Il Garda e le Colline Moreniche, un territorio da tutelare

Terza parte

Premessa

Nei precedenti due numeri ci siamo presentati e abbiamo esposto le azioni promosse a tutela del territorio e accennato i contenuti della Proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare per la costituzione di un unico grande Parco che, aggregando le aree già sottoposte a vincolo – Parco del Garda, Parco del Mincio, PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) e SIC (Siti di Importanza Comunitaria) già esistenti -, vada a costituire un’unica area protetta del Garda e delle Colline Moreniche.

Le normative proposte sono orientate a uniformarsi e adeguarsi alle regole istituzionali vigenti, connotandole in una migliore tutela e in un maggior rigore applicativo. La costituzione di un nuovo Ente diventa strumento di sintesi e soggetto di controllo della miriade di iniziative che a diverso livello e titolo Comuni, Province e Regione dettano coinvolgendo anche l’area Gardesana, le cui peculiarità territoriali, invece, hanno bisogno di una specifica tutela per la loro salvaguardia. Esaminiamo gli Articoli della PdL che coinvolgono le attività umane:

Art 204.12 – Zone a parco di Riserva Naturale

Sono caratterizzate da eccezionali valori naturalistico-ambientali in parte già tutelati, ma frequentemente interpretate in modo diverso all’interno dello stesso comune o di due province diverse. Esempio I: il PLIS del Monte Corno di Desenzano inserisce nel suo perimetro di tutela una porzione di zona umida di grande pregio (il Vallio) dalla quale nasce il Rio Maguzzano; il Comune di Lonato nel cui territorio risiede la restante maggior parte, ricca di biodiversità, non applica alcuna tutela. Esempio II: i canneti della Sermana (Peschiera, VR) sono stati riconosciuti come SIC mentre lo stesso non è avvenuto per i contigui canneti di Punta Grò (Sirmione, BS): abbondante fauna si muove liberamente all’interno di entrambi. Esempio III: La riserva di Castellaro Lagusello è oggetto di un incredibile contenzioso ove l’ente gestore (Parco del Mincio) vorrebbe sottrarre al rigore della normativa vigente importanti aree che qualificano, per l’alto contenuto naturalistico, la riserva stessa.

L’Ente Parco proposto avrà, tra le sue competenze, l’individuazione e la preservazione dei beni naturalistici ambientali che costituiscono il patrimonio culturale ed economico dell’intero territorio gardesano a prescindere dagli attuali confini amministrativi.

Art 204.13 – Zone a parco Agro-Silvo-Pastorale

Caratterizzano fortemente il territorio gardesano e sono frequentemente in area collinare o pedocollinare. L’attuale legislazione vieta la realizzazione di costruzioni sui crinali. Ciò è disatteso, ma non portiamo esempi: ognuno di noi alzando gli occhi da terra può rendersi conto della realtà. Vale comunque la pena di ricordare l’assurda schiera di case che si affaccia sul sito che l’Unesco vuol prossimamente riconoscere come Patrimonio dell’Umanità: il Lago di Lucone (Polpenazze, BS).

Compito dell’Ente Parco sarà di considerare come un unicum tutta la complessità del Cordone Morenico che abbraccia il Lago nelle tre province elevandolo a una tutela che valorizzi le sue bellezze, promuova le produzioni agronomiche e faciliti la crescita di quelle attività turistiche (Agriturismi, vendita di prodotti tipici, B&B) che ne aumentino la redditività.

Art 204.14 – Zone a parco Agricolo

Le zone agricole sono la percentuale più significativa dell’area coinvolta e costituiscono anche la superficie meglio conservata dell’intero territorio: merito degli agricoltori che per i legami che hanno con la terra ne hanno tratto redditività preservandola dalla chimera del soldo facile della speculazione urbanizzante. Ma sia l’urbanizzazione che le nuove infrastrutture tendono sempre aggredire questi territori di assoluto valore culturale-paesaggistico anche se dotati di alta redditività agronomica. Esempi? C’è l’imbarazzo della scelta.

Esempio I: Il tracciato del Corridoio n° 5 della TAV (Treno ad Alta Velocità) passa sull’area immediatamente a Sud della A4 MI-VE e dopo aver sottopassato con una galleria di 7 km il territorio di Lonato, sbuca in quello di Desenzano nelle stalle di un’importante azienda zootecnica e percorre fino a Peschiera quella meravigliosa terra di Lugana, che generosamente eccelle per la bontà dei suoi vini, togliendole circa il 25% del territorio (circa 250 ettari di vigneti DOC).

