Civiltà Castiglionese – L’inizio travagliato dell’operazione “Porta a Porta”

Rifiuti Via dante Allighieri

È ormai passato un mese dall’inizio dell’operazione “Porta a Porta” che ha visto mutare la raccolta dei rifiuti nella città morenica. La scelta, da parte dell’Amministrazione e della locale ditta Indecast, che si occupa della raccolta dei rifiuti, è stata dettata dall’esigenza, regionale, di rientrare, entro il 2012, nei parametri imposti della raccolta differenziata. Castiglione, da anni dotata di isole ecologiche, attestava la raccolta differenziata attorno al 50-55% dei rifiuti complessivi.

L’operazione “Porta a Porta”, già in vigore in molti comuni del mantovano, dunque, si è resa necessaria al fine di arrivare, nei prossimi anni, alla soglia del 75%, ed oltre, di differenziato. Il paese è stato diviso in tre zone che hanno iniziato, di settimana in settimana, la raccolta che prevede due giorni in cui viene raccolto l’umido (2 volte) e il secco generico, il vetro e l’alluminio, la plastica e la carta. L’inizio è stato tutt’altro che facile, come prevedibile, ma a onor del vero – nonostante i commenti forti e spesso violenti sul blog “il castiglionese” – la cittadinanza ha risposto bene a questa operazione che, di fatto, è un cambio di abitudini significativo. Ma gli inizi, appunto, sono stati travagliati.

Rifiuti in Via martini

Così si presentava Castiglione, le notti di domenica 17, 24 e 31 ottobre, all’alba della prima raccolta “Porta a Porta” nella Zona 1 (la prima parte del paese dove inizia, di fatto, l’operazione), nella Zona 2 e nella Zona 3. Nessuno pretende una militarizzazione delle vie, ma è altrettanto ovvio che ci si aspetti un po’ di buon senso e di civiltà da parte dei cittadini. La sorveglianza sarà attiva, prima o poi, nessuno lo mette in dubbio, ma è lecito anche pensare che gli stessi operatori non si aspettassero tale reazione. Tutti i cassonetti sono stati fotografati nelle aree limitrofe alla Zona 1, Zona 2, Zona 3 (Prato Verde, Grassole, Gozzolina – la parte di paese a sinistra della ex Statale Goitese in direzione Brescia, zona Campasso e san Pietro, zona Belvedere) quindi si tratta di cassonetti siti in aree vicine quali via Martini, via Padre Costanzo Beschi, via Porta Lago, Piazzale Piscine, zona Prato Verde – già attiva la raccolta e i rifiuti sono per strada – via Pietro Nenni, via San Pietro, via Caraffe, viale Silvio Longhi, via Dante Allighieri.

In queste strade i cassonetti sono sempre bastati e mai si è verificata tale “abbondanza”. Questo vuol dire che una buona parte degli abitanti delle varie Zone (ma soprattutto la Zona 1, la prima ad aver iniziato) non ha fatto neppure lo sforzo di provare a separare i rifiuti e iniziare questa avventura che, complicata e complessa per quanto possa sembrare, non è difficile da mettere in pratica ed è la via necessaria per evitare discariche e inceneritori (ma certo, se si preferisce tale soluzione, con la relativa serie di problematiche ambientali, allora la via da seguire è proprio questa). Inoltre le guide fornite, per quanto un po’ di difficile consultazione, non sono un trattato di chimica organica e le si può affrontare tranquillamente.

In ogni caso, riempire i cassonetti delle altre zone non è pratica conveniente, per nessuno. Fatica per fatica, se la mettiamo in questi termini, è meglio portare il tutto direttamente all’Indecast, ma si è preferito caricare la macchina e seminare i rifiuti nei cassonetti dei quartieri vicini. Operazione discutibile, senza se e senza ma, perché di settimana in settimana la raccolta è iniziata anche nelle altre parti del paese, di conseguenza, tale logica spinge a pensare che ora saranno presi d’assalto i cassonetti dei comuni limitrofi (e con le zone di confine quali Esenta e Novagli è successo).

Il mese che è passato ha comunque stemperato un poco gli animi e la cittadinanza ha risposto in modo positivo all’iniziativa. Prevale ancora un poco di scetticismo e di menefreghismo, ma in generale l’operazione è partita con ottimi risultati. Si spera, ovviamente, che la civiltà prevalga, e tutto non finisca per campi e colline (ma visto l’inizio, il dubbio è lecito), o nei cassonetti dei comuni vicini (c’è chi parla anche di questo come “soluzione intelligente”). Si spera, dunque, nella sorveglianza e nelle famigerate multe, tanto sbandierate, visto che, ormai, si capisce solo la repressione e il pagare di tasca propria multe e ammende. Per ora questi sono i risultati.

Un altro fatto merita di essere preso in considerazione dato che in tutte le riunioni informative – e nella maggior parte dei commenti raccolti in bar, piazze e private discussioni – gli unici grandi “problemi” e dubbi da tutti sollevati sono stati e sono: “E gli extra comunitari?”, “E i cinque Continenti?”. Per ora le persone “molto italiane” della Zona 1, Zona 2 e Zona 3 – vista la situazione qui fotografata – stanno dando un buon esempio a tutti. Le due visite nei quartiere da alta densità di cittadini di altri paesi non hanno evidenziato anomalie, segno che gli amministratori hanno ben veicolato il messaggio dell’Indecast. Un fatto è comunque da mettere bene in evidenza: qui non è colpa del Comune e neppure dell’Indecast, ma solo del senso civico e della pigrizia delle persone, dei cittadini. Di tutti. Non solo di stranieri e quant’altro. Di tutti. Anzi, il fatto in sé è un bel test per capire il grado reale di civiltà della comunità castiglionese.

Luca Cremonesi

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  1. teoofsteel scrive:

    Anche nel mio comune quando è partita la differenziata ci sono state polemiche ed inciviltà. Ancora oggi c’è gente che sostiene che “un paese civile non dovrebbe farci tenere la spazzatura in casa”, effettivamente l’ambiente cosa ha mai fatto per noi?
    E poi è meglio perdere tempo e fare dei km in macchina per buttare la spazzatura altrove piuttosto che differenziarla subito e metterla fuori dalla porta nel giorno stabilito…

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