L’editoriale – n° 3, 25 novembre 2010

 

Hanno assolto tutti. Parlare del lago di Garda in questo editoriale mi risulta difficile, perché hanno assolto tutti e non ci poteva essere male peggiore. A Piazza Loggia nessuno ha messo la bomba. Era il 28 maggio 1974, c’era una manifestazione nel centro di Brescia contro i recenti e numerosi atti di violenza neofascista. C’erano migliaia di persone, pioveva e in un cestino c’era un ordigno di alto potenziale, che ha lasciato a terra, morte 8 persone e ne ha ferite altre 94.

Oggi restano le lacrime dei familiari e il vuoto, perché il 16 novembre 2010, 36 anni dopo si è compiuta la peggiore di tutte le nefandezze. La Corte d’Assise ha assolto per insufficienza di prove cinque imputati dall’accusa di avere organizzato ed eseguito la strage. Assolti i due ex del neofascista Ordine Nuovo Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggia. Assolti l’allora collaboratore dell’allora servizio segreto militare SID Maurizio Tramonte e il generale dei carabinieri Francesco Delfino. Assolto l’ex segretario del Movimento Sociale Italiano, Pino Rauti. Un insulto alle vttime senza giustiza, a una città, alla memoria di un Paese.

Forse senza la maiuscola, perché i nostri figli sui libri di storia nel trafiletto dedicato a Piazza Loggia troveranno scritto “senza colpevoli”. Questo fa male. Tutti abbiamo sempre saputo che era stato un attentato fascista, mancavano solo le condanne dei colpevoli, ma la verità è rimasta sommersa nelle aule dei tribunali. Niente certezze assolute, niente sentenza. Ancora una volta una strage impunita. Per l’accusa c’erano nomi, volti, legami, motivazioni, dietrologie e obiettivi. Hanno vinto però i depistatori.

Le nuove generazioni avrebbero dovuto sapere che lì si era consumata una strage fascista. Invece, nulla, per insufficienza di prove. Depistaggi, reticenze, Segreti di Stato e la difficoltà ad affrontare con gli occhi aperti quegli anni. Non è l’unica strage senza colpevoli di quegli anni, ma resta comunque un insulto ai morti, una lacrima per vivi in una Italia senza memoria storica. Le mafie prosperano, i cospiratori vivacchiano e i morti sono morti. Resta solo lo squallore di eventuali, forse probabili, ma indicibili patti.

Le pagine di questo mensile sono dedicate però al Garda e alle sue genti. Anche se ogni nedandezza politica, edilizia o ambietale diventa nullità al confronto, qualche parola mi sembra opportuno sprecare sul Piano Integrato d’Intervento “Tassere”: in cambio di 49.800 mc nella frazione di Rivoltella, a Desenzano sarebbe ampliata la spiaggia del Desenzanino e realizzata una passeggiata a lago o piazza su palafitte, chiamatela come volete. Chi l’ha disegnata sembra però aver scimmiottato, scopiazzato male la passeggiata anni 50 di Copacabana a Rio de Janeiro. Il PII sarà approvato? Il progetto non va lasciato per forza ai soliti noti.

E. G.

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