La lungimiranza di una scelta saggia e coraggiosa. Piazze Cappelletti-Feltrinelli: il parcheggio sotterraneo!

Parcheggi interrati a Desenzano, il progetto dello studio Girelli lo prevede tra Via Gramsci e Piazza Cappelletti. Il materiale dello scavo sarebbe utilizzato per realizzare una nuova spiaggia.

Il Corriere del Garda ha promosso un sondaggio tra gli operatori del turismo-commercio, gli albergatori e i residenti del Centro Storico ponendo la seguente domanda:

Ritiene che la costruzione del parcheggio sotterraneo nelle Piazze Cappelletti-Feltrinelli sia: Inutile-Utile-Essenziale?

Risposta: INUTILE 5% – UTILE 20% – ESSENZIALE 75%

Ricominciamo da dove eravamo rimasti, circa due decenni addietro, sorvolando sulle polemiche, sulle indecisioni dannose e ritardatici di un problema che ormai non può più essere procrastinato o demandato ad una futura Amministrazione la quale, secondo un copione ripetuto e scontato, potrebbe addurre altre difficoltà o scuse per non prendere in esame una questione che rischia ormai di giungere ad un solo traguardo e destino: il ridicolo!

Nel marzo del 2008 è stato presentato all’attuale Amministrazione il progetto per la costruzione di un parcheggio sotterraneo di Piazza Cappelletti, Piazza Feltrinelli e del tratto di lungolago Cesare Battisti fino alla rampa di accesso in prossimità della rotatoria di Via Gramsci. Un progetto, studiato ed elaborato in ogni dettaglio dallo Studio Tecnico degli Ingg: Girelli Luigi, Giuseppe e Giovanni di Desenzano, di cui oramai se n’è parlato e discusso troppe volte e molto spesso a sproposito.

È bene sottolineare che la Promotrice di tale intervento, la Cooperativa Cappelletti (con Presidente, all’epoca, il compianto Genunzio Giunchi commerciante in Via S. Maria), composta unicamente da residenti e proprietari di appartamenti,albergatori,operatori turistici-commerciali e professionisti del Centro Storico, non abbia scopo di lucro.

Chiunque è a conoscenza del problema che affligge da anni il Centro Storico di Desenzano: la cronica insufficienza di parcheggi, con le sue conseguenze. Sottolineiamole per l’ennesima volta:

1) Sociale: da due decenni il Centro Storico della “Capitale del Garda” sta subendo un esodo, una fuga, uno svuotamento progressivo, da parte dei residenti, che hanno preferito migrare verso zone decentrate e più servite a detta di molti, ma quanto è costato, in termini di socialità, questo isolamento volontario e/o imposto? È umanamente possibile vivere soli, con scarse possibilità di scambio d’opinioni, di contatti umani, senza le piccole-grandi cose che servono a vivere una qualità di vita migliore, senza dipendere continuamente per qualsiasi piccolo problema dall’uso dell’automobili?

A cosa è servito tutto questo? A cosa servono le piazze se rischiano di perdere la loro funzione, il loro motivo di esistere, il loro servizio sociale di aggregazione, di incontri, di appuntamenti? A cosa servono i portici se si pensa a questi luoghi solo come “vetrina” e a mero stimolo di spesa (shopping) e non di ritrovo? Allora tanto vale creare e favorire centri commerciali a iosa per dare sfogo a un’esasperata voglia di consumismo e non di socializzare, di stare insieme…

2) Recupero: ritornare a rendere abitato e vivo la parte più importante, preziosa della propria comunità, il Centro Storico, è diventato oramai un imperativo traguardo per paesi e città di qualsiasi natura siano e qualsiasi vocazione abbiano.

Interventi edilizi e recuperi urbanistici attuati negli anni passati, quali l’Abbaino in Via castello l’Imbarcadero e il Barchetta in Piazza Malvezzi, sono stati progettati e costruiti muniti di un adeguato numero di parcheggi a corredo degli appartamenti, ma il resto delle abitazioni e negozi e attività commerciali o alberghiere in genere dove e da cosa sono servite se non da un esiguo numero di posti auto?

3) Sicurezza: è al mattino del sabato, della domenica, dei giorni post festivi della stagione turistica che si vedono i risultati dell’abbandono e del degrado che subisce il Centro Storico, quando, chiusi ad una certa ora notturna i locali di ritrovo, orde di imbecilli senza controllo, in evidente stato di confusione mentale, “impasticcati, bevuti o fumati” si danno liberamente al più stupido e sordido vandalismo, e… non giustifichiamoci col dire che le telecamere funzionano da deterrente! Costoro continuano da anni, fregandosene altamente nell’esercizio della loro impunità in questo deserto notturno!

