L’editoriale n° 9 – Addio a Guido Franz

La famiglia ambientalista del Garda ha perso un importante figura con l’improvvisa scomparsa di Guido Franz, vicepresidente del Comitato Parco Colline Moreniche del Garda e presidente dell’associazione Roverella, nonché infaticabile sostenitore della tutela dell’ambiente gardesano.

Nato il 22 luglio del 1937, l’ing. Franz era originario del Friuli, ma aveva vissuto per un lungo periodo della sua vita a Roma, da dove, fatte le valigie, si era trasferito diversi anni or sono sulle rive del Garda, prima a Padenghe e poi a Desenzano. L’amico Giuliano Donà dell’associazione Viviamo Puegnago lo ricorda come “Una persona della quale ricorderemo la trasparenza, la correttezza, l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente”. Gabriele Lovisetto, altro attivissimo ecologista desenzanese del Comitato, parla di “perdita irreparabile”.

“Con lui – spiega – abbiamo fatto le azioni più importanti del Comitato in questi anni”. Una su tutte è la raccolte firme per la proposta di legge popolare per l’istituzione del Parco, per cui si aspetta risposta da Regione Lombardia (arriverà dopo la rielaborazione della regionale sui parchi). Oltre che per le colline moreniche di Brescia e Mantova, lo stesso lavoro era stato fatto anche per la sponda veneta.

Un’altra lunga lotta è legata alla proposta di vincolo storico sui tremila ettari attorno all’Abbazia di Maguzzano, che sotto il territorio di Lonato si unisce idealmente al PLIS del Montecorno di Desenzano. A questo si aggiungono i tavoli di coordinamento con la Provincia di Brescia e quella di Verona per i canneti e tanti, più o meno proficui, rapporti con le istituzioni.

Con l’areo del fotografo Basilio Rodella aveva realizzato una serie di dossier da trasmettere alla magistratura e alla Soprintendenza: sorvolava il territorio per scrutare storture e scempi arrecati da operazioni edilizie e piani urbanistici. Bellezze e cemento sono poi confluiti nella mostra itinerante “Volando sul Garda e le colline moreniche”.

Io lo conobbi alcuni anni fa e di lui mi sono sempre rimaste in mente la disponibilità, la professionalità e la sensibilità verso un territorio, meraviglioso, che tanto amava. In tanti lo hanno salutato per l’ultima volta ai funerali officiati alla chiesa di San Giovanni in Capolaterra e in tanti, oltre la sua attenzione a pievi e castelli, ricorderanno il suo impegno per mettere un freno al cemento che assedia il lago con varie brutture.

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