L’editoriale – n° 6, 18 febbraio 2011

 

La stazione ferroviaria di Desenzano del Garda dovrebbe essere il punto di sbarco per tutto il lago per turisti e visitatori, ma a guardare i servizi offerti qualche dubbio può sorgere. Questo è il principale scalo lacustre nella più importante area turistica, ma non tutto è all’altezza, a cominciare dallo stesso servizio, che penalizza i pendolari con treni sempre più cari.

La loro vita è già dura tra ritardi, carenza di treni, code allo sportello e biglietterie automatiche non sempre funzionanti, ma ora la stazione desenzanese si ritrova pure con buchi di 2 ore nei collegamenti con Milano, andata e ritorno. È la conseguenza del nuovo orario invernale, che però non penalizza, per esempio, quella di Peschiera, riferimento per Gardaland. Desenzano serve tutto il Benaco bresciano e l’alto mantovano e questa scelta rischia di portare all’esasperazione i pendolari di un’area tra le più urbanizzate della Provincia, ma anche gli operatori turistici e commerciali.

A fare da amplificatore alle lamentele (non nuove, qualche anno fa era nato anche un blog di pendolari) a fine gennaio è stato il consigliere regionale del Pdl Mauro Parolini. Il già assessore ai lavori pubblici della Provincia di Brescia ha scritto al viceministro ai Trasporti, all’amministratore delegato delle Ferrovie e all’assessore regionale a infrastrutture e mobilità per sollecitare l’inserimento di fermate. A fianco della sua, c’erano le firme di altri sindaci e dell’assessore provinciale ai trasporti. È un problema che può penalizzare l’economia dell’area? Staremo a vedere.

La mancanza delle fermate dei treni Eurostar in alcune importanti fasce della giornata causa disagi ai lavoratori che devono quotidianamente raggiungere Milano e Brescia. Tutto nasce dal mancato inserimento nell’orario del mattino di tre Eurostar e di altrettanti provenienti dal capoluogo nel pomeriggio. Non va però dimenticato che un gran numero di pendolari, per lo più studenti, utilizzano i più economici treni regionali, sporchi e spesso pieni come trasportassero capi di bestiame.

Le giornate di passione dei pendolari, tuttavia, iniziano ancora prima di arrivare ai binari, perché comprare il biglietto è impegnativo con una lunga fila a un unico sportello aperto. Ci sono due biglietterie automatiche, ma con cui non si possono fare gli abbonamenti e dove non si può pagare in contanti.

Alcuni anni fa erano iniziati i lavori per la costruzione di un nuovo sportello a fianco del bar e, dopo qualche settimana, in tanti avevano tirato un respiro di sollievo nel vederlo realizzato. La speranza di non dover fare code inverosimili (in particolare a inizio mese) è però presto svanito, quando la biglietteria appena realizzata è stata coperta da un muro in cartongesso. Così sono stati spesi i soldi prima per realizzarla e poi per nasconderla. Con grande acume è stato messo un ascensore per i primi tre gradini, ma nessuno forse si è mai chiesto come un disabile possa poi salire sulla rampa di scale rimanente per arrivare ai binari.

Vi auguro buon viaggio.

Enrico Grazioli

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