4) Vivibilità: è la più scoperta e semplice delle conseguenze positive che deriverebbero dalla esecuzione di questo parcheggio. Pensare solo al recupero e conseguente pedonalizzazione di tutto il lungolago, dalla rotonda degli uffici Navigarda alla rotonda di Via Gramsci, con sistemazione a verde delle piazze Cappelletti e Feltrinelli senza auto in superficie, credo che basti ed avanzi a convincere anche il più scettico degli interlocutori.

5)Turismo e Commercio: questa è la nota più dolente dell’economia di questa nostra città. Il Centro Storico è un triangolo racchiuso tra Lungolago (rotonda Esso distributore, fino alla rotonda Via Gramsci), la stessa Via Gramsci (fino alla rotonda Madonnina) via Marconi (da Madonnina fino alla rotonda Esso): comprende circa 700 aziende turistico-commerciali, 140 locali esercizi pubblici e 4000 addetti in piena stagione.

Ma… c’è ancora qualche nostalgico sognatore, qualche amministratore d’altri tempi, qualche distratto politico attuale, qualche cieco conservatore o peggio menefreghista dell’attività altrui, forse perché ben protetti e sicuri nelle loro rendite da stipendio o pensione, i quali pensano che il turismo o il commercio siano attività marginali e altamente redditizie, un “optional” per nulla-facenti, da svolgere senza alcun rischio economico o responsabilità.

Discutere dei problemi del turismo e del commercio è una fastidiosa perdita di tempo, per questi campioni di qualunquismo, non serve occuparsene seriamente, tanto il turista o meglio il foresto viene ugualmente qui sul lago, anzi bene sarebbe se… quasi, quasi ne venissero di meno… perché disturbano. Bene!

6) Prioritario: città d’arte, di pregio architettonico, cariche di storia, di monumenti secolari, di grazie e testimonianze di vestigia del passato sia in Italia come in Europa, persino in paesi giovani, o cosiddetti giovani, con qualche secolo di storia al di là dell’oceano, amano gelosamente il loro Centro Storico, pregno di ricordi del passato, dei primi insediamenti e cercano in tutti i modi di mantenerlo vivo e vissuto.

Sono cento, mille e ancora oltre, gli esempi da seguire, da mettere in pratica. Ci sono voluti secoli perchè l’uomo creasse il nostro Centro Storico (oggi in meno di 18 mesi si costruisce un centro commerciale, come se fosse un vuoto a perdere, un esempio: la Ex Standa, costruita e dopo una ventina d’anni demolita per far posto alla Esselunga).

Il nostro Centro Storico, come si può solo pensare di non rispettarlo, amarlo e accudirlo come la più preziosa delle nostre cose? Il nostro Centro Storico, come si può solo immaginare di abbandonarlo, non servirlo e dotarlo, pur nel rispetto del suo insieme e “unicum” urbano, di quei servizi necessari per farlo rivivere, per proteggerlo? Questa è la priorità assoluta!

Costruire il parcheggio delle Piazze Cappelletti e Feltrinelli è un presupposto per ricreare il Centro Storico e farlo rivivere con le sue piazze, le sue vie, i suoi vicoli: Via S. Maria, Via Roma, Via Papa e le suggestive Via Stretta e Via Castello, Vicolo Mulini, la piazzetta Duomo, vicolo Oratorio, Canonica, Crocefisso, Signori, Annunciata ecc.

7) Doppiamente prioritario, il materiale di risulta delle opere di scavo: il doverlo trasportare in discariche comporterebbe un’aggravio di spesa sul costo dell’opera, ma, come da progetto, servirebbe alla creazione di una spiaggia di collegamento dal ponte Feltrinelli alla spiaggia del Desenzanino risolvendo in maniera naturale e sostenibile la questione del Lungolago senza più ricorrere a progetti stravolgenti di passeggiate in cemento che nulla hanno a che fare con la natura della sponde del Lago.

E qui mi fermo. Tutti conosciamo ogni angolo, ogni cantone, ogni giardino e sappiamo cosa c’è al di là di ogni portone, chi ama la propria città, sa che Desenzano non si è mai negata. Chi non è legato come noi a tutto questo, purtroppo, non potrà mai comprendere l’importanza di questo amore per il proprio “essere nato qui”!

Ugo Andreis

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