Fratelli d’Italia

L’Italia s’è desta,

dell’elmo di Scipio…

Sono un po’ perplesso, lo confesso, ma non capisco bene tutto lo slancio patriottico e la pomposità politica di questa ultima ora nel voler festeggiare la ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia proprio quest’anno 2011 partendo dalla data del 17 marzo 1861. Quello fu il giorno della Proclamazione dell’Unità d’Italia sotto il regno dei Savoia, ottenuto grazie alla guida politica di Cavour che seppe anche utilizzare le spinte dei gruppi democratici (Mazzini e Garibaldi).

Nell’anno 1861 si svolgono le prime elezioni del Parlamento Italiano, intanto nel Meridione si sviluppano forze di resistenza ai piemontesi che daranno vita a un fenomeno definito “brigantaggio”, ma l’Unificazione (vizio tutto italiano di proclamare ed enfatizzare sempre in anticipo le cose) non è completata… mancano ancora la conquista e l’annessione d’importanti pezzi di territorio italiano.

La prima regione annessa nel 1866, dopo una non proprio brillante 3° guerra d’indipendenza (sconfitta dell’esercito a Custoza e della flotta a Lissa), è il Veneto, neanche fosse un particolare trascurabile, poi la seconda annessione nel 1870 quando, tre anni dopo il tentativo di Garibaldi sconfitto a Mentana nel ’67, i soldati italiani , attraverso la breccia di Porta Pia, conquistano Roma. Un plebiscito sanzionerà  l’annessione di Roma e del Lazio al Regno d’Italia.

Mancano però ancora dei pezzi, perché la vera Unificazione dalle Alpi al Mediterraneo sia completata… ma invece di portare a termine l’opera… qualche spiritoso guerrafondaio dei nostri primi governanti pensa bene di allestire qualche guerra di conquista in Africa, perché tanta è la voglia di imitare il colonialismo degli altri Stati… e allora: prima l‘Eritrea e la Somalia poi l’Etiopia e non appagati, altra campagna militare per il possesso della Libia .

Insomma c’è bisogno di una nuova guerra, di quelle serie come la Prima Grande Guerra del 1915/18, scaturita dall’attentato mortale di un nazionalista bosniaco, Gavrilo Princip, all’arciduca Francesco Ferdinando erede al trono austriaco a Sarajevo, per poter ottenere alla fine la Venezia Giulia, il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria.

Ecco con questo ultimo atto si può dire che l’Italia finalmente sia unificata… sì, ma dopo quasi 60 anni da quel 17/3/1861… e pronta di lì a poco per il ventennio fascista. Comunque se così è stato deciso prepariamoci a festeggiare questo 150° Anniversario dell’Unità del nostro Paese.

Allora direi ai giovani, e non solo a loro, nel frattempo, nonostante gli avvenimenti poco gloriosi di questi ultimi tempi, applichiamoci ad imparare una cosa semplice, semplicissima: Non c’è francese che non conosca la Marseillaise. Non c’è tedesco che non sappia cantare Deutschland-Deutschland Uber Alles. Non c’è inglese che non si alzi in piedi con la mano sul cuore per intonare God save the Queen.

E noi italiani? Impariamo a cantare il nostro Inno, almeno proviamoci, non facciamoci sempre riconoscere, come i nostri strapagati calciatori ai mondiali di Berlino, se non rispettiamo le date della nostra storia, impariamo ad amare almeno il nostro Inno Nazionale!

Fratelli d’Italia! …parole di Goffredo Mameli… musica di Michele Novaro (1847)

Ugo Andreis

One Comment

  1. twitalia150 scrive:

    Cavour, Garibaldi, Mazzini e compagnia risorgendoora sono anche su Twitter: http://twitter.com/@twitalia150/eroi-twittanti

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