Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Valtenesi

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Lovisetto è segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche

L’origine del territorio che prende il nome di Valtenesi è, come per tutte le colline moreniche che contornano il lago di Garda, di natura glaciale, quando le enormi masse di detriti trasportate dai ghiacciai, che hanno scavato il fiordo gardesano, sono state depositate ai lati nella fronte del ghiacciaio ritiratosi 15-20.000 anni fa. Su questo territorio i primi insediamenti umani risalgono a circa 5.000 anni avanti Cristo, come testimonia il rinvenimento a Manerba del Riparto Valtenesi.

I Romani, insediatisi nel II o III secolo a.C., trasformarono il paesaggio con una radicale organizzazione del territorio, dividendo le zone di pianura in appezzamenti e le aree collinari in terrazzamenti dove coltivavano la vite e l’olivo. Oggi il territorio della Valtenesi è suddiviso in sette unità amministrative, che comprendono i Comuni di San Felice del Benaco, Manerba del Garda, Moniga del Garda, Padenghe sul Garda, Soiano del Lago, Polpenazze del Garda e Puegnago del Garda.

 

La cementificazione del territorio

La documentazione fotografica delle immagini scattate sul finire della Seconda Guerra Mondiale, confrontata con le foto dell’ultimo decennio, evidenzia come il territorio abbia subito un incredibile pressione cementizia, che ha invaso l’area dei Comuni prospicienti il lago, incidendo fortemente sui declivi che portano alla cresta sommitale del cordone morenicho che separa i Comuni della Valtenesi con i Comuni di Calvagese, Muscoline e Lonato.

L’asse stradale che unisce Desenzano a Salò, dopo un breve tratto nel Comune di Lonato, è stata coinvolta da una sfrenata rincorsa a costruzioni di vario tipo e a capannoni che aggiungono profonda sconnessione a un paesaggio fortemente deturpato. I centri abitati che compongono la Valtenesi non sono stati risparmiati dalla speculazione edilizia, proponendo oggi un po’ ovunque case disabitate per gran parte dell’anno o con segni dell’invenduto, accentuato dalla profonda depressione economica in corso.

I terreni agricoli, compresi i preziosi terrazzamenti consegnatici dagli antichi romani, costellati e impreziositi dagli olivi e da ordinati filari di vigneti, hanno spesso lasciato il posto a complessi edilizi stile Costa Smeralda o a disarmoniche villette a schiera. Una lunga fetta del patrimonio viticolo e olivicolo della Valtenesi è sparita e non darà più la pur avara redditività della sua coltivazione, perdendo un’opportunità che altre zone, sicuramente più consapevoli della ricchezza territoriale e più disincantate dal miraggio del soldo facile e subito, hanno saputo conservare e tramandare alle generazioni che verranno.

 

Un forte segnale di cambiamento

È davvero sorprendente che dallo scenario deprimente descritto tre sindaci – Patrizia Avanzini di Padenghe, Lorella Lavo di Moniga e Paolo Simoni di Manerba – si rendano conto che il territorio libero da insediamenti cementizi rimasto nei loro Comuni costituisce un bene che non può essere ulteriormente dilapidato e così con un lavoro di coinvolgimento e condivisione, al quale questo Comitato non è estraneo, si è passati a porre freni ai rispettivi Piani di Governo del Territorio (PGT) o addirittura azzerare il consumo come nel caso di Moniga

Lo strumento che consentirà ai Comuni di salvaguardare aree preziose per mantenerle nella condizione attuale, o migliorarle rendendole fruibili con applicazione di strategie che diano ritorni anche economici ai proprietari attraverso consone forme di offerta turistica-gastronomica, sarà l’adozione dei Parchi Locali a Interesse Sovracomunale (PLIS).

Le diverse aree da salvaguardare ubicate nei tre Comuni costituiranno l’asse portante di quello che fin dall’inizio è stato denominato Plis della Valtenesi al cui avvio ha provveduto l’assessorato provinciale al territorio di Brescia con la costituzione di un tavolo politico e di uno tecnico. L’avvio del percorso, che dovrà portare al riconoscimento di aree già individuate, è avvenuto a metà febbraio, favorito probabilmente anche dai tepori di un insperato vento che spira finalmente anche in Valtenesi.

 

Conclusioni

Non possiamo che complimentarci con i tre sindaci e con i funzionari e dirigenti di Provincia e Regione che in maniera partecipa e propositiva hanno fato il via ad un forte segnale di cambiamento al quale ci onoriamo di fornire il nostro contributo.

 

Grabriele Loviesetto, segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche

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