The Jubal’s

Erano appena cominciati gli anni 60 e c’era molto fermento in ambito musicale, dapprima negli USA e in Inghilterra poi via via negli altri paesi europei. In Italia nascevano gruppi tutti i giorni: Nomadi, Camaleonti, Equipe 84, New Trolls e molti altri.

Era molto bello. Canzoni d’amore, di protesta, a sfondo politico, alcune senza alcun significato, ma era un pretesto per far della musica, magari così così, con lo scopo di far ballare e divertire

i giovani e non. Nascevano come funghi le prime balere, che poi con un tocco un po’ aristocratico si chiamavano “Dancing”, e questi gruppi intrattenevano i clienti suonando brani che andavano per la maggiore. Ricordo bene mezz’ora di shake e mezz’ora di lenti, un giro di liscio intervallati da dieci minuti di riposo e poi ancora mezz’ ora e mezz’ ora. Brani dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Rokes, accompagnavano le serate danzanti.

Tanti ragazzi in quegli anni frequentavano corsi di chitarra, di pianoforte, chi aveva uno spiccato senso del ritmo alla batteria.

Anche la Banda musicale era un bel serbatoio di giovani musicisti,soprattutto quando c’era da interpretare brani dei Chicago o degli Heart Wint e dei Fire dove la sezione fiati la faceva da padrona.

A Rivoltella quattro ragazzi – Walter, Silvano, Sandro e Paolo – formavano un complesso chiamato “The Jubal’s” (3 Chitarre e batteria ) e si esibivano in vari locali della zona – Bristol, Arilica, Lido, Sporting Club, Gin Gin – e alle feste parrocchiali e non.

Mi vengono in mente anche due esibizioni nell’ambito dell’allora famosa corsa ciclistica Coppa Agello” , dove c’era la selezione di Miss Agello.

Erano tempi duri: per il trasporto degli strumenti, nessuno era in possesso di patente di guida; difficoltà anche per trovare contratti con i gestori. Famosa la “Bianchina familiare” di Don Gino che con una mano al cuore la faceva usare loro per raggiungere le varie località. Utile anche la “R4” (mitica) che l’Ermanno poteva utilizzare in quanto era patentato.

Altra difficoltà era avere a disposizione strumenti musicali e amplificazione di discreta qualità per la cronica mancanza di soldi.

Da ricordare anche l’avventura della foratura della famosa “Bianchina” alle 2 di notte (che non sono quelle di adesso) senza avere il cric, in mezzo alla strada un’ ora ad aspettare che qualcuno passasse di lì per un aiuto.

Diventando grandi nel 1972 l’esperienza finisce, ma a Rivoltella è rimasto un bel ricordo, lasciando tra la gente un po’ di nostalgia.

Bertoletti Fiorenzo

 

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