Il sacro Sercol: da un remoto passato, l’ultimo mistero del bresciano

La pietra con un "uomo adorante il sole"

In 6 ore si arriva a New York. In 12 a Bangkok. Una semplice telefonata ed ecco che possiamo salutare nostro cugino a Tokio, o l’amica a Rio de Janeiro. Basta connettersi ad Internet, ed ecco che subito si visualizzano le foto delle Piramidi di Giza, della Grande Muraglia,dell’isola di Pasqua pronte a soddisfare gli occhi di curiosi seduti a casa su comode poltrone. Tutto sembra già essere scoperto.

Ma ci fu un’epoca in cui il mondo era più grande… un’epoca di viaggiatori ed esploratori, di deserti sterminati da attraversare,di inaccessibili montagne da scalare,di antiche città sepolte e tombe di grandi re da ritrovare… Era l’epoca di Schliemann e della sua Micene,di Evans e di Creta minoica,di Carter,che riportò alla luce la tomba del re Tutankhamon. Un epoca di uomini che seguivano leggende e scoprivano verità.

Sono passati tanti anni da quelle imprese, ma ancora per una volta una leggenda è riuscita a guidare due ricercatori sognatori ad una grande scoperta… Un leggenda che parla di un luogo maledetto, tabù, celato per millenni dal bosco impenetrabile sulla cima del Monte Cavallo, a Nuvolera. Racconti del filò e dicerie,bisbigliati da anziane a bambini con gli occhi sgranati dal terrore di fronte al fuoco durante le lunghe sere invernali.Di generazione in generazione,così il misterioso Sercol ha attraversato i secoli,per giungere fino a noi.

Venuti a conoscenza di questa leggenda ormai morente, impadroniti da quella curiosità che proprio non si può soffocare, abbiamo deciso di indagarvi, utilizzando le tecniche che la tecnologia mette a disposizione. Installato il programma di visione satellitare Google Earth,che permette di scrutare il globo intero dal cielo con una buona definizione,abbiamo scandagliato palmo per palmo il Monte Cavallo, ed ecco che proprio sulla cima vediamo apparire una misteriosa geometria, appena visibile,soffocata dalla vegetazione com’è: un grandioso cerchio di pietre bianche, del diametro di circa 40 m, a quota 420 m, con un cumulo di massi centrale.

Individuata la posizione, subito organizziamo un sopralluogo. Armati di macchina fotografica e della giusta strumentazione,dopo pochi giorni diamo l’assalto alla cima del Monte Cavallo e al suo Sercol leggendario. Arrivarci da Nuvolera è molto difficoltoso, ma passando per Virle, un antico e ripido sentiero,impraticabile durante la stagione invernale,riesce a condurre a poche centinaia di metri dal punto che sulla mappa che abbiamo disegnato frettolosamente abbiamo contrassegnato con una X.

Stanchi e accaldati, dopo aver superato rovi e sterpaglie giungiamo finalmente sul posto. Ed ecco che abbiamo potuto effettivamente riscontrare i segni di una remotissima presenza umana.Un gigantesca pietraia disposta a cerchio perfetto,realizzata ammassando parecchie centinaia di tonnellate di pietra bianca,si estende davanti a nostri occhi. Ma la funzione della grande struttura, in totale stato d’abbandono,risulta di difficile interpretazione,occultata com’è dalla vegetazione e da strani massi dove l’erosione carsica crea curiose suggestioni che traggono in inganno l’occhio.

Opera umana,indubbiamente,ma con quale scopo? Ci troviamo forse di fronte ad un’antico castelliere,una fortezza dell’età del bronzo ormai dimenticata? O forse ci troviamo in un luogo sacro,dove tra misteriose liturgie venivano onorati antichi Dei?

All’eccitazione derivante dal ritrovamento si unisce subito il bisogno intellettuale di dare risposta a queste domande. Un volta allertata la Sovrintendenza,la notizia arriva ben presto alla carta stampata, ed Enrico Grazioli vi dedica un bell’articolo su Bresciaoggi, che riesce a superare di molto e in fretta i confini della provincia. Infatti, proprio mentre siamo impegnati nello studio del cerchio di pietre, veniamo a conoscenza dell’interessamento al sito da parte di un esimio studioso, il dott. Alberto Pozzi della prestigiosa ed antica Società Archeologica Comense, tra i massimi esperti in Italia e in Europa per conoscenza di strutture megalitiche e architetture sacrali preistoriche e protostoriche. In breve fissiamo un incontro per l’ennesimo sopralluogo al Sercol.

E qui, Alberto Pozzi, che da cinquant’anni gira il mondo per motivi di studio, dalle necropoli irlandesi fino ai remoti Moai dell’Isola di Pasqua, non ha dubbi: quello che ci ritroviamo davanti è un antichissimo luogo sacro, un cerchio delimitativo di una zona sacra, senza funzioni difensive ma con scopo di culto e molto probabilmente di osservazione astronomica. Una vera e propria Stonehenge italiana.

Un caso estremamente raro,se non unico,per il nostro Paese. Frutto di una civiltà progredita e con raffinatezza costruttiva, data la regolarità del cerchio, è stato costruito da parecchi uomini facenti parte di una comunità cospicua e con un’economia abbastanza forte da poter permettere loro di allontanarsi per lungo tempo dal lavoro dei campi per dedicarsi alla sua costruzione. Al suo interno, alla luce delle fiaccole, antichi sacerdoti recitavano preghiere e compivano sacrifici per scongiurare la siccità e garantirsi ricchi raccolti,

magari traendo gli auspici per l’anno a venire scrutando le viscere ancora palpitanti della vittime consacrate alle divinità. Al di fuori, invece, una folla trepidante guardava con eccitazione e timore reverenziale la lama di selce che compiendo il gesto sacrificale assicurava la sopravvivenza per il futuro. E i canti della cerimonia, a tratti sommessi, a tratti invece urlati e quasi estatici, scendevano dal pendio della montagna sacra riecheggiando nelle valli.

Una pulizia del sito dai rovi e e dagli arbusti potrebbe poi rivelare la presenza, nei pressi degli ingressi, di traguardi d’orizzonte: ovvero di steli o menhir indicanti la posizione del sole durante le stagioni, informazioni di vitale importanza per popolazioni agricole che necessitavano di conoscere i momenti più adatti per la semina.

Ma l’intera collina potrebbe riservare sorprese. Vista la presenza di un luogo sacro, non è da escludere la presenza di una necropoli nelle vicinanze, ipotesi avvalorata anche da testimonianze di ritrovamenti di antichi resti umani a non grande distanza. Per il dottor Pozzi è quindi necessario indagare la zona e cominciare saggi di scavo che porterebbero molto probabilmente a molte scoperte.

La notizia è diffusa, persino il quotidiano nazionale “Il Giorno” vi ha dedicato ampio spazio e molti occhi cominciano di nuovo a scrutare con rinnovata attenzione una località di straordinario valore archeologico e naturalistico. È quindi nostra soddisfazione e motivo di orgoglio aver avuto l’opportunità di gettare nuova e doverosa luce sull’antico Sercol di Nuvolera, e in attesa di scavi specialistici, di aver contribuito con una piccola tessera alla ricomposizione dell’antica e gloriosa storia bresciana.

