A San Felice del Benaco arrivano le prime bollette dell’acqua dopo l’emergenza del 2009, ma lo sconto di 10 euro sembra una presa in giro

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A San Felice del Benaco i cittadini storcono il naso e si lamentano. A fine febbraio hanno iniziato a ricevere le bollette dell’acqua consumata dall’aprile 2009. Non le avevano più ricevute da quel maledetto giugno di due anni fa, quando un’emergenza idrica causò gastroenteriti in circa 2000 persone. La bollettazione era stata sospesa in attesa che venissero accertate le cause, ma la prima udienza del processo, cui sono coinvolti i vertici di Garda Uno, società che gestisce l’acquedotto, in realtà inizierà solo il prossimo giugno.

Il sindaco Paolo Rosa

Le bollette sono arrivate e arriveranno con rate bimestrali per regolare gli arretrati, senza però dire agli utenti qual è l’importo dovuto alla società: con l’ultima bolletta del gennaio 2012 effettuerà il conguaglio. Perché i cittadini sono arrabbiati? Dopo tutto quello che è successo, dopo che i dirigenti di Garda Uno non si sono mai presentati alle assemblee pubbliche cui erano invitati durante l’emergenza, lo sconto di 10 euro sulla prima emissione è sembrata una presa in giro.

 

Secondo l’ente gestore “a circa 10.000 litri di acqua ovvero a un mese di consumo per una famiglia media”, pari all’indennizzo previsto dalla carta del servizio idrico integrato e determinato secondo disposizione al punto 4.3 della Carta del Servizio Idrico Integrato dell’AATO di Brescia: qua però nulla sembrerebbe potersi riferire anche a quanto successo a San Felice.

L’amministrazione, guidata da Paolo Rosa, sottolinea la propria soddisfazione per i consistenti lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’acquedotto comunale, effettuati dopo l’emergenza per un importo complessivo di circa 1 milione di euro, cui seguiranno altre opere sul territorio comunale, nell’ambito del progetto complessivo dell’acquedotto della Valtenesi sulla base del Piano d’ambito AATO.

Lo sconto però si brucia nel pagamento tramite bollettino postale (ognuno costa 1,20 euro) e sembra una presa in giro. Lo stesso sindaco da tempo chiede uno sgravio maggiore: “A prescindere dall’accertamento delle responsabilità in corso, ribadisco la richiesta all’AATO di Brescia di una agevolazione tariffaria a tutti gli utenti. Lo sto facendo da mesi”. Alcuni però lo invitano ad alzare la voce e battere i pugni sul tavolo.

La prima udienza è fissata per il 14 giugno prossimo, a due giorni dall’anniversario dell’ordinanza con cui il primo cittadino dichiarò l’acqua non potabile, vietandone l’uso. Gli intossicati furono tantissimi e alcuni cittadini ancora oggi sono scettici e dubbiosi.

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