Esempio II: invitiamo i lettori ad andare a Picedo, frazione di Polpenazze, per ammirare lo spettacolo di vigneti e oliveti ordinati in un paesaggio dolcissimo. La speculazione edilizia distruggerà questo patrimonio agronomico, con la complicità dell’Amministrazione Comunale che mentre vanta le iniziative legate al mondo dell’olio e del vino, autorizza imponenti piani attuativi edilizi sulle stesse aree di pregio che producono il vantato reddito!

Ci fermiamo negli esempi senza dimenticare la recente iniziativa della Confagricoltura che ha invitato i suoi aderenti a una raccolta firme contro l’istituzione del Parco del Garda. Ci chiediamo se quei signori abbiano mai letto e capito il contenuto della nostra proposta che difende i veri agricoltori e la immensa ricchezza del territorio da loro gestito. Non difendiamo chi desidera che i loro campi diventino capannoni o abitazioni per vacanzieri per ricavarne uno sterile incasso di denaro.

Art 204.15 – Zone a parco di Urbanizzazione

La L.R. 12/2005 Lombardia, recita nelle Premesse “ …il controllo, la gestione ed il coordinamento di obiettivi e finalità, spesso espressione di interessi sociali differenti, complessi, frammentati e frequentemente in competizione nell’utilizzo delle risorse (…) necessitano di obiettivi comuni e una modalità di approccio culturalmente condivisa.” Le modalità per la pianificazione Comunale vengono attuate mediante il Piano di Governo del Territorio. La scadenza dei termini per l’attuazione di questa saggia iniziativa legislativa è stata di anno in anno posticipata, fino al prossimo marzo per dare il tempo ai comuni meno virtuosi di adottarla e approvarla, coinvolgendo quelle “parti sociali portatrici di interessi diffusi” (scusate il burocratese) nella cui categoria anche il Comitato entra a far parte.

L’attuale Amministrazione di Desenzano è un chiaro esempio di come siano prese in considerazione le Istituzioni e la Regione in particolare, di come venga trattata la cittadinanza della quale si ignorano i diritti, di come questa giunta applichi un silenzio blindato sull’iter del PGT, rendendo così possibili iniziative al limite della legalità attraverso le subdole pratiche dei Piani di Intervento e dello Sportello delle Attività, ignorate e quindi non volute dalla cittadinanza. Il territorio gardesano è un continuo agire per assecondare la speculazione edilizia, talvolta malavitosa. Le normative della nostra Proposta di Legge tengono conto delle esigenze di una popolazione attiva, sia nello sviluppo delle imprese sia nell’incremento demografico, per raggiungere un bilanciato ed equilibrato rapporto tra loro e il territorio fortemente connotato dalle bellezze ambientali e paesaggistiche, dalla bontà del clima e dal patrimonio culturale.

Altri Articoli completano poi il quadro formativo e di avvio della procedura di istituzione del Parco. Ci soffermiamo sull’ultimo e più importante, in quanto le normative di un Parco hanno bisogno di un gruppo di lavoro per essere applicate e rese funzionali: è necessaria la creazione di un Ente gestore che ne curi gli aspetti legislativi, economici e fiscali. Pensare che questo sia finanziato da fondi pubblici è assurdo e in controtendenza. L’Ente dovrà autofinanziarsi con iniziative di promozione e di marketing che coordinino le miriadi di proposte di privati per attività turistiche e promozionali e pubbliche per infrastrutture, interventi di tutela dell’ordine pubblico etc. Flussi di denaro si disperdono in mille seppur lodevoli iniziative ma che risultano frequentemente scoordinate: in una importante iniziativa turistica internazionale, per esempio, erano presenti ben quattro organizzazioni di promozione turistica per il Garda.

Ciò che proponiamo vuole essere soprattutto un mutamento delle nostre convinzioni intellettuali che deve essere volto a mantenere quanto di bello è rimasto di questo grande territorio e che dovrà essere conservato nell’interesse di tutti per essere consegnato ancora fruibile alle generazioni future.

Gabriele Lovisetto, segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda

Il comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda sarà lieto di fornire delucidazioni e informazioni ai seguenti contatti: tel. 030/914050, fax 030/9911720, cell. 339/1948027, email parcocollinegarda@gmail.com

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