I due giovani studiosi e appasionati di storia che hanno portato alla ribalta il Sercol sono i due desenzanesi Armando Bellelli (autore dell’articolo) e Marco Bertagna

78 Comments

  1. augusto delbianco says:

    è una scoperta eccezionale ! fammi sapere il seguito . augusto

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    • giorgio eire says:

      grande bufala nessuna scrta il sercol è conosciuto dalla gente del luogo da piu’ di cento anni tanto è vero vi è un cartello stradale indicatore che indica con precisione il luogo .tutte balle quelle dei due desenzanesi ho delle foro che ho scattato sul luogo piu’ di 20 anni fa’ . nessuna scoperta . i due desenzanesi hanno solo il merito di avere publicizzato il luogo.le vere scoperte sono altre. Giorgio

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  2. Riccardo Bazoli says:

    Che bell’articolo !!Interessantissimo !!Dove posso trovare il giornale cartaceo con l’articolo?Grazie

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    • L’articolo è disponibile solo online.

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    • giorgio eire says:

      AHHH eCCO IL VERO MOTIVO POLITICO FANFARONI IL COMUNE DI NUVOLERA VUOLE USCIRE DAL PARCO DELLE COLLINE ECCO CHE ARRIVANO DUE MAGICI ARCHEOLOGI DI SINISTRA AMICI DI UN GIORNALISTA DI SINISTRA SI PERCHE’ IL PARCO DELLE COLLINE HA UNA FEDE DI SINISTRA…. CHIEDETELO A EX SINDACO DI BRESCIA CORSINI:::: E IL GIOCO è FATTO …NUVOLERA AMMINISTRAZIONE DI DESTRA NON PUO’ PIU USCIRE DAL PARCO::::: VERGOGNATEVI BERTAGNA E C.

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      • Marco Bertagna says:

        Caro Giorgio,
        la pochezza intellettuale del tuo messaggio mi imporrebbe di non rispondere ma lo farò comunque, dato che è un’accusa che spesso ci viene mossa.
        Innanzitutto, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, noi di questo parco non ne sapevamo nulla prima del can can mediatico che si è alzato. Se hai letto bene, noi siamo di Desenzano e francamente ne abbiamo già qui di grattacapi da sbrogliare, senza cercare ulteriori divertimenti a Nuvolera e dintorni.
        Poi, parliamoci chiaro, se la riscoperta del Sercol serve a far rientrare Nuvolera nel parco delle colline, io ne sono ben contento, perchè in tal modo godrebbe di maggiore protezione di quella che i cavatori – tuoi amici, deduco – darebbero a questo manufatto.
        Altro punto: chi è il giornalista di sinistra? Sei sicuro che sia di sinistra? E’ lo stesso che ha curato l’intervista ad un altro – presunto, molto presunto – ricercatore, della Lega, sulle pagine del Bresciaoggi, sempre a proposito del Sercol. Bell’amico di sinistra che ci ritroviamo.
        Dimenticavo, Armando è segretario del circolo Fli di Desenzano. Insomma, tutto quello che serve per gridare alla combutta di una vera e propria banda di comunisti!
        Inoltre, chicca finale, so che voi vorreste uscire dal parco e sventrare il monte Cavallo, da bravi bresciani innamorati del proprio territorio, ma son venuto a sapere che restare all’interno del parco costerebbe “addirittura” 11.000 euro annui, poco più del doppio di quello che la presente amministrazione ha deciso di conferire a due “studiosi” per sopralluoghi estemporanei, acritici e non scientifici sul sito del Sercol stesso. Mentre, grazie all’Unione Europea, se Nuvolera restasse nel parco, quest’anno potrebbe spartirsi con gli altri comuni (mi pare 4) circa un milione di eurini di fondi. Informati, va là, la prossima volta.
        Marco “Rosso di Vergogna” Bertagna

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      • giorgio says:

        pochezza intellettuale o no… sta’ di fatto che non avete scoperto proprio nulla ….che palla google earth che vi ha aiutato nella ricerca ma informatevi i bambini a nuvolera vanno da anni a fare il pic nic al sercol bella scoperta la vostra….vergognatevi egocentrici il sercol lo conoscono tutti voi non avete scoperto nulla l’unico merito forse.. è quello di avere un amico al giornale di brescia che vi ha scritto l’articolo….se hai coraggio smentisci il fatto che il sercol nessuno lo conosceva …….altro che archeologi…siete dei comici che si fanno fotografare…

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      • marco says:

        Ah dimenticavo se vi serviva pubblicita’ potevate andare a giza e dire di aver scoperto la piramide di …………..oppure a newgrange e dire di avere scoperto un tumulo …buona fortuna induìiana jones della domenica

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      • Egregio Giorgio,
        io non so bene cosa intenda lei quando dice “giornalista di sinistra”. Anzi, forse lo ho ben presente, ma preferisco fingere di non saperlo. Poiché lavoro per testate libere o in questo caso ne dirigo una altrettanto libera, metto come massima priorità la correttezza dell’informazione. Questioni di deontologia. Di quello che fanno Bellellei, Bertagna, comitati vari, Comune, Liloni, opposizioni, Pozzi, Sovrintendenza – gli ho elencati in ordine alfabetico – a me interessa poco, a livello personale: sono scelte di cui gli attori in questione risponderanno a chi di dovere, con l’augurio che ognuno possa compiere il miglior lavoro possibile. A me del Sercol, di Nuvolera, del Parco o delle cave non interessa granché. Solo una questione professionale, dovere di cronaca.

        L’unica cosa che mi sento di commentare, al di fuori della cronaca, è che nulla è una novità, una scoperta, in questo ambito, a questo livello. Nessuna opera umana lo è ormai. A qualcuno va il merito di averne fatto parlare al di fuori della cerchia ristretta cui era consegnato, ad altri va il merito di averlo studiato e quindi scriverne in un’opera con grande dovizia di passione, ad altri acora in futuro potrebbe andare il merito di una definizione storica e quindi definitiva.

        Auguro a tutti un buon lavoro. A Liloni per il lavoro fin qua svolto e per la futura opera monografica, a Bellelli e Bertagna per la passione messa (il loro amore per la storia e i reperti è noto nell’alto mantovano con la questione delle lapidi ebraiche), al Comune per poter tutelare e valorizzare il sito archeologico. L’augurio è che in futuro la Soprintendenza possa veramente avere tempo e, soprattutto, soldi per potere studiare il sito.

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      • Marco Bertagna says:

        Caro Giorgio (o, almeno, questo è il nome fittizio dietro cui ti nascondi, mio pavido interlocutore),
        la differenza tra me e te, anzi, tra noi e te, è che gente come te in “20 anni che si conosceva” non ha mosso un dito, ora grazie ad Armando e me il sito verrà sottoposto a tutela. Ti pare poco? Scusa ma onestamente ti sei fatto un autogol clamoroso.
        Voi (intendo tu e gli altri rancorosi che si stanno scagliando contro di noi) in 20 anni non siete stati capaci di fare nulla (NULLA! NULLA SANTO CIELO!), a parte lasciarlo sommergere dalla vegetazione e rischiare di farlo diventare una bella cava di marmo o un ricordo dei tempi andati. O al massimo sarebbe rimasto un posto – come miseramente dici – per pic nic. Congratulazioni.
        Dimenticavo: leggi il mio commento ad Algo Carè (basta che scorri la pagina, verso il basso ovviamente!), in cui riconoscevo senza problemi che non si tratta di scoperta. Se poi i giornali, giustamente, puntano su questo nome per vendere di più – e in ultima analisi per fare il bene del sito archeologico – ben venga il termine “scoperta”.
        Guarda caso, tra l’altro, ora che abbiamo smosso le acque si svegliano tutti (L. & Co.) da un sonno ventennale per vantare la paternità della scoperta. Ci volevamo noi, detto chiaro e tondo e – perdonami, ma posso permettermelo – immodestamente, per riportare il Sercol alla notorietà meritata.
        Non solo! Tanti presunti esperti e conoscitori del Sercol ora fanno conferenze e interviste in cui espongono… teorie per la prima volta divulgate grazie ad Armando e a me, che ci siamo avvalsi delle consulenze di grandi studiosi. Simpatico, non trovi? Siamo dei pagliacci ma buoni per saccheggiarci le nostre idee.
        Infine, io non ti rivolgo inviti a vergognarti, appare chiaro dai tuoi messaggi sconclusionati che non puoi avere idea di quel che dici, sei senza dubbio la “maschera” di “qualcuno”, quindi non ho rancori verso di te, di questo puoi stare tranquillo. Ti perdono per le parole dure. Mi ha fatto comodo però la tua scialba figura per rispondere anche ad altri maliziosi che sicuramente avranno guidati i tuoi incerti passi. E di questo ti sono debitore!
        Grazie infinite,
        Marco Bertagna

