Intervista a Francesco Langella: il traguardo dei 150 anni

Sono tante le persone che avrebbero molto da dire sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Vuoi che è giovane (ha infatti da poco compiuto 30 anni), vuoi che è da poco entrato in politica (è coordinatore del circolo Futuro e Libertà di Desenzano), vuoi che ha qualcosa di intelligente da dire, abbiamo intervistato Francesco Langella, di cui abbiamo già parlato nel numero scorso.

Il 17 marzo l’Italia compie 150 anni, ma non tutti sono concordi sui modi in cui è nata. Che ne pensa?

Il 150° dell’Unità d’Italia rappresenta un traguardo significativo. La nostra nazione è una delle più giovani a livello europeo e il suo processo di unificazione è stato uno dei più travagliati e discussi del panorama politico. Ancora oggi gli storici sono divisi riguardo la natura e le modalità del processo che ha portato il nostro Paese ad essere quello che è oggi: che sia stato il risultato di una guerra di conquista imposta dall’alto o l’obiettivo di una volontà popolare. Probabilmente le due tesi si intrecciano tra loro e denotano entrambe una certa veridicità.

Perché è importante festeggiare questo anniversario?

Dovremmo essere tutti d’accordo sull’importanza di celebrare questo evento per un Paese come il nostro, giovane e poco orgoglioso della propria storia e ancor meno del proprio presente. Un popolo che non celebra le proprie ricorrenze è un popolo che nega la propria identità. Ecco perché, secondo me, è fondamentale festeggiare il 17 marzo ed ecco perché la Lega osteggia fortemente questo anniversario cercando di mimetizzarlo tra i giorni feriali dell’anno.

La Lega e il suo elettorato sono contrari all’Unità e al 150°, cosa pensa del rogo di Garibaldi fatto dai venetisti a Schio? È goliardia?

Penso che non ci sia limite all’ignoranza. È evidente che nel gesto degli indipendentisti veneti non vi sia nulla di goliardico. Il volerlo liquidare come pratica scherzosa fa parte di una strategia volta a minimizzare alcuni gesti che devono essere il campanello d’allarme che ci deve svegliare prima che gli eventi ci travolgano. Oggi si è bruciata la sagoma di Garibaldi, non attendiamo che si brucino anche i libri. Chi conosce un minimo di storia sa che quando si bruciano i libri di solito la situazione è già compromessa. Tra l’altro alcuni libri, tra i quali per esempio quelli di Saviano, sono già stati messi al bando nelle scuole venete e a questa notizia credo non sia stato dato abbastanza risalto.

“Scegliere insieme una data e una bandiera nella quale tutti possano riconoscersi”, è l’auspicio di Formigoni sulla Festa della Lombardia, prevista dallo statuto regionale del 2008. Che festa sarebbe?

La festa della Lombardia rappresenta la riprova di un PDL ostaggio della Lega Nord. Per aggirare l’ostruzionismo leghista alle celebrazioni del 150° in Consiglio Regionale, il PDL ha dovuto cedere all’ennesimo ricatto del Carroccio. Ben inteso: nulla di disdicevole nell’essere legati alle proprie tradizioni. Ma l’istituire una festività ad hoc, palesemente in contrapposizione con il 17 marzo, fa parte di una subcultura padana dilagante e disgregante che abbiamo il dovere di arginare.

Torniamo al 150°. A Desenzano il PD ha portato in consiglio una mozione per mettere dei cartelli stradali che ricordassero che il Comune fu luogo della nota battaglia di San Martino. L’idea era nata in un vostro convegno, il consiglio l’ha approvata dopo un’ora e mezza di dibattito. Dai cartelli si è però passati a dei totem informativi con diciture poco visibili, come avete accolto questa cosa?

Quella dei cartelli commemorativi dell’Unità d’Italia è stata la nostra prima grande vittoria, anche perché, come si sa, FLI attualmente non ha rappresentanti in consiglio comunale. Aver lanciato una proposta durante un nostro convegno e averla vista tramutata in mozione (da Rosa Leso, coordinatrice del circolo del PD di Desenzano, ndr) è simbolo del gran lavoro e della passione che ogni componente del Circolo FLI di Desenzano sta profondendo. La nostra idea era quella di apporre la scritta “Benvenuti a Desenzano del Garda, Città del Risorgimento e dell’Unità d’Italia” su cartelli ben visibili che commemorassero in primis la battaglia di San Martino e il Risorgimento in generale. La mozione è stata votata in maniera bipartisan. Unico voto contrario quello della Lega.

Poi cosa è avvenuto?

La dicitura esatta è stata poi legittimamente riformulata dal Comitato per le Celebrazioni del 150° anche se dalla nuova scritta, abbiamo dovuto constatare con un po’ di rammarico, è stata eliminata la parola Risorgimento. Inoltre, forse per ottemperare a logiche di bilancio, è stato deciso di apporre la scritta su tre totem già esistenti a bordo della carreggiata, con il conseguente rischio che la scritta passi quasi inosservata. Viene naturale fare un confronto con i famigerati cartelli con traduzione dialettale per i quali non si è certo badato a spese. Auspichiamo una soluzione più visibile e più orgogliosa dell’identità nazionale. EG

Per chi volesse contattare Langella o avere informazioni sul Circolo FLI Desenzano può visitare www.futuroelibertadesenzano.com, scrivere a futuroelibertadesenzano@gmail.com, cercare su Facebook Futuro e Libertà Desenzano o chiamare il 3332946734.

 

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