Castiglione delle Stiviere, la parabola di Lukuman Busari: da disperato a bombarolo

I fatti

La vicenda di Lukuman Brusari, 49 enne, operaio, di origine nigeriana, è il fatto di cronaca che scosso la comunità di Castiglione delle Stiviere nella giornata di lunedì 2 maggio. Brusari rifiuta di abbandonare la casa per cui ha avuto lo sfratto da alcuni mesi, all’invito di Sindaco e assistenti sociali Brusari risponde come da mesi era solito fare, con la minaccia cioè di farsi saltare in aria. Per eseguire lo sfratto, esaurita la parte diplomatica, si fanno intervenire forze dell’ordine e pompieri che, come prima cosa, tolgono la corrente in quanto i vicini raccontano che Brusari ha bombole del gas in casa. I pompieri tentano di segare la porta dell’abitazione e le scintille della sega elettrica fanno il resto. Le esplosioni si sentono in paese, 6 persone restano ferite, la piccola via Mulini è piena di detriti, la casa di Brusari non crolla all’esterno al momento dell’esplosione, ma le pareti interne si. Si pensa che l’abitante sia morto, in realtà, dopo una notte di ricerche Brusari esce dal suo bunker e corre verso piazza Dallò dove verrà arrestato dalle forse dell’ordine.

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Letta così  la vicenda appare, dunque, come il gesto sconsiderato di uno squilibrato che, in preda a un momento di delirio, ha fatto una follia. La storia, invece, è più articolata e complessa e se, da un lato, tutto questo non è una giustificazione al gesto sconsiderato che poteva degenerare in una strage, dall’altro permette di leggere in controluce cosa sta accadendo al paese che ha dato vita a una legge così importante, da un punto di vista civile e umano, come la “Basaglia” giusto trent’anni fa. La testimonianza di Ernesto Valerio, vicino di casa di Brusari, è significativa: “La situazione era conosciuta da tempo. Abito da due anni in via Mulini e personalmente, con alcuni vicini della corte ex trattoria Mantovana, avevamo interpellato i carabinieri telefonicamente e dal vivo: di fatti erano numerosi i problemi causati dal sig. Busari: schiamazzi notturni, minacce, ingiurie, tv e radio a volumi elevatissimi per ore ed ore, oltre che incontri dal vivo, in strada, trovandolo con coltelli e macete in mano nel cuore del giorno. Mai nessuno, magistrati o amministratori pubblici, si è preso la responsabilità di dare il via ad un eventuale sfratto coatto, che era ciò che pendeva sulla testa del sig. Busari, rendendo impossibile il lavoro delle forze dell’ordine, ad esclusione del mero passaggio di vetture o uomini, di tanto in tanto. Si è dovuti arrivare a una situazione estrema, con rischio di feriti e di crolli, oltre che un disagio enorme, per far smuovere realmente qualcuno: la tipica tempistica italiana dell’allarme e dell’emergenza e mai, e sottolineo mai, della prevenzione. Le nostre case, esclusa l’unica che ha l’ingresso sulla strada, non hanno subito danni se non un po’ di calcinacci nelle sale e detriti  e vetro in cortile. Avremo soltanto disagi ora data la chiusura della strada per la messa in sicurezza dell’abitazione danneggiata, che credo durerà diversi giorni”.

Luca Cremonesi

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