Inno, sì, ma quale?

Quale sarà l’inno nazionale degli italiani?
MUSICA COLTA O CANTO MARZIALE?
MUSICA che plasma le sensazioni, che smuove le emozioni più intime,che enfatizza il mistero della vita e della morte, che soccorre il bisogno di religiosità nell’individuo.
MUSICA che sin dai tempi più  antichi, sin dall’antica Grecia era considerata il mezzo per eccellenza, finalizzato all’educazione. Talora per formare una coscienza completa, talora per temperare le passioni, talora per liberare l’animo dalle oppressioni e dall’affanno, talora per alleggerire le fatiche.
MUSICA COLTA, MUSICA POPOLARE, MUSICA SACRA, MUSICALIRICA, MUSICA BELLA, MUSICA BRUTTA …… MUSICA …… che nasce dal sentimento religioso e via via si allarga  toccando il tema profano, si raffina in forme sempre più elaborate; dallo sviluppo vocale prende la via strumentale, unisce le due forme in un tripudio di suoni definendosi in strutture sempre più svariate, accurate, complicate.
La MUSICA e il suo potere trascinante, da sempre strumento demagogico usato dai potenti;

La MUSICA al servizio della CHIESA e dello STATO.
E così, dalle origini ai nostri giorni, dall’antica Grecia all’attualità del centocinquantesimo dell’unità d’Italia e al suo inno.
Ma cos’è un inno? POESIA e MUSICA unite dalla METRICA; inizialmente l’INNO era dedicato alla divinità ed alla sua gloria e poi via via alla religiosità della chiesa, ai canti di lavoro, ai canti patriottici, alla guerra, alla Nazione sino a celebrare ogni sfaccettatura della vita.
L’INNO alla Nazione … SI ! …..MA QUALE?…..VA PENSIERO SULL’ALI DORATE?….IL PIAVE MORMORAVA?…..FRATELLI D’ITALIA?…..

VA PENSIERO di G.VERDI – librettista T.Solera
Il “VA PENSIERO” è il famoso coro estratto dalla parte terza dell’opera NABUCCO che, alla sua prima rappresentazione, trionfa alla Scala di Milano il 9 marzo del 1842: è un Cantabile ovvero un frammento della forma musicale denominata”ARIA”; il tempo è in quattro quarti; dopo una breve introduzione orchestrale, un improvviso tremulo d’archi, il coro inizia in levare, sottovoce, accompagnato da sestine eseguite dall’orchestra. La melodia si snoda morbida col melisma sulle terzine delle parole “dora-a-a-te” e “mo-o- ol-li” per poi esplodere, con grande vigore, sulle parole “Arpa d’or”. Questo alternarsi di placida melodia con il pieno dell’orchestra raccoglie l’entusiasmo non solo del pubblico ma anche della critica, emozionando tutti, dall’uomo della strada all’accademico più colto.

Perché potrebbe essere l’Inno nazionale italiano?
- Perché la musica di Verdi(1813-1901) può essere definita,  senza ombra di dubbio, la colonna
sonora del Risorgimento italiano.
-Perché Verdi fu chiamato “IL MAESTRO DEL RISORGIMENTO”
-Perché,anche se il testo ovviamente non contiene nessun riferimento esplicito alla storia d’Italia esso rappresentava comunque una metafora del popolo italiano assoggettato all’Austria.
- Perchè tanti aneddoti ce lo confermano: ricordiamo alla Scala di Milano il pubblico in piedi che, applaudendo Verdi, acclamava  V.E.R.D.I. (Vittorio Emanuele Re D’Italia)
-Ed infine, perchè l’alto livello musicale (Rossini lo definì una grande “ARIA”cantata da soprani contralti,tenori e bassi) rappresenta il più vero e sincero carattere dell’Italia da sempre ed universalmente conosciuta come “La culla della musica, delle arti e della civiltà”.