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      • alfredo says:

        rimango nel vedere i due presunti ricercatori immortalati sul luogo tanto acclamato ,forse hanno sete di gloria si sono proposti a qualsiasi giornale radio rivista , ci vorrebbero anche delle magliette con i loro volti non capisco tutto questo accanimento nel farsi ritrarre …hanno forse bisogno di lavoro????
        oppure edonismo puro????
        di sicuro hanno mosso un bel casino sulla loro immagine , si poteva evitare non vi sembra ?
        questa che comunque non è una scoperta ….è solo una pubblicita’ gratuita…
        saluti Alfredo

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      • Marco Bertagna says:

        Caro Alfredo (o Giorgio con nickname diverso?),
        io lavoro nell’editoria e non vedo per me alcuna prospettiva nel campo archeologico. Io amo i libri e ora che ho la possibilità di crearli (come dipendente, purtroppo non ancora con una mia casa editrice) voglio battere fino in fondo questa strada.
        Quanto alla foto, a dire la verità compare solo uno di noi e, comunque, era richiesta per la stesura dell’articolo.
        Riguardo alla ricerca della notorietà, francamente non abbiamo quasi mosso un dito. Esempi? Il maggiore esperto italiano di megalitismo, Pozzi, ci ha cercato di sua spontanea iniziativa, e pure Cossar, massimo archeoastronomo italiano, ci ha invitati personalmente alla trasmissione radio su Keltoiradio.
        Scherzosamente, caro Alfredo, potrei dire: fortuna audaces iuvat.

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      • Armando Bellelli says:

        Quante polemiche sterili..che desolazione..si dica quello che si vuole..ma ora vi è un fatto inconfutabile:grazie al nostro intervento e alla collaborazione nostra e di eminenti studiosi e ricercatori è stata allertata la Soprintendenza : fra poco il sito sarà di ESCLUSIVA competenza del Ministero dei Beni Culturali e nè comune di Nuvolera nè comitati vari nè altri organi avranno mai più voce in capitolo sulla “gestione”del Sercol.Ora è d’interesse nazionale,ben oltre velleità campanilistiche.La ricerca ufficiale verrà affidati studiosi incaricati dal Ministero di Roma.Mi spiace solo per i bambini che non potranno più farci il pic nic.Ricordo che io e Marco abbiamo avuto l’incarico di avviare studi archivistici e catastali sulla zona del Sercol DIRETTAMENTE dal Soprintendente Generale della Lombardia Dott.ssa Poggiani Keller,che ha iniziato i sopralluoghi tecnici con noi.Incarico che abbiamo accettato con entusiasmo e gratuitamente,spinti solo da passione e dedizione alla ricerca,senza fini di lucro o altro.Naturalmente ciò non impedirà ad altri studiosi e appassionati che invece non sono accreditati in Soprintendenza di dare comunque un loro apporto personale e spontaneo,cha anche se non potrà essere considerato professionistico,avrà comunque una sua contestuale utilità per valorizzare il luogo.
        Concludo invitanto alla calma,alla moderazione e all’educazione,per evitare il ripetersi di ingiuriose espressioni che già,ahimè,hanno ampiamente integrato le fattispecie delittuose disciplinate dagli art.594 ss.del Codice Penale,aggravate dall’utilizzo di un organo di stampa,seppur virtuale, e di competenza della Polizia Postale,organo preposto alla tutela del corretto e pacifico svolgimento delle attività sul web.
        Detto questo,aspettiamo all’arrivo della Soprintendenza.
        Saluti

        Armando Bellelli

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      • franco says:

        scusate ma perchè è stata costruita la farsa riportata sui giornali locali,cito ..attraverso google earth abbiamo scoperto un sito interessante…..non era piu’ semplice dire …a nuvolera esiste un luogo abbandonato che secondo noi ha bisogno di manutenzione ecc. ecc.
        certo costruire una storia come la vostra è stato di sicuro impatto….ma molto basso il colpo che avete tirato alla popolazione di nuvolera… arrivederci e grazie

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      • Armando Bellelli says:

        Cominciamo a citare..
        “proprio sulla cima vediamo apparire una misteriosa geometria, appena visibile,soffocata dalla vegetazione com’è: un grandioso cerchio di pietre bianche, del diametro di circa 40 m, a quota 420 m”…Corriere del Garda

        “Qualche voce era giunta alle loro orecchie, ma a incuriosirli sono state le misteriose geometrie visibili tramite programmi di immagini satellitari come Google Earth”… Bresciaoggi 4 Maggio

        “..riscoperto,grazie alla tenacia di due archeologi dilettanti e di Google Earth”…Il Giorno 26 Maggio

        “..sono bastati una manciata di fotogrammi per accorgersi che effettivamente le fotografie aeree mostravano un grosso cerchio…”..Giornale di Brescia 1 Giugno

        “cito ..attraverso google earth abbiamo scoperto un sito interessante”..frase inesistente ed inventata

        Basta una lettura neanche troppo attenta per accorgersi che è una constatazione,”El Sercol”infatti è apprezzabile solo dall’alto..Ma non ci siamo limitati solo a questo.Grazie alla Soprintendenza lo studio verterà sulle foto della RAF,presentanti uno scenario sensibilmente diverso.Gli archeologi professionisti hanno anche già trovato altre tracce umane che non erano state notate prima.Verranno raccolti dati davvero interessanti.Per questo è prematuro dare valutazioni definitive del luogo che rischiano soltanto di essere controvertite in maniera clamorosa.Ho totale fiducia nella Soprintendenza ai Beni Archeologi,garanzia di studi seri e meticolosiLa popolazione di Nuvolera sarà felice che un loro monumento storico presto sarà tutelato direttamente dal Ministero dei Beni Culturali di Roma Capitale,che provvederà al recupero e alla salvaguardia di esso e di tutta la zona circostante.L’importanza de “El Sercol”sarà così condivisa con tutta la penisola,essendo esso un tesoro per l’Italia intera.

