Lineaindipendente: una Calcinato migliore è possibile

Una Calcinato migliore è possibile, ma, mentre si lavora al Piano di Governo del Territorio, emerge un’inconsapevolezza generale della strategica importanza del processo in corso. Chi governa il Comune crede, forse, di poter mettere in secondo piano quello che pensano i cittadini. Più di 3 anni fa Linea Indipendente, in quanto parte dell’opposizione, aveva presentato delle istanze, che oggi ribadisce: la necessità per i calcinatesi di difendere e valorizzare i beni comuni, tutelare e arredare il verde pubblico, contenere l’espansione degli insediamenti abitativi e produttivi entro termini ragionevoli, peraltro correlati alla grave crisi economico-finanziaria che stiamo attraversando.

Una critica, innanzitutto, va alla gestione della stesura del Piano. La legge parla espressamente di coinvolgimento e partecipazione delle forze organizzate presenti e della cittadinanza, ma questo non è avvenuto. Il dubbio è che – nel sicuro delle stanze del municipio – il Piano sia ormai confezionato e ci chiediamo perché non sia possibile, almeno per tutti i consiglieri comunali, valutarlo corredato di tutti i documenti redatti.

Dall’amministrazione, che fa di tutto fuorché pensare alla pianificazione urbanistica, la legge 12/2005 che norma la redazione del PGT è stata interpretata in maniera banale e semplicistica. Il PGT, che nasce da un’idea di pianificazione tutta diversa dal PRG, è uno strumento strategico e di governo della trasformazione territoriale che introduce nuove tecniche di amministrazione sia dell’utilizzo del suolo che dello sviluppo socioeconomico. Ci sono nuovi principi come quelli della perequazione, della concertazione, della sussidiarietà e di tutela ambientale. Nessuno di questi aspetti è stato trattato né sviluppato, né pubblicamente né nei documenti di sviluppo.

Per il Piano dei Servizi la scommessa era di dare risposte alla richiesta di strutture pubbliche, sempre più urgenti a Calcinato alla luce della accelerazione dello sviluppo edilizio e demografico del territorio. Ci chiediamo se di questo vi sia traccia. L’edilizia residenziale pubblica? Scaduto da tempo il piano Aler, è necessario capire se una quota della volumetria prevista sarà destinata per case a prezzi agevolati. Questi insediamenti non andrebbero concentrati ai margini dell’abitato (addossando al pubblico i costi delle infrastutture) con il conseguente rischio della creazione di quartieri ghetto, ma spalmati ordinatamente sul territorio per costruire un puzzle urbanistico omogeneo.

Con superficialità viene trattata la politica di previsione dello sviluppo del territorio e risulta evidente la grossolana stesura della documentazione. Spesso non assume i principi di legge come base di elaborazione e contiene castronerie, come quando parla della necessità della salvaguardia di inesistenti boschi di latifoglie o delle limonaie del Parco Alto Garda, oppure della necessità di tutelare beni tipici della zona della bassa occidentale, decontestualizzando completamente la corretta posizione geografica del nostro comune.

Gli estensori evidentemente pensano a una Calcinato che non esiste se non nella loro testa e fanno un cattivo utilizzo del “copia-e-incolla” per far fronte all’urgenza dei tempi e al ritardo accumulato nella politica urbanistica della amministrazione comunale, troppo impegnata a dare pedissequa applicazione al Prg vigente che a parole diceva di voler contrastare.

Per la bellezza, la cura, la conservazione e l’ordinato sviluppo di Calcinato, si deve lavorare per: la ridefinizione della struttura della campagna di Calcinatello; lo sviluppo di un progetto intercomunale per un Parco sul Chiese; l’incremento ragionato degli indici fondiari sulle zone residenziali, per limitare il consumo del suolo con nuovi insediamenti e ottimizzare l’utilizzo delle porzioni già utilizzate; lo studio di un sistema incentivante per lo sviluppo di cooperative di costruzione promosse da cittadini; la garanzia, per le piccole imprese artigiane che lo desiderino, di rimanere localizzate nel tessuto urbano residenziale; la creazione di una società per il ripristino della traffico pendolare su rotaia; la predisposizione nel triennio di un piano per il consumo zero del territorio; l’assunzione in carico al Comune dei compiti di controllo, gestione, riduzione e commercializzazione dei rifiuti prodotti a Calcinato.

Arch. Flavio Vida, consigliere comunale

lineaindipendente.blogspot.com

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