Il lago e gli accessi negati

Quanti sono gli accessi a lago che in silenzio sono stati tappati dai privati a Desenzano? Punta Vo’ è praticamente tutta recintata. Sempre passeggiando lungo Via Vo’, andando verso il centro di Desenzano, ci si accorge che sono stati tappati altri accessi a lago: sono quelli che lungo quella strada consentivano di visitare la spiaggia situata davanti alle sei ville che ci sono tra la Lega Navale e il Desenzanino.

Passato il centro storico e passato il parcheggio della Maratona ci si accorge che la spiaggia davanti all’Hotel Esteé pur essendo accessibile non è assolutamente valorizzata, si preferisce far passare la passeggiata a lago dietro le case a gli hotel.

Continuiamo a passeggiare verso Rivoltella, il caso più eclatante di chiusura di accesso a lago è vicino a Via Lario, Sesto Senso, scendendo alla spiaggetta dietro il ristorante Arpegè ci si accorge che è stato chiuso la scivolo che consentiva l’accesso alla spiaggia davanti alle ville di via Lario.

Adesso siamo sulla passeggiata a lago di Rivoltella, questa passeggiata si conclude bruscamente, dopo un breve percorso sulla ghiaia, al cancelletto che dà sul giardino del ristorante brasiliano Baraonda.

Vi inviterei a esplorare la condizione del lungo lago dal Baraonda fino alla zona umida San Francesco. Prima di questa zona umida sorge villa Bober, ovviamente la spiaggia di Villa Bober non è accessibile essendo la villa protetta da molte videocamere.

La prima valorizzazione del lungolago dovrebbe tradursi nel garantire l’accesso al bagnasciuga e alle spiagge in tutti i punti del litorale, o perlomeno impedire ai privati di tappare gli accessi a lago per ritagliarsi la spiaggetta privata.

Non sono necessarie costose massicciate di marmo e granito come a Rivoltella o vergognose colate di cemento come quella prevista al Desenzanino per valorizzare il lungolago. Suvvia, siamo gente semplice, ci basta poco, una semplice ed economica passerella in legno per poter andare da Punta Vo’ alla zona umida San Francesco accompagnati dall’onda battente e magari un po’ di ghiaia per allargare quelle spiaggette che con il lago alto diventano dei grissini.

Compito per tutti: vestitevi in tuta mimetica e anfibi e provate a percorrere tutto il litorale da Punta Vo’ alla zona umida San Francesco tenendo sempre sulla sinistra l’onda battente e nient’altro. È un’entusiasmante Adventure Camp!
B. V.

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