Cinque domande per Domenico Geracitano, presidente dell’Associazione “Per una vita migliore”, ideatore del “Diario x una vita migliore”.

Geracitano e Don Merola

Domenico Geracitano, nato a Roma il 15 ottobre 1971, desenzanese di adozione, è l’ideatore del progetto “Diario x una vita migliore”, pubblicato per la prima volta nel 2008 e subito premiato dalla Federazione Italiana Atletica Leggera. Ex Atleta della Polizia di Stato, nel 2002 ha fondato l’Atletica Desenzano (poi “Per una vita migliore”) e dato il via al progetto motorio “Gioco – Divertimento – Poesia x una vita migliore”. È Collaboratore Tecnico Capo della Polizia di Stato presso la Questura di Brescia, nel 2006 riceve un attestato di benemerenza e medaglia d’oro dall’Associazione Nazionale della Polizia di Stato nell’impegno sociale per il progetto in questione. È stato appoggiato da personaggi come Valentina Vezzali, Dj Francesco e Don Luigi Merola della fondazione a “A voce de creature”.

1) Come nasce il “Diario per una vita migliore” e come si è evoluto negli anni?

Il diario nasce nel 2002 con il coinvolgimento di circa 300 alunni, proprio a Desenzano d/G, anche se in realtà nasce molto tempo prima, grazie a quel sistema educativo che la mia famiglia mi ha trasmesso sin da bambino, un’educazione basata sul dialogo e l’ascolto, invece che sul precetto o la proibizione. La sua evoluzione avviene attraverso la partecipazione, dei suoi autori (alunni e giovani volontari) e dai diversi enti pubblici, come testimoniano importanti patrocini (Ministero dell’Interno, Ministero della Gioventù, Polizia di Stato e UNICEF). In questi anni i bambini coinvolti si sono moltiplicati, fino ad arrivare a 13.000 circa, sparsi tra Lombardia, Veneto, Toscana, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria.

2) Quali sono i temi trattati dal “Diario per una vita migliore” e che cosa avrebbe bisogno di essere approfondito di più, non solo a scuola, ma anche in famiglia?

Il tema principale è l’educazione: il programma da noi sviluppato (per noi intendo Associazione “Per una vita migliore”, Polizia di Stato, Scuole e Pubbliche Amministrazioni) si svolge attraverso l’educazione motoria (cultura sportiva), l’educazione alimentare, l’educazione alla legalità e l’educazione ambientale; cerchiamo di formare e responsabilizzare i futuri adulti di domani. Nella società c’è stata una grande evoluzione tecnologica e comunicativa, credo che la scuola e la famiglia debbano approfondire maggiormente l’educazione all’uso di internet, poiché spesso nel mondo virtuale si nascondono delle insidie che possono ingannare i nostri piccoli. Servirebbe un percorso di prevenzione cui dovrebbero partecipare anche le famiglie: noi ci proviamo, inserendo nel diario un vademecum riservato ai bambini e uno ai genitori, ma credo che bisogni fare molto di più.

3) Lei è un adulto che sa parlare ai bambini: perché è tanto importante partire proprio dai più piccoli? È così difficile parlare agli adulti?

Ciascuno di noi “adulti” crede di sapere tutto della vita e pertanto è sempre più difficile parlare: tutti siamo professori e nessuno ascolta, o non abbiamo mai tempo per ascoltare. Ecco perché credo che sia fondamentale costruire un percorso educativo legato al dialogo, assegnando a ciascuno di noi (adulto/bambino) un ruolo. I ragazzi mi hanno insegnato che non cercano adulti perfetti, ma persone autentiche e appassionate, che non si limitano a indicare cosa fare, ma facciano insieme a loro, persone capaci di guardarsi dentro, verificando la coerenza tra atti e parole, saggiando la consistenza e la credibilità del loro essere testimoni. L’educazione non è una questione di parole, ma di responsabilità.

4) Il “Diario per una vita migliore”, nato a Desenzano d/G, è uscito ha coinvolto altre regioni d’Italia: qual è la chiave del suo successo e quali sono invece le difficoltà che ancora incontra?

Il successo del Diario nasce dall’entusiasmo che riesce a trasmettere la “squadra” del Diario, i ragazzi riescono a recepirlo e lo trasformano in qualcosa di eccezionale. La chiave del successo? L’entusiasmo dei bambini. Le difficoltà? Chi mi conosce sa che non amo parlare delle difficoltà.

5) In questa società  sempre più vuota di valori, lei attraverso questo progetto costruisce qualcosa che non dovrebbe esaurirsi nelle ore in cui il progetto si svolge. Come possiamo trasformare in realtà i consigli presenti sul diario?

Scrivere e leggere i consigli non sono sufficienti per una vita migliore, ma bisogna fattivamente compiere le azioni che sono descritte dai consigli realizzati dai nostri ragazzi. Solo così, ciascuno di noi potrà avere uno stile di vita sano.

Gaia Raisoni

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