km e di numerose piazzette di svago, di incontro e di manifestazioni; raddoppio delle spiagge e dei connessi servizi e aumento dei servizi presso il porto della Canottieri di Salò; spostamento definitivo nel 2004 del Mercato Comunale da piazza Martiri della Libertà a una zona interna parallela, esterna al centro storico; apertura nei primi mesi del 2011di un secondo punto di informazione turistica complementare all’esistente; manifestazioni riproposte tutti gli anni nello stesso periodo assumendo sempre maggior importanza e rilevanza nazionale e attraendo sempre più visitatori e media e tv non solo locali, vedi “Salò Golosa” e “Estate Musicale Gasparo da Salò”. Forse sarebbe il caso di prendere appunti anche perché il tempo del procrastinare e del non fare è scaduto e occorre urgentemente correre ai ripari per recuperare lo svantaggio accumulato. Desenzano che avrebbe dovuto essere l’esempio da imitare, il faro per lo sviluppo turistico su tutto il bacino lacustre, è invece rimasta al palo in una sorta di paralisi dalla quale ora sembra problematico uscirne visti anche i tempi non favorevoli. Se poi Desenzano rimane attraente per i colori e il fascino del lago che ha di fronte, la vista delle Prealpi che fanno da cornice e le barche a vela che ne solcano le acque, beh di questo nessuno di coloro che l’hanno governata può farsi vanto.

Mauro Bonfanti

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