Natale lascia sempre il segno – Salute&Soffritti

Anche quest’anno volge praticamente al termine, è ormai tempo di feste, di cenoni, di doni.

L’atmosfera Natalizia, fin da quando ero piccolo, ha esercitato su di me un fascino quasi magico; ricordo ancora che aspettavo con ansia l’arrivo di Babbo Natale per poter mangiare il torrone, il pandoro ed i mandarini… già, perchè fino a pochi anni fa, sia per me che per molti altri miei coetanei, questa era la prassi: aspettare le feste per assaporarne i prodotti tipici.

Noto invece, con un certo dispiacere, che questo modello si sta disgregando in maniera sempre maggiore; da cosa la noto? dalla comparsa anticipata di pandori e panettoni sugli scaffali dei supermercati, nonché dalla presenza di prodotti esotici ed extrastagionali nei menu natalizi degli Italiani. Le diverse identità alimentari del nostro Paese sono aggredite ed erose poiché, ai gusti standardizzati indotti dalle multinazionali, si associa la capacità sempre maggiore di conservare i prodotti, capaci quindi di viaggiare per svariati giorni e diversi continenti prima di essere consumati, spezzando così il legame con le stagioni ed i luoghi.

Colgo l’occasione per augurare a tutti voi i migliori auguri di Buon Natale, invitandovi a non dimenticare, nella lista dei vostri regali, il nostro Pianeta; bastano davvero semplici gesti per ridonargli un po’ di salute, ad esempio attraverso un pranzo o cenone natalizi che contemplino esclusivamente pietanze ed ingredienti del nostro territorio, della tradizione, e soprattutto di stagione. Pensate ad esempio che per produrre un solo chilo di fragole (purtroppo rigorosa presenza sulle tavole natalizie), vengono consumati 1,6 litri di combustibile fossile, necessari al riscaldamento delle serre e alla movimentazione dei macchinari agricoli, per non pensare alle tonnellate di petrolio impiegate per il trasporto oltre oceano di ananassi Hawaiani, manghi messicani o avocadi Venezuelani. Anche la maggior parte dei pomodori e peperoni presenti in questi giorni sui banchi dei supermercati proviene nella maggioranza dei casi dall’Olanda, un Paese che negli ultimi anni si è affermato come il leader assoluto nella produzione di tali ortaggi in “fuori suolo”. Il termine sta ad indicare una tecnica agronomica che esclude il contatto delle radici con il  terreno, in quanto il substrato di crescita è generalmente costituito da una soluzione nutritiva liquida a base di Sali minerali, o da sacchi imbottiti di materiale inerte (lana di roccia o pomice) entro i quali avviene la radicazione e nutrizione artificiale della pianta.

Come si usa spesso in gergo, queste piante “non vedono neanche la terra”, infatti tutta la coltivazione viene pianificata al computer; senza addentrarmi in maniera dettagliata in tutto il ciclo colturale, in quanto necessiterei di maggior spazio, vi voglio evidenziare i fattori negativi di questo tipo di coltivazione.

L’impollinazione dei fiori, per indurre la formazione di frutti, viene effettuata con ormoni chimici di sintesi anziché in maniera naturale per mezzo di api o bombi; durante tutto il suo ciclo vitale, una pianta di pomodoro subisce 18 interventi fitosanitari differenti (contro afidi, muffe, funghi, pidocchi, marciumi etc), ovviamente determinando problemi di bioaccumulo nel prodotto finito; la maturazione e colorazione dei frutti viene indotta artificialmente con prodotti che penetrano al loro interno liberando gas; il mantenimento delle temperature e dell’illuminazione nelle serre richiede altissime quantità di petrolio. Alla luce di tutto ciò forse è meglio riflettere un po’ più a fondo prima di acquistare tali prodotti a dicembre. Ricordatevi comunque che è sempre possibile gustare prodotti tipicamente estivi anche a Natale, senza nuocere all’ambiente, ma semplicemente ricorrendo alle nostre tradizioni secolari, che vedevano le massaie impegnate nella realizzazione casalinga di confetture di fragole, conserve di pomodoro e pomodori essicati, sottoli di peperoni e melanzane, sottaceti di cetrioli che consentono di disporre di determinati prodotti anche in periodi dell’anno in cui l’orto era in “letargo”. Oggi inoltre tutti disponiamo di un freezer in ambito casalingo, che oltre a consentirci di conservare a lungo svariati prodotti ed addirittura pietanze, li mantiene inalterati sotto il profilo nutrizionale.

Credo proprio che questo Natale scongelerò i pomodori in gratin del mio orto preparati da mia mamma..

Buone feste a tutti Voi.

Andrea Tessadrelli

Dott. Magistrale in Scienze Alimentari

Produttore biologico di ortaggi

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