Perché temo il Polo del Lusso

Un qualsiasi progetto di trasformazione della città, che vada ad impoverire il nucleo consolidato delle attività produttive e ricettive del centro storico di Desenzano, è un progetto irresponsabile.
In periodo di crisi gli esercenti sono tremendamente esposti al racket, sul nostro lago sono ancora più esposti essendo una delle mete privilegiate della camorra e della ‘ndrangheta. In questo periodo a Brescia si sta svolgendo un processo, derivante dall’inchiesta Didone (2004), che evidenzia un quadro raccapriciante sul giro di usura ed estorsione sul territorio del basso Garda e di Desenzano. Inoltre, nel 2007 con l’operazione “Mafia sul Lago” (per la quale si attende ancora il processo) furono sequestrati, tra Sirmione Desenzano e Lonato, a esponenti della ‘ndrangheta e della camorra beni per un valore di circa 30 milioni di euro, tra questi numerosi immobili e due night.

In un terreno fertillisimo per la criminalità organizzata una scelta urbanistica sbagliata può essere avere dei riscontri paurosi, per la pericolosità di collusione con il crimine organizzato, la cui presenza è ormai consolidata come ricordato in testa all’articolo. Ora vorrei entrare nel merito di una questione urbanistica molto calda nel nostro comune: il Polo del Lusso: 25.000 mq. di Commerciale, 16.000 mq di Hotel, 12.000 mq. di Luxury Mall e Maison, 4.600 mq. di Direzionale, 4.500 mq. di Ristorazione, 5.000 mq. di Servizi/Spettacoli, 2.400 mq. di Convention e 6.500 mq d’Intrattenimento.

Il rendering di un'ala del Foum del Garda

L’area in cui dovrebbe sorgere è attaccata alla tangenziale, visitare il polo del lusso non portrebbe affatto gente nel centro storico, a questo si pensa di ovviare con dei bus navetta elettrici. L’unico bus navetta che vedo adesso è quello del Leone e serve per poratre la gente da Desenzano al Leone e non viceversa. I cittadini di Desenzano sono stati oggetto di due massicci volantinaggi da parte del COMITATO PRO SVILUPPO DESENZANO, una firma dietro la quale si nasconde un sito internet che ad oggi presenta una schermata con scritto, ironia della sorte, SITO IN COSTRUZIONE. Forse dal primo volantino che è stato presentato avremmo dovuto capire da soli chi si nasconde dietro questa immensa operazione: parlano di “un noto imprenditore bresciano”, talmente da non dover dire nome e cognome. Daniele Bonetti un giornalista e blogger di Desenzano ha scoperto che il “sito in costruzione” sarebbe intestato a Giuseppe Riboli, brillante manager a capo della divisione commerciale del gruppo Magum Real Estate LCC con sede a Lugano.

 

Premettendo che i volantinaggi fatti fino ad ora dal comitato sono stati quanto meno ineleganti mi aspetto di poter dare presto risposta a queste domande: Qual’è l’investimento iniziale previsto? In quanto tempo si pensa di rietrare dall’investimento? Chi sono le aziende che investiranno in questo progetto? Da dove viene il capitale di investimento per questo progetto? Chi sono i titolari delle imprese che investiranno nel Polo del Lusso? Ci saranno subappalti nei lavori? Se sì, quali aziende subappalteranno? Siamo sicuri che sia effettivamente presente un forte bacino, anche indotto, d’acquirenti di lusso

Il progetto del Polo del Lusso

Sarebbe opportuno essere sicuri del fatto che attività criminali non entrino in questo progetto, se mai si farà. Come sappiamo i subappalti sono linfa vitale per la criminalità organizzata, così come ricordato dal rapporto Ecomafia 2009 e ribadito in Ecomafia 2010. Sempre le inchieste citate all’inizio dell’articolo hanno evidenziato anche che sul Garda le speculazioni edilizie e commerciali sono il modo preferito della Mafia per lavare il denaro proveniente da attività illecite. Per non dare adito a sospetti e aprire un serio confronto con la cittadinanza è necessaria la massima trasparenza e il massimo confronto.

COMPITI PER TUTTI:
Controllare a chi sono intestati i terreni sui quali dovrebbe sorgere il Polo del Lusso. Fare un giro la domenica prima in centro storico e poi al Leone e alle Vele.

B.V.

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