Gruppo di convergnze culturali: stop alla speculazione, rilanciamo Desenzano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera del “Gruppo di convergenze culturali”, di cui, tra i vari, fanno parte Titti Riolfo, Rossella Riccoboni, Mauro Orlando, Manuela Bonatti, Margherita Marchi, Simone Saglia, Anna Maria Bencich, Nevio Canali, Paola Mutti, che hanno scritto al sindaco e ai gruppi consiliari di Desenzano e ai vari sindacati.

Siamo un gruppo di persone e anche cittadini che vogliono molto bene al loro paese perché convinti che nei “piccoli paesi c’è grande vita”. È proprio per questo profondo sentimento e legame che noi siamo preoccupati di interventi sottesi a una speculazione ottusa che ne deturpi la bellezza, la sua vivibilità e, quindi, in contrasto con la sua valorizzazione. Il futuro della Città appartiene a tutti.

Da alcuni anni sono sorti nella zona periferica dell’agglomerato urbano di Desenzano del Garda e al suo interno vari centri commerciali (super/ipermercati). La loro esistenza può essere giustificata come moderna distribuzione di merci, purché essa si sviluppi entro certi limiti senza entrare in conflitto con attività economiche che sono altrettanto, se non più importanti. Simili investimenti, parte dei quali fatti al di fuori di ogni seria conoscenza dei reali bisogni della Comunità, sono attuati o in via di progettazione secondo puri criteri speculativi, dannosi all’economia locale e in contrasto con il razionale uso del territorio.

La grande distribuzione mentre da un lato per la comodità degli acquisti e l’azione calmieratrice favorisce i consumatori, se opportunamente distribuita, dall’altro, se guidata solo da intenti speculativi, è causa di consumo del territorio a danno di altri interessi tipici storicamente preesistenti che lo qualificano. Sorgono così i cosiddetti “non luoghi” come Il Leone, isole anonime che attirano flussi di consumatori, spostamenti collettivi che con gli interessi turistici della Città nulla hanno a che fare, anzi, provocano il disinteresse per il centro storico e il suo abbandono creando notevoli problemi alla viabilità.

È da tempo che sentiamo discutere di un progetto di un altro grande complesso commerciale che dovrebbe sorgere nella località Grezze. Il Consiglio Comunale di Desenzano, nella seduta del 30 settembre 2010, ha respinto a maggioranza il progetto.

Il gruppo finanziariospeculativo che intende costruire il nuovo polo commerciale alla Grezze ha reagito con un volantino diffuso tra la popolazione giocando sulle parole. Il centro commerciale viene ora presentato come centro fieristico. Fiera di che cosa? Una fiera della moda, come si dice? Sfilate di modelle per tutto l’anno con contorno di alberghi, negozi, parchi giochi? Una fiera della vanità e del consumo a ridosso di due luoghi sacri per i Desenzanesi: la casa natale di Sant’Angela Merici, venerata in tutto il mondo cattolico, e i campi di battaglia di San Martino e Solferino dove nacque la Croce Rossa Internazionale per iniziativa di Henri Dunant, cui fu assegnato il primo premio Nobel per la pace nel 1901.

I commercianti del centro storico già si trovano in grande difficoltà per la concorrenza di poli commerciali che recentemente sono sorti negli immediati dintorni della Città senza che siano stati effettuati significativi interventi che aiutino veramente la rinascita del centro storico. Le strutture economiche di Desenzano sono il turismo e l’agricoltura. Sia il primo, sia la seconda non possono svilupparsi senza una valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico e la tutela del paesaggio lacustre e collinare, due realtà paesaggistiche complementari.

Un’alternativa alla speculazione anarchica.

Proposta per il rilancio di Desenzano.

I nostri rappresentanti politici, in unità d’intenti e al di sopra delle barriere partitiche, si impegnino a indirizzare capitali privati per la ristrutturazione del Castello secondo un progetto condiviso che ne faccia un centro congressuale di richiamo nazionale e internazionale, una sede ampia per mostre d’arte, artigianali e industriali con teatro in grado di ospitare mille persone. E questo in funzione di congressi e stagioni teatrali. Al Comune, che per la crisi attuale non ha e certamente non avrà i capitali necessari per tale iniziativa, spetterebbe la responsabilità politica del progetto, concordato ovviamente con i privati. Ai privati spetterebbe la gestione con relativi guadagni. Non si esclude una partecipazione societaria, sia pure minoritaria, del Comune.

Tutta la popolazione ne beneficerebbe: notevole crescita di posti di lavoro, sviluppo del commercio e dell’attività alberghiera per tutto l’arco dell’anno. Poche città sono dotate di centri polivalenti in una posizione panoramica quale potrebbe essere quella del nostro Castello, uno dei più prestigiosi simboli della storia di Desenzano.

Gruppo di convergenze culturali

Referente Simone Saglia, tel. 030 9141727 / 347 1662545

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