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      • Marco Bertagna says:

        Caro Franco,
        capisco cosa vuoi dire: arrivano mister X e mister Y nel nostro paesello, “scoprono” un manufatto già noto, e poi se ne bullano con il mondo intero.
        Se questo è quello che si è percepito a Nuvolera, io per primo me ne scuso con tutti.
        Non cercavo fama, anche se quella che ho trovato, positiva, costruttiva e fautrice di incontri intellettualmente stimolanti, ammetto che mi ha dilettato non poco.
        Però permettimi di chiarire un punto fermo: quando Armando mi ha trascinato in questa faccenda, io del Sercol e del fatto che fosse conosciutissimo a Nuvolera non ne sapevo assolutamente nulla. Armando aveva leggiucchiato qualcosa e sentito alcune voci, ma che un paese intero ne fosse a conoscenza, proprio no, non lo sapevamo.
        Anche perchè, e ritorno a quanto detto più sopra, mettiti nei nostri panni: ti ritrovi davanti un manufatto del genere e pensi: “Accidenti, ma dev’essere semisconosciuto o comunque pochissimo indagato, altrimenti gli avrebbero già dedicato mostre / convegni / conferenze / ricerche scientifiche SERIE”. Da qui il nostro presupposto che fosse un sito dimenticato, caduto nell’oblio.
        La popolazione di Nuvolera? Colpo basso? Suvvia, Franco, i nuvoleresi saranno contenti ora, ne sono davvero sicuro, perchè se fossero veramente offesi con noi, credimi, dovrebbero esserlo prima con loro stessi. Centinaia di anni con una costruzione del genere e mai nessuno di loro si è preccoupato di divulgarne la conoscenza al mondo (o semplicemente nella provincia di Brescia, se pensi che a Desenzano, 20 km circa di distanza, il Sercol è totalmente sconosciuto). Il tempo credo l’abbiano avuto.
        Perciò, ripeto, sono sicuro che siano contenti che finalmente qualcuno abbia fatto quello che andava eseguito: la rivalutazione nazionale del loro Sercol. Che rimane e rimarrà sempre un monumento di Nuvolera e dei nuvoleresi, non di Bellelli, né di Bertagna o del Corriere del Garda, e di questo so che saranno sempre fieri.
        [E se ora fioriscono monografie, convegni e quant’altro, è immodestamente tutto merito nostro che abbiamo smosso le acque. Possiamo prenderci solo insulti o anche qualche consolazione? 😉
        Mi spiace solo che la monografia che uscirà sarà scientificamente debole, non potendo avvalersi delle ultime rilevazioni e indagini archeo-astronomiche che riserveranno parecchie sorprese…]

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      • Armando Bellelli says:

        Quando io e Marco Bertagna abbiamo iniziato le ricerche al Sercol,eravamo spinti da entusiasiasmo e passione(che non abbiamo perso)..Mai avremmo creduto di creare un polverone tale e di essere trascinati nelle beghe politiche locali.Ci hanno definito dei “sicari politici”inviati contro il sindaco di Nuvolera(di cui non sapevamo manco il nome)..Ci hanno dato dei “fanfaroni di sinistra”..per quanto io sia conclamatemante di Fli(ma mi occupo solo della situazione politica della mia bella Desenzano)…Non abbiamo mai percepito nessun soldo o vantaggio e mai ci è passato per la testa di chiederli o pretenderli.
        Tanto per eliminare una volta per tutte la faziosa voce di partigianeria politica di cui qualcuno ci accusa(anche per occupare il proprio tempo credo),invito tutti i lettorileggere nei link sottostanti l’attività che io e Marco abbiamo svolto nel mantovano per la salvaguardia dell’antico patrimonio ebraico locale,villipeso e vandalizzato.Attività che abbiamo svolto con successo,salvando dalla distruzione diversi preziosi manufati.Quella volta la giunta che abbiamo irritato era una giunta di centro-sinistra,a Viadana.
        Almeno non ci hanno accusato di essere dei “sicari” inviati dal pdl.
        L’unica cosa che ci interessa è lo studio,la ricerca e la salvaguardia del nostro patrimonio storico e culturale,senza scopo di lucro e ambizioni varie.E lontano dalla politica soprattutto…

        http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/04/27/news/gli-studiosi-serve-valorizzare-il-cimitero-ebraico-di-viadana-1.181983

        http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/04/23/news/subito-un-cancello-per-il-cimitero-1.181077

        http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/04/29/news/il-cimitero-ebraico-sara-sistemato-1.182922

        http://www.debsocialclub.com/forum/viewtopic.php?f=8&t=8058

        http://www.viadananotizie.com/2011/04/viadana-salvate-il-cimitero-ebraico.html

        http://www.lavitacattolica.cremona.it/base1.php?id=skarticolo&data=2011-04-28&idrec=1480

        moked.it/italiaebraica/files/2011/05/Italia-Ebraica-6-11.pdf

        Rispondi
  3. Margherita Ghedini says:

    Straordinario!!Un luogo del genere nella nostra Brescia!!Finalmente una notizia davvero interessante !!Ma ci saranno novità??Tenetemi aggiornata!!

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  4. gattopardo says:

    MA CHE BRAVI AVETE RISCOPERTO QUELLO CHE A NUVOLERA TUTTI SAPEVANO PECCATO CHE I COCCI E LE PUNTE DI FRECCIA DELL’ETA DEL BRONZO SONO STATE SCOPERTE UNA DECINA DI ANNI FA DA ARCHEOLOGI PROFESSIONISTI Copia cacheStazione dell’antica età del Bronzo al Bus d’Ernesto di Nuvolera (91 Lo-BS). Bollettino del Gruppo Grotte Brescia, 3: 9-14. Biagi P., Coltorti M. 1981. .. PER LA CRONACA DOCUMENTATA A DIMENTICAVO IL CERCHIO E DI ERA LONGOBARDA STAZIONE DI AVVISTAMENTO COSTRUITO DALLA TRIBU DEGLI ARIMANNI STANZIATI A NUVOLERA ALLA CORTE DELLA BADESSA ERMENGARDA NON LA FIGLIA DI RE DESIDERIO A MENO CHE VIVESSE PER QUALCHE CENTINAIO DI ANNI E PRECISAMENTE ANNO 1155 DOPO CRISTO MEDITATE GENTE MEDITATE SE VOLETE CERCARE IL CIMITERO DEI LONGOBARDI QUELLE ANCORA ESISTE ” èèè GIà””

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    • Riccardo says:

      Che ridere..tutti esperti..forse qualcuno sapeva che a Nuvolera c’era qualche pietra..ma nessuno sapeva cosa fosse…Il bus d’Ernesto è una grotta …Gli arimanni non erano una tribù,ma una casta guerriera longobarda(Hari-Mann,uomo nobile)..nel 1155 i Longobardi non esistevano più da 4 secoli…e le tecniche costruttive medievali erano ben diverse…:-D 😀 😀

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      • gattopardo says:

        esatto el bus d’ernesto è una grotta
        e i longobardi erano stati assorbiti dai carolingi
        http://books.google.it/books?id=gZ75dhMqjYwC&pg=PA133&lpg=PA133&dq=nuvolera+arimanni+ermengarda&source=bl&ots=N59Y4FhVjZ&sig=8EWbotvBEL3pS1vEyFjnupajUB0&hl=it&ei=IkkTT#v=onepage&q=nuvolera%20arimanni%20ermengarda&f=false
        per quanto riguarda el cercol non ricordo se sulla mappa dettagliata del 1701 del catasto di brescia era gia presente.

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      • Riccardo says:

        Gli arimanni di cui si fa riferimento non hanno nulla a che vedere con gli arimanni longobardi,probabilmente è una terminologia presa a prestito con probabile origine spuria.Non sono una tribù e in questo caso neppure casta militare come invece erano quelli longobardi.
        Sta di fatto che nel 1155 di Longobardo in provincia di brescia c’era a mala pena il ricordo..assorbiti dai Carolingi,poi la volta dei Lotaringi,quindi degli Ottoniani e ora degli Svevi..parlare di longobardi in questo è come parlare di antichi romani all’epoca dei vichinghi 😀 …il sistema a caste era stato assorbito da quello feudale,che nel 1100 è già in crisi e prossimo al tramonto,con l’avvento dei comuni.La stessa lex langobardia,delle famiglie nobili,mentre si conserva al sud fino all’avvento normanno,al nord viene presto sostituita dalla lex franca..esempio lampante i Gisulfidi,d’origine longobarda ma passati alla lex franca per l’investitura comitale palatina.

