Desenzano da Serie A: Massimo Volta, dal lago di Garda a Genova

volta contro robinho

Anche la piccola Desenzano ha il suo orgoglio calcistico, un po’ di lago di Garda in una città di mare come Genova. Massimo Volta ha ancora tutto il tempo per fare carriera (ha compiuto 24 anni il 14 maggio scorso) e può già vantare una stagione intera, praticamente da titolare, nella massima serie con la maglia della Sampdoria.

Peccato per l’annata ‘maledetta’: per la prima volta dal 2003, anno della tanto attesa promozione, i doriani lotteranno fino all’ultimo per evitare la Serie B. Non c’è grande ottimismo in casa Samp, negli ultimi tempi abituata a giocare per obiettivi decisamente più importanti, come la Champions League dello scorso anno. Tutto è cominciato a gennaio, quando lo shopping delle milanesi a caccia del tricolore ha portato via Antonio Cassano (in rotta con il presidente Garrone) e Giampaolo Pazzini: impossibile rifiutare un’offerta di circa 15 milioni di euro più contropartita tecnica (Jonathan Biabiany). “Sono andati via i due giocatori più rappresentativi – spiega Volta – Da allora abbiamo avuto molte difficoltà nel creare gioco, e soprattutto nel fare gol. Ma ripeto, nel complesso è stata un’annata maledetta, indipendentemente dalle due cessioni eccellenti. Anche se stiamo parlando di due campioni”.

Maledetta come il gol che ha deciso l’ultimo derby della Lanterna, la rete del quasi sconosciuto Boselli a tempo più che scaduto. “Il derby è una partita che coinvolge tutta la città, è sentita alla grande – continua il centrale classe ’87 – Genova è una città molto caotica, una città stretta, a metà tra il mare e la montagna. Ma come tutte le città che si affacciano sul Mar Ligure, possiede un fascino particolare”. Passare da una realtà provinciale ad una realtà metropolitana non è mai così facile, soprattutto nella città dell’eterna contrapposizione tra rossoblu e blucerchiati, nella città dei caruggi e delle lotte sociali, nella città del malfamato porto e del più rinomato centro: “Genova è un vero casino, ha i suoi pro e i suoi contro. Ci sono tante cose positive, ma anche tante cose negative”. Una piazza così importante, e così ricca di pretese, così attaccata al calcio, non sempre digerisce i risultati negativi, e alla notorietà piacevole di inizio stagione spesso può sovrapporsi la critica anche feroce dei tifosi più sfegatati, nei momenti più difficili.

Nato e cresciuto a Desenzano del Garda (ha frequentato la scuola secondaria superiore più  bella del lago, il Liceo Bagatta), Massimo matura calcisticamente nel Carpenedolo, dopo un breve passaggio dalle giovanili del Brescia, fino al grande salto in maglia Doria nell’estate del 2007, quando viene ‘girato’ in prestito al Foligno (in C1). Nel mercato estivo del 2008 Volta viene ceduto in comproprietà al Parma, nell’ambito del trasferimento di Daniele Dessena alla Sampdoria. Poi ancora in prestito a Vicenza (29 presenze e 3 reti) e a Cesena (38 presenze e un gol, oltre alla promozione in Serie A).

Nel 2009-2010 Massimo Volta viene eletto miglior difensore della Serie B, una stagione per lui indimenticabile. “Ho dei ricordi incredibili a Cesena – racconta – E’ stata un’annata stupenda, e la promozione in A è stata il giusto coronamento per un gruppo fantastico. A Cesena si stava bene, eravamo tutti amici veri, anche fuori dal campo”. In Romagna ritrova il suo allenatore ‘storico’ Pierpaolo Bisoli, che lo ha fatto crescere nel Foligno, oltre a nuovi compagni dal grande carattere e dal grande cuore, come Marco Parolo ed Emanuele Giaccherini. Negli anni in Serie B non si è mai risparmiato, nemmeno con la ‘sua’ squadra, il Brescia: “Sono stato molto fortunato con le Rondinelle, ho sempre fatto gol. E’ davvero bello poter giocare contro la squadra per cui hai sempre tifato, è una sensazione unica. Mi dispiace che non ce l’abbia fatta a salvarsi quest’anno, se lo sarebbe meritato”. E a giocare in biancoblu ci ha mai pensato? “A breve direi proprio di no, magari a fine carriera. A Brescia mi sono trovato male, anzi mi hanno trattato male. In poche parole, mi hanno scaricato”.

Quest’anno il grande exploit professionale, con l’esordio in maglia doriana, ma non in campionato, in Champions League. “Ho esordito prima in Champions che in Serie A – ricorda divertito – Direi che non succede a tutti: l’ho saputo solo poche ore prima, è stata un’emozione incredibile”. A Brema finisce 3 a 1 per i tedeschi del Werder, sei giorni dopo al Marassi la Samp sfiora il colpaccio, e viene eliminata solo ai supplementari. In meno di un quarto d’ora Pazzini segna una doppietta, poi a cinque minuti dal termine ci pensa Cassano, di tacco, ma quando tutto sembra già deciso al ’48 della ripresa Rosenberg infila Curci dalla distanza. Sarà Claudio Pizarro a realizzare il 3 a 2, che purtroppo significa eliminazione: “La partita di ritorno, nel bene o nel male, non la dimenticherò mai. E’ stata la partita più importante della mia carriera, quella più significativa. Vincevamo 3 a 0 fino al ’90, poi è andata come è andata”.

Una stagione di alti e bassi per la Samp, ma Volta ha sempre mantenuto un buon rendimento, e sfiorato le 30 presenze nella massima serie. Non è comune giocare contro gente del calibro di Seedorf, Del Piero, Ibrahimovic o Eto’o: “La prima volta quasi non ci credi, quando scendi in campo e i tuoi avversari si chiamano Milan o Inter. La seconda volta cominci a rendertene conto, e ti impegni al massimo per dimostrare il tuo valore”. I più forti del campionato? I più difficili da marcare? “Senza dubbio Eto’o e Ibra. Sono davvero di un altro livello, di un altro pianeta. A dir poco devastanti”.

E’ tempo di bilanci, la stagione è al termine, e per la Sampdoria potrebbe esserci un’amara retrocessione (al momento dell’intervista la squadra poteva ancora giocarsi la salvezza, ndr). Ma il futuro di Massimo Volta? Magari una convocazione in maglia azzurra. “Alla Nazionale ancora non ci penso, è ancora presto. Voglio farmi almeno un altro paio d’anni di Serie A, poi vedremo”. Meglio essere umili e poi chissà, tanto sognare non costa niente. Senza mai scordarsi delle proprie origini: nonostante tutto, Desenzano è ancora il suo paese preferito.

Alessandro Gatta

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