La crisi di Desenzano vista da un artigiano della notte

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo una analisi di Stefano Gambino) È da quasi 10 anni che ho aperto la mia piccola impresa artigiana a Desenzano. A parte i primi 2 o 3 anni in cui questa splendida località era ancora votata a richiamare gente che aveva tanta voglia di divertirsi e passare qualche bella serata in spensieratezza, “fama” sulla quale avevo puntato il successo della mia attività come, del resto, tutti gli altri imprenditori di esercizi pubblici e locali notturni della zona, i restanti anni, soprattutto gli ultimi 3, sono stati una lenta ma costante eutanasia della Desenzano del turismo e del divertimento!

La realtà è che a Desenzano non viene più nessuno e l‘unico motivo di questa inversione di tendenza è che chi voleva soffocare la “movida” notturna, che era l’anima di Desenzano, ci è riuscito! Mi ricordo quando avevo 20 anni, negli anni Novanta, che era la capitale del divertimento sul Garda; quando ci si voleva divertire si andava a “Dese” per bere qualcosa e poi andare a ballare. Usciti dalla discoteca si andava a mangiare. Era il centro delle discoteche più importante di tutto il nord Italia; a Desenzano ci si rilassava divertendosi dopo una dura settimana di lavoro. Questo era Desenzano e mi ricordo che c’era davvero il “mondo”, non solo il sabato sera di agosto, com’è adesso, ma sempre, tutto l’anno!

Invece, adesso ci devi andare con almeno un amico “astemio” (per sua natura o per “scelta”) che guidi al ritorno, se non vuoi correre il rischio che anche una sola birra ti ritirino la patente! A Desenzano se ti fermi il sabato sera spendi minimo 15 euro di parcheggio; a Desenzano i locali chiudono alle due; a Desenzano hanno voluto applicare il “proibizionismo di… “tutto” e hanno ottenuto il risultato che è sotto gli occhi di tutti: il deserto totale!

Molti comuni del lago di Garda questa estate, un’estate di piena crisi economica, hanno organizzato notti bianche per attirare gente, riscontrando un enorme successo con affluenze record. Desenzano, che doveva essere il primo di tutti a proporsi per rilanciare la sua immagine, cosa ha fatto? Assolutamente niente! Negli ultimi anni il divertimento e una sana atmosfera di allegria sono diventati tabù! Nel centro storico si e fatta una “politica” da parte di chi vuole trasformarlo in un… ”dormitorio pubblico” che non ti permette neanche il sabato sera di poterti intrattenere a scambiare quattro chiacchiere fuori dei locali! Sì, il sabato sera che è rimasto l’unico giorno in cui a Desenzano si muove ancora un po’ di gente (meno di un terzo di quella che si vedeva prima)!

Secondo la mia modesta opinione di artigiano che lavora con molti clienti giovani, sente i loro discorsi e scambia pareri e opinioni con loro, il rilancio di Desenzano dovrebbe basarsi sul ritorno della movida notturna desenzanese. Il “popolo della notte” portava molti introiti! Molti miei clienti arrivavano il venerdì, dormivano in albergo, il sabato pomeriggio facevano shopping nei negozi, la sera andavano a mangiare in pizzeria o in piadineria o al ristorante e la sera poi, finalmente, andavano a ballare!

Per far ritornare quel fiume di gente che c’era anni fa bisogna incentivare e agevolare i locali notturni, ristoranti, discoteche, bar, piadinerie ecc. e istituire di notte servizi di bus navetta e taxi, dato che dopo mezzanotte non c’è nulla di adeguato che possa sopperire alle esigenze del “popolo della notte”. Dare la possibilità a chi ha bevuto, che è giustamente perseguibile di ritiro di patente (ricordo che basta un bicchiere di vino o poco più per essere a rischio), di poter usufruire di un servizio a basso costo, che gli permetta di spostarsi la notte senza doversi preoccupare di guidare.

Bisogna che tutte le autorità competenti alla necessaria e doverosa attività di prevenzione per evitare gli abusi, gli eccessi e i tragici incidenti vedano nei gestori dei locali dei soggetti di cui chiedere la collaborazione e non da… combattere: tolti di mezzo loro, il problema “casino notturno” è risolto! Sappiamo tutti che non è così. Se per assurdo chiudessero tutti, il “popolo della notte” si riverserebbe lo stesso in qualche posto, facendo semmai danni maggiori! I controlli serrati, i posti di blocco devono avere lo scopo di responsabilizzare a non bere prima di mettersi al volante! Purtroppo a volte diventano, di fatto, degli strumenti per fare soldi sulla pelle dei ragazzi che vengono a Desenzano per divertirsi.

Portare gli orari di chiusura dei bar, anche durante l’inverno, nelle serate di venerdì e sabato fino alle tre, organizzando in più piazze e non solo in quelle principali (vedi, per es., piazza Cappelletti dove negli ultimi anni hanno tolto anche le sole due feste che vi si svolgevano) concerti, eventi, spettacoli. L’unica soluzione per uscire da questo “decadimento” è rilanciare il mondo della notte di Desenzano. Se si continuerà sulla strada del dormitorio, del proibizionismo e… del silenzio, allora sarà la fine!

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