        Rispondi
      • Riccardo says:

        Quindi concludo ricordando che l’era longobarda va dal 568 dopo Cristo con la calata di Alboino fino alla caduta definitiva di Desiderio nel 774..aggiungiamo un secolo di scarto,toh,perchè la cultura un poco è sopravvissute..ma non 4 secoli,dai..è una castroneria storica spaventosa,smentita da ogni storico del mondo..ogni altra datazione è pura amenità che lascia il tempo che trova 😀 😀 😀 …

        Rispondi
      • franco says:

        ti riferisci alla costellazione di orione ???

        Rispondi
  5. gattopardo says:

    ha ragione il mio collega a dire che sono stati gli annunaki :e che è una di stonehenge in effetti è la fotocopia esatta :va be fate quello che volete se vi interessa vi affittiamo la casina che dista 300 metri dal sercol alla modica cifra di 1000 euro a testa per settimana anticipati e per i souvenir ci organizziamo vi aspettiamo a migliaia non poteva andarci meglio di cosi.

    buon proseguimento by by

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  6. Algo Carè says:

    Forse vale la pena di segnalare ai lettori, fatti i dovuti accertamenti, quella che sembra essere un’interessante “scoperta” del 2008: http://www.nuvolera.net/Storia/El%20Sercol.htm (http://www.trattoriagardesana.it/varie%20notizie.htm, http://www.demologia.it/brescia/feste/200nuvolera/sercol.htm). Si scoprono fatterelli e coincidenze interessanti. Si parla già lì di Stonehenge bresciana e vi si aggiunge che “il merito della suggestiva scoperta va tutto a Manlio Faini e al suo inseparabile amico Angelo Confortini”. Ce n’è abbastanza per abbassare i toni delle rivendicazioni di “paternità”?

    Rispondi
    • Marco Bertagna says:

      Caro Algo,
      io te ne segnalo un’altra: G. Maccarinelli, “Nuvolera. Corte di Santa Giulia”, bel volume monografico sulla cittadina di Nuvolera, in cui alle pp. 11-12 si parla proprio del Sercol. Il libro, patrocinato dal Comune di Nuvolera, è uscito nel 2003.
      Io aborro il termine “scoperta” quando tale non è, quando cioè l’oggetto, la costruzione, il luogo sono già noti da tempo. Così era per il Sercol. Di fatto però Armando ed io non conoscevamo né il libro del 2003, né il fatto che il Sercol fosse molto conosciuto tra gli escursionisti di Nuvolera. Leggemmo, questo è vero, la vicenda dei Faini, ed è per questo che io personalmente non volevo si parlasse di scoperta.
      Detto questo, vorrei però anche spendere due parole per difendere il nostro operato. Il Sercol era già noto, questo ormai è appurato, ma ciò scredita più noi o la gente che lo conosceva ma non ha mai mosso un dito per tutelarlo o per indagarlo, accontentandosi di fantasiose teorie smontate in un batter d’occhio da Pozzi al primo sopralluogo? Le condizioni in cui versa sono sintomo di un disinteresse che definirei colpevole per un manufatto da cui una cittadina come Nuvolera dovrebbe trarre motivo di orgoglio.
      Solo grazie a questa “riscoperta” (va anche detto che giornalisticamente il termine di “riscoperta” suona meno suggestivo di “scoperta”, non credi?) si sono mossi studiosi, archeologi, geologi, archeoastronomi di fama, nonché il Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia, Dott.ssa Pagani-Keller, che ieri, dopo un sopralluogo, pare seriamente intenzionata a bloccare ogni velleità contro il monte Cavallo per permettere un attento studio del sito. Già, perchè se le cose fossero rimaste note ed ignote al tempo stesso, la sopravvivenza del Sercol sarebbe stata indirettamente appesa solo al combattivo Comitato per la difesa del Parco delle Colline di Brescia che si batte per salvare il monte Cavallo da un imminente sventramento per la realizzazione di una nuova cava di marmo.

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  7. Gatto Pardo says:

    QUESTO FORSE PUO’ AIUTARVI .
    (le distanze dal sito e le coordinate sono state tolte per evitare depredazioni)
    AVETE DIMENTICATO DI SONDARE ANCHE SOTTONIGOLI “sòt nigoi” STESSO MONTE SI TROVA SUL FIANCO SUD OWEST
    IL NONNO DEL NONNO DI MIA NONNA DICEVA CHE IN QUEL PUNTO ESISTE UNA FOSSA IN CUI SUL FONDO SI TROVAVANO I RESTI DEGLI ANTICHI.
    ci sono stato l’estate scorsa e la fossa esiste ma di calarmi con le vipere in circolazione non ci penso nemmeno, e il nido della poiana non disturbatela per favore siate cauti è lei la vera custode,
    E PER CORTESIA CHIAMATELO COL SUO NOME “èl sercol” DA SEMPRE USATO DAI NATIVI NUVOLERESI CHE CONOSCONO LA SUA STORIA TRAMANDATA ORALMENTE ,POI SE CI SARA DELL’ALTRO STAREMO A VEDERE E BEN VENGA

    ricordate
    “EL SERCOL”

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    • Armando Bellelli says:

      Grazie mille della segnalazione.La gireremo alla Soprintendenza 🙂 ..Per quanto riguarda la teoria dei Longobardi(io non sono d’accordo ma ascolto tutto..) da dove viene?C’è una tradizione orale o qualcosa di simile?Poi mi interesserebbe vedere dove è presente el Sercol sulle mappe antiche.Hai la sicurezza che sul catasto del 1701 sia presente?Ci sono altre mappe,magari più antiche che tu sappia?Se ne hai una copia,potresti scannerizzarmelo per favore?Poi vorrei dare un’occhiata all’archivio parrocchiale magari,se presente..Grazie..Armando

      Rispondi
      • da gattopardo in questo momento non mi va adsl e ti rispondo da mia cugina sulle mappe del catasto non ho copia e non so se segnato ma sta sicuro che se quando e stata fatta la mappa era presente lo hanno segnata ,dovreste andare al catasto e fare richiesta di visionare la mappa del 1701 sono bellissime e di una precisione certosina, per quanto riquarda l’origine longobarda o forse romana come punto di osservazione e la piu plausibile perche la strada da brescia passava dietro il monte essendo presenti le paludi e aquitrini saliva da molvina una saliva a serle e laltra prosequiva verso val sabbia e lago a san bortolomeo cera il convento e tutti i libri scritti a nano dai monici ora sono in vaticano o a venezia da informarsi di questo e possibile alla prossima adesso devo andare
        gattopardo

        Rispondi
    • franco says:

      costellazione di orione ?

