A Desenzano una scuola in cambio di cemento: un comitato si oppone invano chiedendo lo stralcio del PII

Le due rappresentanti del comitato delle Grezze consegnano le firme al sindaco Anelli

Sono 1062 le firme che il Comitato per la tutela del territorio delle Grezze – La Vicina ha raccolto per chiedere al sindaco Felice Anelli di ritirare un progetto di Programma Integrato d’Intervento, che in località Fosse Cattaneo prevede la realizzazione del primo stralcio di un nuovo plesso scolastico a fronte di una concessione ai privati di una edificabilità per 44.500 mc nella stessa area. I bilanci municipali sono magri e l’amministrazione punta sui PII per realizzare opere pubbliche, che senza i capitali privati non realizzerebbe.

Con gli attuali vincoli di bilancio grandi opere non sono previste, così questi strumenti sono diventati fondamentali per la giunta di centrodestra. Non tutti però sono contenti. In questo caso, il Comitato approva il nuovo polo scolastico, ma non il consumo di altro territorio agricolo da preservare. I motivi della contrarietà sono tanti. Non è più possibile continuare a concedere la possibilità di cementificare in area agricola in cambio di opere pubbliche. Le nuove residenze si sommerebbero alle altre centinaia vuote o utilizzate sono per alcune settimane all’anno (seconde case). L’intervento sarebbe una mera operazione speculativa e non trova alcune giustificazione urbanistica, perché in mezzo alla campagna senza alcuna contiguità con l’edificato.

Benché ad oggi non via sia insufficienza di aule nella primaria, la scuola è comunque importante e apprezzata. Il progetto è stato redatto da privati in collaborazione con l’ufficio tecnico comunale. Il problema è la sua ubicazione in una zona umida e palustre, dove ai sensi del vigente Piano Regolatre Generale “sono vietate tutte le opere di trasformazione”. Lì vicino ci sono le sorgenti del Rio Venga, per il quale è prevista la tutela e la zona non sarebbe geologicamente idonea, ha una certa rilevanza paesistica a elevato valore percettivo e, secondo la Carta archeologica della Provincia di Brescia, vi sono siti archeologici. Soprattutto, l’edificio scolasdtico sarebbe troppo decentrato rispetto al bacino d’utenza. Traduzione: sarebbe poco funzionale, scomodo. La nuova viabilità prevista, alternativa a Via Grezze, risultarebbe allo stato attuale forse irrealizzabile e dannosa per bambini e personale scolastico, perché a ridosso della scuola.

Nella logica dello scambio tra pubblico e privato. Il primo riceve opere pubbliche o denaro, il secondo il permesso di costruire. I PII, pensati per superare le rigidità dei PRG, sono strumenti urbanistici un po’ particolari, ma sono diventati il mezzo principale per pianificare il territorio. Da una parta c’è la realizzazione del solo primo stralcio della scuola, tutto a carico dei privati (25 classi per 5 sezioni, mensa, aula magna, direzione e segreteria) per un totale di 5.541.000 euro IVA compresa. Resterebbe però esclusi palestra e servizi igenici annessi per un totale di 1.509.000 euro, che rimarrebbero a carico del Comune. Dall’altra parte 100-150 apprtamenti, che, in una zona distante dall’edificato, comporterebbero un certo costo dei servizi (acqua, luce, gas) a carico di tutta la comunità.

Lunedì 20 dicembre le firme sono state consegnate al sindaco prima dell’inizio della seduta consiliare di fine anno: “Non siamo contrari alla scuola, ma bisognerebbe cercare altre forme di finanziamento”. Laconico il sindaco nel rispondere: “Io non le ho trovate”.

Per chi volesse mettersi in contatto con il Comitato: Luigia Mantovani 333/1508481, Giusy Sacco 348/2830715.

EG

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