La nota di Eupoli – Bondage Dominazione Sadismo e Masochismo (BDSM)

Il 17 dicembre si è svolta in un sexy shop locale una presentazione sul mondo del BDSM. Scambio due parole con Umberto, il titolare, il quale mi spiega che si tratta del primo evento, un esperimento mosso per analogia con feste e incontri simili che si svolgono a Milano. L’interesse in effetti, aggiunge, sta crescendo, e in generale, la clientela sta cambiando: non più solo uomini, ma anche coppie che si dirigono verso Lingerie (nulla a che vedere col sottoscritto) e l’oggettistica (in particolare strap-on e candele per massaggi), gay e ovviamente chi si rifornisce per motivi lavorativi.

Arrivano poi gli ospiti, Mistress Greta, Mistress Demetra e Master Max. Mentre si preparano per la «sessione», in più di un’ora di gradevole conversazione, rispondono con grande disponibilità e gentilezza alle mie domande: già dalla prima, rendono subito chiare le loro idee. Perché è opinione diffusa che il BDSM sia connesso con l’atto o pratiche sessuali? Il sesso, mi spiegano, c’è, ma come pura componente mentale: è infatti sbagliato pensare che tra dominatore e schiavo si consumi una relazione sessuale.

All’estero questo è risaputo e scontato, in Italia, dove la cultura del BDSM è più recente, ciò non è sempre così ovvio. Il fatto poi che per moda, e quindi maggiore richiesta, alcune prostitute condiscano la prestazione con ingredienti vagamente sadomaso, non fa altro che confondere due realtà completamente distinte. In sostanza il fatto che alcune di esse si vestano in un certo modo e provino a comportarsi in un certo modo, non fa di loro delle vere dominatrici, né conferisce loro quel savoir faire che, apprendo, è necessario, a una reale Mistress. Ne conseguono schiavi “irrispettosi e impreparati”, i quali si aspettano un’avvenente Taide che, nudatis papillis, li chiami «micio, bello e bamboccione».

Nella coppia dominatore/dominato però, si badi, il rispetto è reciproco, benché ad occhi profani questo possa sembrare strano; il padrone infatti è consapevole dei limiti del sottoposto, con cui si accorda prima della sessione. Può certo giocare a oltrepassarli un poco, ma laddove lo schiavo si trovi in insopportabile difficoltà, ricorrerà a una «safe word» (parola di sicurezza) che il dominatore dovrà rispettare. Chi domina valuta, talvolta senza perdere una certa ironia e la consapevolezza del gioco, anche i risvolti psicologici del dominato, importanti in una sfera così privata.

Mi parlano poi della scelta degli abiti, degli oggetti, dell’atmosfera e di altre cose su cui ci si potrebbe dilungare maggiormente; ma per ovvio dovere di brevità, ho le mani legate. Per chi fosse interessato a maggiori informazioni, a dispetto della sterminata sitografia, in cui si può trovare purtroppo davvero di tutto, ci sentiamo di consigliare invece un libro: «Ayzad, BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, Toys». Ritornando all’evento, peccato non ci sia stata un’affluenza considerevole, credo a causa di un venerdì 17 immobilizzato dalla neve: noi, le catene, le avevamo…

Sergio Lingeri

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