      Rispondi
  8. L’argomento cultural-archeologico dell’argomento è tracimato in critiche, lamentale, forse offese e quant’altro. Quando ne scrissi per la prima volta sul Bresciaoggi non pensavo si creasse tutto questo, non pensavo potessa mai rientrarvi la politica. Spero che il tutto possa rientrare nei canoni della più civile e pacata conversazione, momento costruttivo e di dialettico confronto. EG

    Rispondi
    • Gatto Pardo says:

      in politica il caso non esiste e visto che nel comune di appartenenza del cercol da giorni si raccoglievano firme per il referendum comunale sul parco delle colline non e visto come un caso che tutto questo sia uscito per attirare consensi pro parco ,omettendo che gli stessi che ne parlano da oltre un decennio e ai tempi in carica non hanno mai inviato alcune richieste a chi di competenza per l’attivazione di esso e nulla fu fatto da allora ,ed ora è strumentalizzato come cavallo di battaglia,ma questo è un’altra storia.
      sicuro che di tempo sulla postazione ne avete dedicato, e non tutto è perduto poiche di qualsiasi datazione sia e comunque vecchiotto ,
      secondo in basso a destra all immagine dovrebbe esserci una costellazione forse vi e sfuggita ed è determinante.
      terzo presso l’accademia scientifica di vienna sono custodite delle trascrizioni di lapidi il latino di epoca romana in cui si ringrazia la comunità allora chiamata vico o vicus per delle opere costruite sul territorio,
      quarto può essere che questa locazione sia stata usata a piu riprese in epoche diverse e per motivi diversi o simili .da genti diverse
      quinto non è l’unico cerchio della zona ne conosco un altro in zona (TOP SECRET)
      sesto Siete in grado di andare a fondo del lavoro????

      “NON CHI COMINCIA MA CHI PERSEVERA”

      by by buon lavoro
      RICORDATE; TOPOLINO NON ESISTE

      Rispondi
      • franco says:

        sarei interessato ad un eventuale collaborazione con te, contattami Franco Liloni .

        Rispondi
      • Marco Bertagna says:

        Caro Franco,
        spero che se collaborerai con Gattopardo tu possa raggiungere i migliori risultati.
        Io non provo un sentimento di rancore, come avviene in te (e non indago, io, i motivi politici e personali alla base del tuo comportamento sgradevole), per chi permette ad un manufatto umano di uscire da un oblio secolare/millenario. Sono anzi felice, da italiano e – in questo caso – da bresciano. Bresciano che, con i soldi suoi (mi piace ricordarlo), senza chiedere un euro a NESSUNO (alla faccia dei soldi che avemmo guadagnato!), ha contribuito con un amico a dare degna attenzione ad un monumento umano trascurato.
        Quindi, buono studio! E ti auguro successi scientifici proficui.
        Non credo tuttavia sia possibile ottenerli al di fuori del lavoro ufficiale della Soprintendenza, dato che tu non hai le qualifiche necessarie (neppure io, del resto), e di archeologi della domenica l’Italia purtroppo è piena. Per questo Armando ed io ci siamo affidati ai migliori studiosi italiani del campo. Il tempo dell’improvvisazione, se mai c’è stato, per noi è finito. Lavoreremo per il Sercol (indagini d’archivio et similia), ma ora la parola tocca a chi veramente è in grado di parlare.
        Ritornando alla collaborazione con Gattopardo, spero tu possa far valere con lui la tua onestà intellettuale che con noi ha davvero scarsamente brillato (e tu sai bene a cosa alludo).
        Un caro saluto,
        Marco Bertagna

        Rispondi
      • franco says:

        per quanto riguardo il rammarico nei vostri confronti da parte mia non c’è .
        anzi mi scuso se ho dato origine a malintesi sono pronto a chiarimenti in ambito strettamente personale e liloni stesso si è da tempo consapevolizzato ,dopo l’iniziale entusiasmo che forse gli ha tolto una certa oggettivita’ del fatto che al di la’ dei canali ufficiali è ben difficile operare con una certa oggettivita’.
        Liloni franco oltrettutto non si ritiene nel campo degli archeologi veri ne in quelli della domenica.
        poichè ha disquisito su aspetti archeologici sempre ribadendo lpa valenza ipotetica delle proprie affermazioni perchè personalmente coinvolto nel ritovamento di evidenze sul luogo del quale per altro ha incaricato il dott.Baioni dellla conferma della oggettiva fondatezza.
        nessun rancore el la via sia libera ad un dialogo sembre ben auspicato .
        Franco lIlone

        Rispondi
  9. Gatto Pardo says:

    NON CONOSCO QUESTE DICIAMO SCONTRI E QUINDI NE RIMANGO FUORI A
    Marco Bertagna CHE NON LO CONOSCO E QUALCHE FRECCIATINA GLI HO GIA TIRATO,PER VALUTARNE IL CARATTERE, E DA NUVOLERESI SENTITI PRESI IN CAUSA PERCHE IL SITO E PIENO DI ROVI E ABBANDONATO MA RAGAZZI IL TERRENO AREA PRIVATA E QUAI AD ANDARE A TAGLIARE GLI ARBUSTI NEL MONTE PER PULIRE DI NORMA DEVI LASCIARE SUL SUOLO TUTTO QUINDI PEGGIO CHE PEGGIO. MA ALMENO RICONOSCO CHE Marco Bertagna LA FACCIA L’HA MESSA IN QUESTO PRIMO STUDIO;
    E SCONTRARSI CON LA POLITICA NUVOLERESE NON è COSA DA POCO, NE STA AVVERTENDO I PRIMI SINTOMI MA SOPRAVVIVERA E SARA PIU FORTE DI PRIMA ,

    TOCCA A Marco Bertagna E CHI CON LUI CONDIVIDERE E PROSEGUIRE QUESTA AVVINCENTE ESPERIENZA DOVE HA COMINCIATO E NE VALE LA PENA ,
    MOLTO ALTRO C’E SOTTO E NON E STATO ANCORA DETTO
    E QUI MI FERMO NON POSSO DIRE DI PIU

    E NEL CASO QUALCHE UTILE INDICAZIONE POTRO DAGLI .
    SE VUOLE CI SONO GIA PERSONE DISPOSTE AD AIUTARLO STA SOLO A LUI

    DI PIU NON POSSO DIRE SSSSSSSSSSSSSS

    Rispondi
    • Armando Bellelli says:

      Ora che finalmente che gli animi si sono calmati,invito tutti alla collaborazione e all’auspicato dialogo come già detto da Franco :-)..ne sono felice,davvero …però bisogna pulire la zona…soprattutto il centro..già sono stati fatti dei nuovi sentieri ho visto,ma bisogna togliere totalmente gli arbusti,i rovi e gli alberi a basso fusto del centro…non voglio fare uno scempio naturalistico,ovviamente,ma l’area interna deve essere totalmente sgombra per poterla studiare come si deve..Franco poi potrebbe far si che non vengano distrutte le piante rare o farle spostare se possibile… e poi,El Sercol libero dalla sua prigione di arbusti …vi immaginate quale straordinario e imponente spettacolo si presenterebbe 🙂 ??

      Rispondi
      • Armando Bellelli says:

        Interessante il convegno organizzato da Franco Liloni ..”Enturen al Sercol de Nigolera”,col patrocinio del Comune di Nuvolera..Interessanti ,oltre agli aspetti storico-archeologici,gla argomenti naturalistici e botanici relativi alla zona del Monte Cavallo,esposti con dovizia e passione da Franco Liloni..Interessanti anche gli studi archeoastronomici del prof.Gaspani,anche se possono essere confermati(ma anche controvertiti!)solo dalla ricerca archeologica.
        Per questo,vedendo che il Comune di Nuvolera ha intrapreso con raro entusiasmo una strada per la valorizzazione e lo studio del sito de “El Sercol”,io auspico che possa continuare ad investire nella ricerca,magari stanziando ancora una somma necessaria(che non è ingente) da destinarsi alla Soprintendenza o a gruppi di scavo autorizzati sotto la supervisione di archeologi professionisti,per effettuare i primi carotaggi,che potranno così finalmente dare dati utili e certi per la ricerca.Il Comune di Nuvolera farebbe una gran bella figura,investendo in un suo grandissimo bene culturale e dando la possibilità di lavorare e studiare ai nostri giovani e capacissimi archeologi,che troppo spesso ahimè lamentano la mancanza di fondi..Forza!

