Una lettera sul progetto del nuovo lungolago a Desenzano

Progetto lungolago - PII Tassere

Una lettrice anonima ci chiede cortesemente ospitalità e noi felici gliela diamo. È una risposta alla lettera pubblicata sul numero di febbraio e dà seguito a un dibattito interessante.

 

Non mi anima l’idea di fare polemica, ma soltanto il desiderio di soffermarmi su alcune valutazioni relative alla nostra amata Desenzano e al suo migliore futuro. La lettera sopra citata critica il progetto comunale relativo alla riqualificazione del lungolago Cesare Battisti, dalla rotonda Feltrinelli al centro balneare Desenzanino.
Poiché tale riqualificazione implicherebbe un allargamento della passeggiata, la creazione di una pista ciclabile e delle piazzuole sull’acqua, nonché l’allargamento della spiaggia Desenzanino, di conseguenza verrebbe inglobata la spiaggetta Feltrinelli che questo lettore vorrebbe salvare.

Al punto 1 egli recita che “la spiaggetta Feltrinelli si trova nel tessuto urbano del centro storico con i suoi negozi e pubblici esercizi”. Questa valutazione trascura il fatto che il centro balneare Desenzanino si trova a nemmeno cento metri dalla stessa e che, nelle vicinanze , ci sono pure alcune attività commerciali e ricettive che andrebbero valorizzate. (ma è proprio vero che chi vuole passare qualche ora in spiaggia desidera anche fare shopping?).
Al punto 2 il lettore descrive come errore urbanistico la costruzione delle previste piazzole sul lago, arricchite con fiori, alberi e panchine perché “toglierebbero le persone dalle vere piazze, dove la passeggiata può diventare un indotto economico per le piccole aziende commerciali”. Ma chi l’ ha detto che ciò impedirebbe ai cittadini e ai turisti di recarsi a fare acquisti in centro?
Chi scrive ciò non è mai passato sul lungolago a vedere in quali condizioni si trovano le persone che, nel tratto in questione si trovano ad ammirare il bellissimo specchio d’acqua sedute sulle panchine della stretta passeggiata ad un palmo dal passaggio delle automobili che scaricano loro addosso rumori e gas di scarico? Non sarebbe meglio che queste persone potessero sostare appunto nelle più accoglienti, igieniche e tranquille piazzole che oltre tutto potrebbero anche presentarsi come luogo di socializzazione?
Al punto 3 la lettera in questione definisce come errore culturale la soppressione della spiaggetta Feltrinelli alla quale “molti sono affezionati perché lì, in passato , molti bambini hanno imparato a nuotare”. Si rassicuri il lettore: da tempo le cose sono cambiate e i bambini imparano altrove lo sport del nuoto.
Ma davvero pensa che sia meglio per bagnanti trovarsi a fare balneazione alla spiaggetta Feltrinelli, in esposizione e a stretto contatto con una strada e una rotonda dove il traffico automobilistico, da anni, è aumentato enormemente con il risultato di “sparare” loro addosso gas a tutto spiano; dove peraltro non esistono cabine né servizi igienici, con le conseguenze che ben si possono immaginare, anziché poter usufruire del centro balneare Desenzanino, allargato, dove esisterebbero adeguati servizi e che, dopo l’allargamento della passeggiata e della prevista pista ciclabile si troverebbe più staccato di prima dalla strada ?
E nemmeno si vuole la creazione di una pista ciclabile nel tratto considerato e da tante persone auspicata, perché diverrebbe una continuazione di quella già esistente, voluta dalla precedente amministrazione comunale e che giunge fino al Vò? Davvero non si vuole?
Per quanto riguarda poi la citazione alle tante firme raccolte a difesa della conservazione della gestione dei pedalò nella spiaggetta Feltrinelli, perché non fare qualcosa invece perché la stessa gestione possa essere esercitata in futuro alla ampliata spiaggia Desenzanino?
Nel punto 4 il lettore si preoccupa che la progettata piattaforma alla spiaggetta Feltrinelli “possa danneggiare i fondali punteggiati di vegetazione acquatica , risorsa fondamentale per l’ ittiofauna”, ebbene, si tranquillizzi, perché i lavori verrebbero eseguiti non con colate di cemento ma su dei pali (palafitte) e che proprio per l’assenza dei bagnanti potrebbero esserne avvantaggiati.
Non so se i progetti del Comune potranno essere o meno realizzati, ma sono convinta che non possiamo d’altronde bloccare ogni cambiamento urbanistico pur auspicato da molti residenti e turisti. Se abbiamo tanta nostalgia del passato e vogliamo che tutto rimanga immutato, dovremmo allora, a parer mio , essere coerenti e rinunciare ad esempio all’uso dell’automobile e a ritornare a vivere nelle vecchie case prive di luce, acqua e riscaldamento.

Grazie per l’ospitalità,
una lettrice.

Leggi anche il nostro articolo, sul numero di gennaio

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