Il 150° dell’Unità d’Italia: memoria e risorsa per l’area gardesana

fli desenzano

Quello che è appena iniziato non è una anno come tutti gli altri. Il nostro Paese celebra il 150° della sua unificazione, ovvero del suo passaggio da semplice entità geografica, frammentata in una miriade di realtà politiche, a Stato nazionale unitario. Questo importante anniversario non è solo un’occasione per approfondire la nostra memoria storica, ma di confermare quei valori che hanno fatto nascere l’Italia per poi condurla sulla strada delle democrazia fino alla carta costituzionale del 1948. Le celebrazioni dei prossimi mesi sono anche una possibile risorsa per l’economia gardesana.

Qua si fece l’Italia, per cui Desenzano ha il diritto e il dovere di celebrare in modo degno quell’evento così importante. Fummo i primi a piangere i caduti e a festeggiare la vittoria, dobbiamo essere i primi a celebrarli. Questo permetterà al paese di riconquistare la sua posizione di capitale del lago con nuovo slancio, con beneficio per tutte le realtà vicine. Per parlare di questo volano a fine gennaio il nostro circolo FLI ha organizzato a Villa Brunati, che dopo la battaglia ospitò Vittorio Emanuele II e il suo Stato Maggiore, il convegno “150° dell’Unità d’Italia: memoria e risorsa per l’area gardesana”, alla presenza di circa 120 persone.

La senatrice Maria Ida Germontani, che a dicembre aveva tenuto a battesimo il circolo, ha sottolineato l’importanza di valorizzare al massimo le celebrazioni per la centralità che rivestono per il nostro territorio. Il dott. Fausto Fondrieschi, presidente della Società Solferino e San Martino, ha chiesto uno scatto d’orgoglio alle istituzioni per un Italia che soffre per il mancato rispetto dei fondamentali principi di coesione che la portarono a nascere nel 1861.

La dott.ssa Loretta Forelli, commissario provinciale di Croce Rossa, ha sottolineato come la battaglia, combattuta nel nostro territorio, sia indissolubilmente congiunta alla nascita ad opera di Henry Dunant della più grande organizzazione umanitaria che opera a livello mondiale in occasione di eventi bellici o di calamità naturali. L’ing. Lucio Fattori ha poi parlato di un federalismo che non divida, ma unisca, e che quindi non sia ispirato a sentimenti egoistici e forze centrifughe. Il discorso di Luigi Xausa, letto da Emanuela Langella, approfondiva, invece, i concetti di unità e nuova cittadinanza.

Nelle prossime settimane i riflettori saranno puntati sulla Torre di San Martino, ma questa, di riflesso, illuminerà anche la città, il suo territorio e i prodotti locali con vantaggi per le attività turistiche, alberghiere e ristorative. Quella che oggi viviamo, tuttavia, non è più l’età dell’oro della nostra città e le prossime celebrazioni possono costituire una opportunità per ripartire e rinnovare l’immagine di Desenzano. Quest’anno abbiamo la possibilità di legare il nostro nome con gli eroici eventi che diedero alla luce la nostra patria. Le celebrazioni sarebbero in grado di darci visibilità a livello internazionale. Bisogna, quindi, ridare lustro al centro storico e organizzare iniziative che attraggano persone.

Bisogna curare e valorizzare l’incantevole entroterra, dove si svolsero i fatti d’arme e che, come sottolineato da Gabriela Geminian, è spesso minacciato da una sconsiderata cementificazione. Gite e itinerari devono intensificarsi, tra i più giovani e non, sfruttando l’occasione di unire l’apprendimento della storia al rispetto dell’ambiente e dei valori del Risorgimento. Una passeggiata tra quei colli, tra una visita culturale e una naturalistica, può terminare con un piatto tipico e un fresco calice di Lugana o San Martino DOC in uno dei numerosi agriturismi e trattorie che costellano quei luoghi. Una serie di eventi culturali e rievocazioni storiche ben strutturate saranno in grado di attirare visitatori da ogni dove, per un turismo diverso, istruito e assetato di cultura.

Desenzano potrà ripartire con nuovo orgoglio e nuova consapevolezza. A livello turistico questa è una grande occasione, ha aggiunto Armando Bellelli, ma non tutti sanno che i luoghi della battaglia sono legati al nome della nostra città: sui cartelli all’ingresso del paese non deve esserci solo una traduzione in dialetto del nostro toponimo, ma altresì la dicitura “Benvenuti a Desenzano del Garda, paese del Risorgimento e dell’Unità d’Italia”

Francesco Langella, presidente del circolo Futuro e Libertà per l’Italia di Desenzano

www.futuroelibertadesenzano.com

futuroelibertadesenzano@gmail.com

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