        Rispondi
      • irlandese furioso says:

        una considerazione, mah se stiamo disturbando e risvegliando spiriti rinchiusi nel fondo del monte, se si dovessero risvegliare spiriti di antiche leggende…
        .Forse il sercol chiede di rimanere anonimo , come sempre, silenzioso e rispetatto da tutti, ora che qualcuno ha destato interesse e vuole disturbare il sonno di guerrieri antichi.bisogna forse lasciare tutto come prima , avvolto nel mistero e nella nebbia..

        Rispondi
      • Algo Carè says:

        A proposito (più o meno) di quanto dice “irlandese furioso”. Ci sono più modi di distruggere un luogo o, meglio, quella che Cristoforo Alexander definirebbe la sua “qualità senza nome”.
        Uno, quello consueto, è passare con le ruspe e costruirci un centro commerciale molto brutto; l’altro è lustrarlo, igienizzarlo, tappezzarlo di colorati cartelli trilingue e metterci la biglietteria col tornello. Essendo un essere umano e non ancora uno dei Mewlips, odio con tutte le mie forze la prima modalità. Ma, ammetto, non impazzisco per la seconda e, perciò, non biasimo affatto, in principio, chi, pur sapendo, sornione taceva – e magari di tanto in tanto ci faceva una passeggiata con l’amata. Il bello della vita è che le cose esistono anche quando Roma non lo sa (e anzi a uno con le mie idee sono quelle che danno più gusto).
        Dicevo, comunque, “in principio”, perché non ho idea di che intenti la politica locale abbia, o avesse, nei confronti del luogo e se proprio ci si trova a dover scegliere, vada, con una lacrima, per il tornello.

        Rispondi
      • Armando Bellelli says:

        La zona de “El Sercol”è abitata da tempo immemorabile..ora che io e Marco abbiamo cominciato i primi sopralluoghi con gli archeologi professionisti e la Soprintendenza ce ne stiamo davvere rendendo conto..Abbiamo trovato tracce di industria litica del mesolitico(microlitica),che non può ricollegarsi alla struttura de “El Sercol” ovviamente,ma prova che quella cima era già frequentata più di 8000 anni fa..E’necessaria una pulizia sistematica,quegli arbusti chissà davvero cosa nascondono.Curiosità interessante,gli archeologi professionisti ,con il loro occhio esperto ed allenato,hanno individuato una cosa che prima era sfuggita a tutti:su un masso è presente un’antica croce latina profondamente incisa,probabilmente un simbolo di “esorcismo”da parte di un prete medievale su quei resti pagani…

        Rispondi
      • irlandese furioso says:

        armando scusa ma quando avrai finito con il tuo falso stupore… la croce cristiana era ben visibile e tutti la conoscevano ,pensa che ho un paio di fotografie che la ritraggono .quella croce era stata incisa perchè purificasse uil luogo da energie pagane…..aspetto la vostra prox ma scoperta…

        Rispondi
    • Marco Bertagna says:

      Caro Gatto Pardo,

      ti ringrazio per i complimenti e per questo modo di rapportarti con me / con noi molto franco, senza giri di parole e, soprattutto, onesto e sincero.
      Ti lascio la mia mail, marco.bertagna@gmail.com, nel caso volessi mettermi a parte di aspetti e segreti del Sercol che ancora siamo lontani dallo scoprire.
      Ormai non siamo più solo io e Armando, o Franco (che ho conosciuto, finalmente, e devo riconoscere essere una persona che davvero “vive” per il Sercol), ma un gruppo di persone che hanno a cuore questo reperto archeologico e pensano solo alla sua conservazione e al suo studio scientifico, serio e responsabile, senza mire di fama o quant’altro.
      Spero di leggerti presto.
      Un saluto,

      Marco Bertagna

      Rispondi
  10. irlandese furioso says:

    ah dimenticavo in quella zona vi sono anche troll elfi e gnomi armando scommetto che prox mi dirai che anche voi li evete visti…..acume e umiltà..

    Rispondi
    • Armando Bellelli says:

      Caro Giorgio,pensa che anche Franco,con cui ho parlato l’altro giorno in maniera amichevole e con cui ora sono in ottimi rapporti mi ha detto che la croce non l’aveva vista,ne aveva sentito parlare recentemente dagli archeologi di Gavardo,e che voleva andarla a vedere,così pure il suo amico Pierangelo non ne sapeva nulla..Vedi,non dare per scontato che tutti sappiano..Non tutti sono così fortunati da vedere tutto..Franco Liloni il Sercol lo conosce benissimo,ma non l’ha mai notata..Troll e gnomi stai tranquillo che li faccio vedere agli altri,non mi interessano..Perciò se sai qualcosa,se ha visto dei manufatti o simili e hai voglia di parlarne fallo pure,se no non c’è problema..non voglio più polemiche ,ma solo confronti,scambi di idee e indicazioni..se vuoi essere aggressivo e attaccare sempre e cmq,spesso pure offensivo,vai pure da un’altra parte a scrivere..

      Rispondi
      • Armando Bellelli says:

        Anzi..se sai la storia di quella croce raccontala,se ti va, è una storia interessante.Per purificare il luogo,per esorcizzarlo..sai anche chi l’ha incisa e quando?

        Rispondi
      • irlandese furioso (alfredo) says:

        si certo controlla il basamento della croce la forma e confrontala con croci trovate in valle camonica e penso che capirai…

        Rispondi
      • Armando Bellelli says:

        Come le croci della Val Saviore quindi..quella cui mi riferisco è a sud-est del sercol,subito dopo la pietra,incisa su un piano orizzontale..è la stessa che intendi tu?potrebbero anche essercene altre nascoste.Invece la storia della storia delle ossa sepolte ritrovate tanti anni fa vicino al Sercol sai qualcosa?o è solo una diceria?

        Rispondi
      • irlandese furioso says:

        esatto messe agli incroci delle strade per impedire l’ingresso a demoni pagani (celti). delle ossa non ne so’ nulla mi dispiace .ma ti posso assicurare che anni fa’ con un esperto radioestesista che utilizzava un biotensor per captare l’energia dei luoghi,portato al sercol si spavento’ nel sentire un campo di energia molto forte…energia a detta sua non molto positiva….se invece ti documenti sui riti pagani di iniziazione di Dolcetti puoi constatare che vi sono luoghi di passaggio o collegamento tra’ i due mondi…………le rune sono alla base…ah dimenticavo circa 10 anni fa’ anche il mitico conferenziere Giorgio Miramonti passo’ una notte in quel luogo…..mi racconto’ ….
        ciao

        Rispondi
      • irlandese furioso says:

        ah dimenticavo interpellato anche il mitico dott.Angelo Bona sul luogo ,commenta dicendo Brescia patria dei cenomani brix da briks o fortezza non è detto che il sercol possa dipendere da loro…

        Rispondi
      • Armando Bellelli says:

        Per questo sarebbero necessari dei carotaggi in zona..solo gli archeologi possono trovare delle prove per attribuire il sito ad una popolazione…Comunque continuo a ricevere segnalazioni di altre strutture simili in zona,ingoiate dal bosco…è veramente un luogo interessante!
        E tu per caso non sai se qualcuno ha mai trovato oggetti?fibule,bracciali,ceramiche..quelli sarebbero indizi importanti!

