FUTURO A ZERO CONSUMO DI TERRITORIO O QUASI: a Moniga stop alla speculazione edilizia, stop a villettopoli

PGT Moniga, le proposte dei cittadini

PGT Moniga, le proposte dei cittadini

PGT Moniga, le proposte dei cittadini

Il consumo di territorio è un cancro. Negli ultimi vent’anni tutto il Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta, seguendo un modello di sviluppo tutt’altro che orientato a un disegno complessivo per migliorare il benessere collettivo e salvaguardare il bene comune. Le bellezze non sono infinite, non si rigenerano. Oggi sul lago di Garda un Piano di Governo del Territorio che per che per il futuro non preveda nuove aree edificatorie è ancora un miraggio? No, o quasi.

A Moniga l’amministrazione guidata da Lorella Lavo ha presentato i contenuti del nuovo strumento urbanistico e si prevede un consumo di territorio inferiore all’1%: circa lo 0.53% è un’area artigianale di proprietà della chiesa inserita ancora nel Piano Regolatore Generale, il restante 0.47% sono nuove aree residenziali per 20 mila mq. Tutto qua, nulla di più.

Questa terra è nota per l’aggressione urbanistica. Sulla riviera gardesana c’è stata una crescita esponenziale del valore immobiliare delle aree naturalistiche, una invasione del cemento in località turistiche. I casi più lampanti possono essere Toscolano e Manerba, che in più ondate di lottizzazioni era diventato famoso esempio da non seguire in una villettopoli generalizzata su tutto il basso lago.

La crescita esponenziale delle seconde case ha avuto un picco negli anni Novanta, una selva di abitazioni utilizzate solo nei mesi estivi o affittate a lavoratori di passaggio. Da anni però verdi, Legambiente, associazione come Italia Nostra e la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici dichiarano guerra al cemento selvaggio che ha, se non ucciso, almeno sfregiato in modo profondo costa ed entroterra: lo scempio del territorio ricchezza turistica e agricola è però arrivato in un clima di lassismo generale.

I dati della Regione, confermati dall’estensore Giovanni Cigognetti, dicono che il 49% della terra di Moniga è già edificato. Eppure i cittadini hanno presentato all’amministrazione 106 proposte. Tutto il territorio comunale è interessato da vincolo ambientale e le proposte, se accolte, avrebbero coperto altri 703.490 mq, pari al 16,7% della terra comunale. Il territorio agricolo è il 51% ed è dove si concentrano le maggiori proposte, ma è anche dove il Comune vuole tutelare le coltivazioni di pregio (oliveti e vigneti).

Siamo andati incontro – spiega il sindaco – alla richiesta dei residenti per necessità di famiglia”. Negli ultimi anni la popolazione è cresciuta molto e su quei 20 mila mq non ci saranno seconde case. Per i turisti (tanti gli stranieri, fino al massimo di 260.670 presenze nel 2008 per un totale di oltre 400 mila presenze) ci sono 8 alberghi, 9 campeggi e 6 affittacamere per migliaia di posti letto.

Prima di adottare il PGT ci sarà un’altra assemblea pubblica, ma l’approvazione arriverà solo dopo la chiamate alle urne di giugno. “Il vincitore delle prossime elezioni, chiunque sarà – dice Lavo, che comunque si ricandida -, troverà questo Piano e questo inidirizzo, poi valuterà la gente chi votare se vorrà qualcosa di diverso”.

Dagli ambientalisti arriva un doppio plauso. “La cosa eclatante – ribadisce Gabriele Lovisetto, segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda – sarà che l’approvazione del Pgt verrà lasciata alla prossima amministrazione. È un fatto molto elegante, un’azione di cavalleria”. “Per la prima volta – prosegue – sul lago di Garda si prevede un consumo praticamente pari a zero. Questo ha un ruolo di controtendenza rispetto a chi tiene il Pgt blindato, rispetto a Lonato che fa un Pgt e poi apre lo sportello unico per le attività per il centro ippico, rispetto a Polpenazze che fa le manifestazioni sui prodotti del territorio e poi distrugge un oliveto per una beauty farm”.

Il consumo è allo 0.96%, di cui in parte artigianale già nel PRG. Questo vorrà dire tagliare le spese, perché gli oneri di urbanizzazione saranno molti meno. Può oggi un Comune sopravvivere senza costruire all’infinito? Domenico Finiguerra, sindaco di Luganano di Cassinetta (MI), docet. Il suo è un caso emblematico: eletto una prima volta nel 2002, è poi stato confermato con il 62,7% dei voti dopo aver annunciato un consumo zero del territorio e tasse più alte. Le imprese edili? Per anni saranno impegnate nella ristrutturazione del centro storico e di altre case. Si recupera l’esistente. Certo, il Naviglio Grande non sarà il lago di Garda, ma qua c’è comunque Moniga.

Enrico Grazioli

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