Laudato Sì – La sua storia dalle radici

articolo don pierino

L’albero che si chiama Laudato sì ha radici profonde. Ho piantato la sua semente trent’anni or sono quando il chirurgo oncologo dr. G. Battista Morandi mi provocò con l’espressione: “Qui si muore di cancro e noi stiamo a guardare!”. Dalle labbra – non per volontà mia – mi venne da esclamare: “Facciamo un ospedale!” Era il 1980. La scintilla trovò esche infiammabili in una dozzina tra giovani medici, un ingegnere, un proprietario terriero.
Ogni lunedì ci trovavamo, a sera, per ragionare e fantasticare sull’ospedale che avremmo costruito.
Non passava settimana che non aggiungessimo qualche tessera al mosaico, che, man mano cresceva, ci entusiasmava. Ogni gruppo che va stabilizzandosi ama darsi un nome che ne qualifica l’attività. Innamorato qual sono dei personaggi biblici, specie del Vecchio Testamento, ho proposto agli Amici che ci chiamassimo “Gruppo Raphaël”, soprattutto per il suono gradito che il nome Raphaël offriva all’udito.
Il contenuto e la finalità di quel nome venne chiarita man mano che i nostri incontri facevano emergere la struttura dell’ospedale e le attività che in esso avremmo svolto. I nostri incontri si svolgevano nella Casa Albergo per anziani di Clusane, denominata Refidim.
Per poter avere un rimando popolare a quanto andavamo pensando e progettando, studiammo un metodo semplice e originale.
Nei bar e nei negozi di Clusane e nei dintorni, dove avevamo amici, abbiamo collocato un cartoncino a forma di tenda, sul quale scrivemmo: “Non fumare! Risparmia per Raphaël!” Era logica la domanda dei clienti ai vari gestori: “Che cosa è Raphaël?!” Al che veniva risposto: “E’ un gruppo di medici che con don Piero vogliono fare un Ospedale per curare il cancro”.
La reazione, provocata da quel cartoncino, suscitò commenti contrastanti: “Tocca allo Stato fare queste cose! Il prete s’impicci delle anime e non di malati di cancro!”
Negli incontri nostri commentavamo: “Parlino bene, parlino male, ciò che ora importa è che parlino”.
Personalmente facevo questa considerazione: “Non penso al dove, al come e al quando; penso al perché”. Il mio desiderio sta nel vedere Dio nei fratelli che soffrono e, quindi, servirlo in loro. Devo occuparmi delle anime…Ne avessi vista una! Ho visto e vedo, invece, corpi animati che soffrono, membra d’un Corpo, che è anche il mio Corpo. E poi, che ha fatto quel Prete che si chiamava Gesù, se non occuparsi, per lungo tempo, di corpi malati, per offrire loro salute, conforto e interiore pace?!
Sono pensieri che tutt’oggi coltivo e desidero siano condivisi dalle Sentinelle del Laudato sì.

Don Pierino Ferrari

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design