Gruppi di Acquisto Solidale nel basso Garda: un commercio alternativo che aiuta i produttori

Un modo nuovo di comprare, alternativo al modello economico predominante, si sta diffondendo tramite i Gruppi di Acquisto Solidale anche sul più grande bacino nazionale, dove a dicembre si è costituita la Rete dei GAS del Basso Garda. In aumento in tutta la Provincia di Brescia, sono gruppi di persone che decidono di incontrarsi per acquistare in modo collettivo generi alimentari o di uso comune direttamente dal produttore e di ridistribuirli poi al proprio interno. È un metodo rivoluzionario di fare commercio, rivoluzionario rispetto al modello di consumo e di economica globale dominante e che aiuta i produttori.

Sul lago ce ne sono nei paesi di Bedizzole, Lonato, Desenzano, Castiglione, Polpenazze, Puegnago, Soiano, Gardone Riviera, Gavardo, Villanuova, Calvagese e Salò. Di media ognuno conta una quindicina di famiglie. La merce deve provenire da piccoli produttori locali, essere biologica (o ecologica) e realizzata garantendo condizioni di lavoro dignitose. La nuova rete, tramite La Buona Terra, ha già avuto incontri con i produttori locali anche per incentivare il biologico. La collaborazione con gli agricoltori avrebbe un doppio sbocco: darebbe loro un dignitoso riscontro economico e aiuterebbe a salvaguardare il territorio dal cemento.

Oltre che dai contadini locali, dove si riforniscono i GAS? A Cavaltone in Provincia di Cremona c’è la cooperativa a proprietà indivisa Iris, dove si comprano pasta, farina, pelati e quanto altro coltivato nel fondo. Tutto è deve sempre essere biologico. “Noi – ci spiegano GASisit – andiamo una volta all’anno a vedere la cooperativa come lavora e si crea un rapporto diverso, umano, di amicizia”.

Il Bio Caseificio Tomasoni di Gottolengo, Provincia di Brescia, invece, è stato salvato proprio dai GAS, zoccolo duro dei suoi clienti. Era strozzato dalle banche e in grave crisi di liquidità, ma nel 2008 quasi mille famiglie di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Milano, hanno comprato in anticipo le forme di grana: una adozione di 36 mesi (il tempo di stagionatura). In questo esperimento di finanza dal basso i clienti lo hanno finanziato con 110mila euro come anticipo sul formaggio, il resto (40mila) lo ha messo la cooperativa finanziaria solidale per i microcredito Mag2.

A Villanuova sul Clisi c’è la Bensos, che produce detersivi con prodotti biodegradabili al 90%. Non ci sono coloranti, niente addensanti e mancano gli schiumogeni. A Castel D’Ario, paese mantovano che diede i natali al pilota Tazio Nuvolari, la Astorflex produce scarpe con soli materiali ecologici e senza coloranti, ma, soprattutto, non delocalizza e assume a tempo indeterminato. L’azienda è balzata agli onori delle cronache tempo fa con un servizio di Report e da allora in tanti la conoscono. Allo stesso modo lavora la Bioworld di Ospitaletto.

Dalla Sicilia, precisamente dal consorzio Gallinefelici, arrivano le arance a 1,30 euro al kg: al supermercato si comprerebbero al doppio, mentre al produttore sarebbero pagate 0,35 euro/kg. La rete dei GAS di Brescia e provincia “Lilliput” ha fatto perfino un ordine di 2.300 euro di capperi dalla Pantelleria.

Si salta l’intermediario e così ci guadagnano produttore e consumatore. Il problema è la distribuzione: “È questo – ci spiegano – che facilità il supermercato ed è per questo che dovremmo fare un Distretto Economico Sociale”. Sarebbe un ulteriore allargamento dell’orizzonte di questo nuovo commercio. In questa ottica la Rete gardesana ha organizzato per il 9 febbraio a Padenghe una serata informativa, rivolta consumatori, amministratori e agli agricoltori biologici della fascia che va da Salò a Ponti sul Mincio per parlare di economia locale, tutela del territorio e relazioni sociali. EG

Per info: gasmontezalto@gmail.com o des.bassogarda@gmail.com.

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