LA LEGGENDA DEL PIAVE – testo e musica di E.A.Mario
Perché potrebbe essere l’Inno nazionale?
-Perché è un  vero e proprio Canto Patriottico caratterizzato dal ritmo tipicamente marziale:  lo  ispirarono le battaglie del 1918 nella zona del Piave: scontri continui tra Austria e Italia., linee di confine che si conquistano e si perdono, si riconquistano e si riperdono e si riconquistano al prezzo di più di 230.000 morti tra esercito austroungarico e italiano.
“La Leggenda del Piave” fu composta nel giugno del 1918 e fu subito fatta conoscere ai soldati delle truppe italiane per innalzarne il morale e alleviarne le fatiche della marcia. Al fronte tutti la cantavano e sembra proprio che questo canto patriottico abbia raggiunto il suo scopo al punto che il generale Armando Diaz inviò un telegramma all’autore con queste parole: “La vostra leggenda del Piave, al fronte è più di un generale!”.
-Perché dal 1943 al 1946 fu adottato come Inno nazionale italiano.

FRATELLI D’ITALIA – testo di Goffredo Mameli e Musica di Michele Novaro
Vero e proprio PEANA: la poesia è un inno alla guerra , al sacrificio spinto fino alla morte.
Il testo poetico è scritto dal giovanissimo Mameli e la melodia, molto orecchiabile e preceduta da una breve introduzione strumentale, è scritta da Novaro. Pieni di fervore patriottico, di entusiasmo, di  certezze e ideali come solo i giovani sanno esserlo, si danno anima e corpo alla causa dell’indipendenza. Purtroppo per Mameli la morte arriva anzitempo a 22 anni e, ironia della sorte, non per un atto di eroismo ma a causa di una ferita infetta dovuta ad un colpo accidentale di arma da fuoco durante la difesa di Roma assediata dai francesi nel 1849.
Perché potrebbe essere l’Inno nazionale?
- Perchè il compositore Roman Vlad, ad un giornalista che definì “l’inno come una marcetta di poche pretese”, rispose : “no, non è vero che sia poco orecchiabile o così brutto come si dice”.
- Perché nel 1945, a Londra, Toscanini dirige “L’Inno delle Nazioni”di Verdi che contiene anche  l’Inno di Mameli confermando così la stima che si era guadagnato.
- Perché è veramente raro citare una composizione musicale col nome  del poeta e non con quello del musicista.
- Perché, dal risorgimento ad oggi, l’Italia non aveva un Inno: le varie vicende politiche portavano ad un’alternanza tra il “Va pensiero”, il “Piave” e “Fratelli d’Italia”; dal 14 ottobre 1946 l’Inno di Mameli divenne “provvisoriamente” l’Inno nazionale. Solo il 17 novembre 2005 il Senato della Repubblica ha approvato un decreto legislativo che ha reso ufficiale l’Inno di Mameli. Il cerimoniale prevede inoltre che dell’Inno di Mameli sia eseguita solo la prima strofa.
- Perché, scritto di getto e scaturito dalle certezze incontaminate di due ragazzi; ci ricorda la purezza e l’entusiasmo della giovinezza.
- Perché è facile da cantare e, anche se musicalmente forse non ha un gran valore, ha comunque accompagnato noi italiani nelle vicende più gravi e/o più gioiose tanto che  alla fine è talmente ammantato di emozioni vissute che ormai fa parte della storia di ognuno di noi.
Ed infine una curiosità: l’Inno di Mameli, anche se solo dal 2005 è ufficialmente riconosciuto come Inno nazionale, è di proprietà della casa editrice Sonzogno e quindi ogni sua esecuzione soggetta alla tassazione  S.I.A.E.. Questa ridicola situazione evidenziata anche da SKY TG 24 con: “l’Italia chiamò: LIBERATE L’INNO DALLA S.I.A.E.”, cessa solamente nel 2010 quando la S.I.A.E.  gentilmente rinuncia a tassare Fratelli d’Italia.

Ora, ai lettori “l’ardua sentenza”.

Mariarosa Wilde

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