Ricordi del Lido di Lonato

Quando ero piccolo andavo al Lido di Lonato con la mia mamma. Lì c’era un tipo abbronzato, sotto un ombrellone un po’ rotto, che per parcheggiare chiedeva 1000 lire. Oggi, a 20 anni di distanza, c’è un giovanotto vestito da croupier che, invece di dirti “buongiorno” ti dice “les jeux sont faits, rien ne va plus”: vuole tre carte di credito, per essere ragionevolmente sicuro che tu possa pagare il tuo debito. La spiaggia è fatta di finissima sabbia delle Seychelles, altro che gli scomodi sassi lacustri. Il picnic? Sostituito da un aristocratico ristorante. Una volta il panorama ti permetteva di spaziare dalla rocca di Manerba fino a Sirmione e, più in là, Garda. Oggi ci sono sempre parcheggiati, rigorosamente in divieto di sosta, decine di panfili che, quando se ne muove uno, la puzza si sente per ore. Quando abitavo a Lonato, il Lido era un posto carino per le famiglie, e decisamente alla mano. Oggi che abito a Lonato del Garda non posso far altro che traslocare a Padenghe o Desenzano. DM

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