La creatività dei grandi sarti italiani e la magia dell’opera, del teatro e della danza in mostra ai Musei Mazzucchelli

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Nel 1986 all’Arena di Verona viene rappresentata la Carmen di Georges Bizet. La vicenda è ambientata nella Spagna del XIX secolo, terra di passione, libertà e istinto, le cui atmosfere rivivono nei costumi di scena, esplosioni di colore e modernità firmate Fendi. A partire dai primi anni Ottanta nei cartelloni delle più prestigiose compagnie d’opera e bellatte compaiono i nomi dei maggiori stilisti italiani, le cui straordinarie creazioni oggi si possono ammirare in un’esposizione.

Bata de cola - Costume di flamenco creato da Giorgio Armani per Joaquìn Cortés, in raso di seta nera, cotone e tarlatana

Il teatro alla moda. Costume di scena. Grandi stilisti” è l’affascinante racconto dell’incontro tra il teatro e la moda italiana. Dal 19 gennaio al 20 febbraio 2011 nelle gallerie dei Musei Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano (BS) si alza il sipario su 100 creazioni originali che, nell’arco di trent’anni, hanno vestito d’alta moda la prosa, l’opera e la danza.

In mostra ci sono i tessuti, i colori e gli odori provenienti dalle collezioni dei grandi Teatri (Teatro alla Scala e Piccolo Teatro di Milano, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Parma, Teatro San Carlo di Napoli e National Opera di Washington DC), dagli archivi storici delle Maison protagoniste e dai guardaroba privati di attori e cantanti. Sono otto le sezioni, curate da Massimiliano Capella e dedicate sia a continuative collaborazioni tra couturier e palcoscenico sia a solitarie apparizioni. La mostra è promossa da Altaroma, dai Musei Mazzucchelli e dalla Fondazione Roma e, fino al dicembre scorso, ha già emozionato i visitatori della Capitale.

La storia d’amore tra moda italiana e arte drammatica inizia negli anni Ottanta del Novecento e la sua narrazione all’interno delle sale del Museo è scandita, insieme agli abiti, dalle immagini di preziosi documentari video. Ogni volta che un creatore di moda si avvicina al teatro vi imprime il proprio marchio di unicità, andando oltre la ricostruzione filologica propria di un vero costumista.

Abito da concerto - Abito a grandi petale in taffetas rosa di vari toni e verde mandorla, creato per un recital di Anna Caterina Antonacci al Teatro della Scala di Milano nel 1997

È la Maison Fendi per prima a realizzare costumi di scena per un’opera, la Traviata diretta da Mauro Bolognini. Un’intera sezione è dedicata alla griffe, di cui sono esposti il manto in pelliccia rosa cipria indossato da Raina Kabaivanska nel 1984 e alcuni dei costumi realizzati per la Carmen di Pier Luigi Pizzi, andata in scena all’Arena di Verona. Missoni veste con 120 abiti Lucia di Lammermoor di Donizetti e l’happening Africa di Missoni ideato per Italia ’90.

Sfilano, invece, per Roberto Capucci le prime donne del belcanto: in esposizione le opere d’arte del maestro della moda-scultura cucite per grandi nomi quali Ricciarelli, Bonfadelli e Antonacci. Sono presenti alcuni costumi con i quali Armani è salito sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano, del Los Angeles Opera e del Royal Opera House Covent Garden di Londra. Tra le creazioni dello stilista destinate alla danza e al musical si può ammirare la Bata de Cola indossata dal famoso ballerino di flamenco Joaquin Cortes in Joaquin Cortes Show (2002), mai esposta prima d’ora in Italia.

Non mancano nel Museo le affascinanti opere di Antonio Marras per il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, di Alberta Ferretti per la Carmen di Bizet, di Romeo Gigli per Mozart e di Valentino per l’opera in due atti The Dream of Valentino.

L’esposizione si conclude con i capolavori assoluti creati da Gianni Versace, lo stilista italiano che più di tutti ha subito il fascino della realtà teatrale e la cui dedizione si dichiara nelle collaborazioni con Maurice Béjart, Bob Wilson e Roland Petit, per citarne solo alcuni.

La mostra si unisce, all’interno di villa Mazzucchelli, al Museo della Moda e del Costume, completando la collezione permanente sull’evoluzione del gusto e dello stile dal Settecento ad Oggi, costituita da circa 5000 pezzi databili tra l’inizio del Settecento e la nascita dell’alta moda nel Novcento. I capolavori di sartoria per la scena, quindi, completano il percorso della raccolta permanente sull’evoluzione del gusto in due secoli di storia.

di Marta Golfrè Andreasi

Ogni sezione è corredata da un video con immagini tratte dalle principali rappresentazioni teatrali, in cui i costumi ideati dagli stilisti si possono vedere indossati dagli interpreti, godendo così a pieno della bellezza e dell’arte di queste creazioni nel contesto per cui sono nate. La mostra è aperta fino al 20 febbraio dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18, sabato, domenica e festiva dalle 10 alle 18, resta chiusa il lunedì. L’ingresso intero costa 8 euro, ridotto 6 euro, per le scolaresche 3,50 euro. I Musei Mazzucchelli sono in Via G. Mazzuccheli 2 a Mazzano. Per info: 030/212421, www.museimazzucchelli.it.

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