A Padenghe sono stati recuperati oltre 700.000 euro di evasione fiscale.

Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe sul Garda

“Federalismo fiscale e riduzione delle tasse – spiega la sindaco Patrizia Avanzini -, sono le azioni invocate a gran voce in questi giorni, per qualcuno rappresentano la soluzione ai problemi della nostra economia, per altri chimere che rispuntano periodicamente. In attesa che il dibattito trovi uno sbocco concreto, l’Amministrazione Comunale di Padenghe sul Garda si è attivata per continuare a garantire ai propri cittadini l’erogazione di servizi di qualità senza ricorrere ad inasprimenti fiscali. Lo fa, servendosi degli strumenti che già esistono e applicando il principio che per pagare meno bisogna che tutti paghino il giusto”.

Dal secondo semestre 2010, in collaborazione con la Cooperativa Fraternità Sistemi, che trattiene il 25% delle somme recuperate, il Comune ha avviato una puntuale verifica  dei tributi locali, ipotizzando l’esistenza di evasione dell’ICI sulle aree edificabili e di accatastamenti impropri degli immobili finalizzati anche all’esenzione dell’ ICI sulla prima casa e relative pertinenze. Il dato emerso è rilevante, le imposte evase da chi, pur essendo proprietario di aree edificabili, per anni non ha pagato nulla o versato importi in misura inferiore al dovuto, sono quantificabili in circa due milioni di euro. “L’Amministrazione Comunale – prosegue Avanzini – si è limitata ad applicare la normativa in vigore dall’anno 2000 ed i successivi adeguamenti, senza introdurre alcun nuovo cambiamento, ad esempio nel 2006  venne stabilito il valore minimo di 50 euro al metro cubo per il Centro Storico, al fine di incentivarne il recupero e quello massimo di 450 euro al mc per le zone a lago. L’azione si è resa necessaria, oltre che per equità verso i cittadini, per evitare che l’evasione andasse in prescrizione”. Chi si è attenuto alle tabelle fissate non ha nulla da temere e non è soggetto ad ulteriore controllo, ma chi non ha rispettato i parametri viene sottoposto  a verifica e nel caso di omesso o parziale versamento riceve l’avviso di accertamento: la richiesta comprende l’imposta calcolata sul valore dell’area comunemente in commercio, maggiorata delle sanzioni e degli interessi di legge.

“E’ innegabile che vi siano state proteste sfociate nel ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, anche perché, in alcuni casi, la somma derivante da anni di evasione più le varie penali, è considerevole”. Coloro che si ritengono ingiustamente tartassati possono opporre le proprie osservazioni, l’Ufficio Tributi è disponibile ad esaminarle, così come l’Ufficio Tecnico vaglierà eventuali perizie contro deduttive. “Non solo, i  proprietari di terreni hanno la facoltà di chiedere la riduzione o l’azzeramento della capacità edificatoria, con analoghi e conseguenti effetti sul calcolo dell’ICI. Devono solo compilare il modulo che è stato inviato a tutti i capofamiglia allegato al Notiziario Comunale o ritirarlo in Comune e riconsegnarlo all’Ufficio Tributi entro il 31 Ottobre 2011. Per effetto della nuova classificazione, in termini di diminuzione o azzeramento della potenzialità edificatoria, su quelle aree pagheranno meno o addirittura nulla”. Un’apposita variante del Piano di Governo del Territorio sancirà la nuova situazione: “Il nostro – conclude – è un territorio di pregio, con valori raramente in diminuzione, ne siamo tutti consapevoli; chi ha il privilegio di possederne una parte, ha il dovere di contribuire al benessere della comunità tramite il congruo versamento delle imposte assegnate”.

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