Festival di Cannes: gli italiani sulla Croisette

L’11 maggio si è aperto il sipario sulla 64esima edizione del Festival di Cannes, che ha riservato uno spazio di riguardo ai titoli italiani, sia per la Selezione ufficiale, che per le altre sezioni. In concorso, come già annunciato da tempo, Nanni Moretti, molto caro ai francesi e vincitore del premio per la regia nel 1994 con “Caro Diario” e della Palma d’Oro nel 2001 con “La stanza del figlio”, e Paolo Sorrentino, premio della Giuria nel 2008 per lo splendido “Il Divo”.

Moretti è tornato a Cannes, a cinque anni di distanza da “Il caimano”, con “Habemus Papam”, già nelle sale italiane dal 15 Aprile, tragicomica allegoria sulla fragilità dell’animo umano, raccontata attraverso lo sguardo di un Papa (lo straordinario Michel Piccoli) che entra in crisi dopo la sua nomina a pontefice e rifiuta il suo incarico. Forse uno dei sui migliori film, dove troviamo un Moretti meno onnipresente, capace di lavorare per sottrazione, ma senza farci mancare le sue inimitabili intuizioni e riflessioni, riuscendo a far recitare Piccoli, forse meglio di se stesso sulla scena.

Sorrentino, quarta volta al Festival, ha portato alla kermesse francese il suo primo film hollywoodiano, “This must be the place” (titolo citazione di una celeberrima canzone dei Talking Heads, il cui  leader del gruppo britannico David Byrne, ha curato e composto la colonna sonora originale del film) con protagonisti i premi Oscar Sean Penn (presidente di giuria che premiò Sorrentino nel 2008) e Frances MacDormand. La proiezione a Cannes era un’attessissima anteprima, dato che poi la pellicola, incentrata sulla storia di Cheyenne, rock star ritiratasi dalle scene, che decide di partire alla ricerca di quello che fu il persecutore del padre, un ex criminale nazista che si nasconde negli Stati Uniti, arriverà su terra nazionale nel mese di Ottobre.

Nella Quinzaine des Réalisateurs è stata l’opera seconda di Alice Rohrwacher, “Corpo celeste”e il film di Fabio Mollo “Il Sud è niente” ha partecipeato L’atelier 2011, la sezione “laboratorio” del Festival, che dal 2005 promuove la formazione di una nuova generazione di registi.

Riconoscimento importantissimo a Bernardo Bertolucci che ha ricevuto nella serata inaugurale la Palma d’Oro alla carriera, primo italiano sulla Croisette con questo premio. La Palma gli è stata consegnata dal Presidente di Giuria Robert De Niro, che il regista volle come protagonista di “Novecento”, nel 1976. L’Italia aveva già premiato le doti e l’indipendenza dell’eclettico regista di “Ultimo Tango a Parigi”, film per il quale Bertolucci lasciò per un po’ il Paese per via dei problemi avuti con la censura, nel 2007 alla Mostra del Cinema di Venezia. Ora è la volta di un consacrazione su un palcoscenico più internazionale, anche se la sua filmografia non si ferma certo con questo traguardo. Il regista (da poco 70 anni), ha infatti annunciato, nonostante alcuni impedimenti di salute, di essere già impegnato alla realizzazione di un nuovo film, la cui storia è tratta dal romanzo di Niccolò Ammaniti, “Io e te“.

Infine da segnalare la presenza di tre grandi capolavori del cinema italiano in Cannes Classics, costola del Festival dedicata alla riscoperta del patrimonio cinematografico mondiale: “La macchina ammazza cattivi” di Roberto Rossellini, “Il conformista” di Bernardo Bertolucci, “L’assassino” di Elio Petri.

Veronica Maffizzoli, direttrice artistica del Filmfestival del Garda

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