        Rispondi
    • Giorgio Miramonti says:

      Ciao Irlandese furioso, un saluto dal ‘mitico conferenziere’. Luogo potente, di importanza colossale…ora ha deciso di farsi ‘riscoprire’. Ottima cosa, chissà che non dia ad altri quello che ha dato a noi, o forse ancora di più. Ma noi ci teniamo i nostri ricordi, e quello che abbiamo vissuto nei luoghi di potere. Un abbraccio. G. Miramonti.

      Rispondi
    • Armando Bellelli says:

      La radiostesia è una disciplina che non conosco,però è affascinante…conosci Rudi Toffetti?è un geobiologo della val chiusella che vorrebbe venire a fare un sopralluogo..ha definito “el Sercol” uno statore…io per mia indole sono sempre scettico,però ascolto tutto e sempre..

      Rispondi
  11. Gatto Pardo says:

    MI FA PIACERE CHE SIA TORNATA LA SERENITA
    IO E IL MIO COLLEGA ABBIAMO MESSO A CONFRONTO QUELLO CHE RICORDO DEL SERCOL CHE SONO ALCUNI ANNI CHE NON CI VADO
    E INTERESSANTI COINCIDENZE DI RILEVANTE VALORE NE SONO USCITE E LA DATA APPROSIMATIVA CHE NE è USCITA E DI 7000 / 8000 ANNI ED ORA VEDO CHE ANCHE QUI NE è ACCENNATA BENE STESSO RISULTATO DA DUE PERCORSI DIVERSI DA OSSERVAZIONI DIVERSE ,DATO CHE NECESSITA DI UNA CONFERMA SUL POSTO COSA SEMPLICE .
    MA ADESSO NON RILEVIAMO COME CI SIAMO GIUNTI A QUESTA INTERPRETAZIONE
    ALLA PROX

    Rispondi
    • giorgio says:

      E qualcuno,,,,,,,, utilizzo’ il sercol per darsi visibilita’ politica.,,,,,,
      lasciamo tempo al tempo..
      Giorgio

      Rispondi
      • apollo says:

        èèèè ggggiiiààà PERLOMENO SONO STATE CATALOGATE 350 VARIETA DI PIANTE DEL MONTE CAVALLO PER QUANTO RIGUARDA I SUOI MISTERI CI METTERANNO SOPRA UNA PIETRA (non mancano) POICHE CHI RILANCIA DI TANTO IN TANTO IL SOGNATO/SPERATO PARCO PROFESSANDOSI NATURALISTI AMBIENTALISTI POETI ECC ,NON FIGURERANNO TRA I VOLONTARI TANTO DESIDEROSI PER LA SISTEMAZIONE DEI SENTIERI E LA PULIZIA DELLA COLLINA O DEL SERCOL, FORSE TROPPO INTENTI A COMPORRE NUOVI POEMI LOCALI O POESIE.

        LA MONTAGNA CHE PARTORISCE IL TOPOLINO:

        Rispondi
      • giorgio says:

        perchè tanta ipocrisia ……il sercol fino a ieri non interessava nessuno…era li’ silenzioso ..

        Rispondi
      • apollo says:

        APPUNTO
        tratto dal bresciaoggi
        Parco Colline, verso il referendum?
        Mercoledì 27 Luglio 2011 PROVINCIA Pagina 23
        Oltre il 30% dei residenti in paese ha detto «sì» alla consultazione chiedendo il rientro del Comune nell’area protetta comprensoriale
        Sono stati in tanti ad abbracciare la «causa», e così, dall’alto delle sottoscrizioni raggiunte, gli esponenti della lista di minoranza «Camminare insieme» di Nuvolera ritengono che il referendum consultivo sul Parco delle colline sia vicino.
        «Le firme raccolte dal comitato promotore del referendum sul Parco sono state convalidate nei giorni scorsi – ricorda Nicola Bianco Speroni, capogruppo consiliare di Camminare insieme -, e con una certa sorpresa, dopo la verifica si è appreso che hanno ampiamente soddisfatto il quorum richiesto per l’indizione, superando addirittura la soglia del 30% degli elettori richiesta dal regolamento. Un livello elevato, corrispondente a 1.050 sottoscrizioni ritenute valide. Il comitato, costituito qualche mese fa a Nuvolera, raccoglie anime diverse del contesto sociale e politico locale: dagli ambienti vicini alla Lega nord al centro sinistra; dagli ambientalisti ai giovani impegnati nell’animazione missionaria. Ma tutti i firmatari hanno l’obiettivo di ripristinare l’adesione del Comune a uno strumento di tutela quale il Parco delle colline (che da Rodengo Saiano arrivava appunto fino a Nuvolera passando per il monte Maddalena)». «Il Parco – aggiunge Speroni – è anche uno strumento utile per la raccolta di finanziamenti per la valorizzazione del territorio. E di finanziamenti prossimamente ne serviranno a Nuvolera, considerando che ora si sa che il teritorio custodisce un singolare luogo di interesse storico-archeologico: “El Sércol”». Ora si attendono le decisioni dell’amministrazione comunale. E le possibilità sono due: «Che ascolti questa maggioranza relativa che chiede l’adesione di Nuvolera all’area protetta Parco delle colline, una scelta che non esclude la possibilità di ritagliare dalla tutela le aree che si vogliono inserire nel nuovo Pgt, oppure che dia avvio al referendum, un’operazione non indolore per le casse comunali».

        Rispondi
  12. daimon says:

    Spett. giornale, gentili utenti
    ho casualmente trovato questo sito sul Sercol, del quale avevo solo sentito parlare.
    Non capisco come mai vi siano già sorte in merito numerose polemiche ne mi spiego che attinenza abbiano, con un sito che sorge nel Comune di Nuvolera, i ricercatori di Desenzano. .
    Da quel che mi pare di intendere, dietro a questo presunto sito, si stanno già scatenando le solite polemiche : “l’ho visto prima io, no io ecc ecc ” . Poi ho letto di una contesa fra Comune e l’ente “parco delle colline” che vorrebbe inserire sotto la propria “tutela” il Sercol…..
    Ho l’impressione che, come la maggior parte delle vicende italiane, si stia conducendo la cosa nel solito modo NON SERIO ne intelligente e sento anche puzza, ma molto forte, di speculazione sia culturale ma soprattutto economica.
    Io non sono addentro alla politica ma , conoscendo un po la natura umana e come procedono le questioni pubbliche in italia, credo si stia assistendo al solito “teatrino” dove poi, personaggi + o – “ammanicati” utilizzeranno il pretesto della “valorizzazione” per ottenere finanziamenti, magari dall’UE per poi farne man bassa senza mettere in atto alcun intervento concreto e magari “massacrando” opportunamente il sito con intenti pseudo- scientifici . Sappiamo bene che di fondi per la cultura ed il territorio in italia non se ne spendono e che l’Ente Soprintendenza è notoriamente uno dei meno finanziati in assoluto. In questa diatriba quindi, tutto sommato non ravviso nessun VERO interesse a scoprire cosa fosse questo Sercol se non un gran chiacchierare inutile in merito a chi sia o meno titolato per potersene interessare, chi lo ha visto per primo o chi ne elabora l’ipotesi più fantasiosa .
    Forse potrò anche apparire irreverente, utopistico e fuori luogo ma … quale dimostrazione di grande intelligenza sarebbe l’abbandonare le sterirli contese per concentrare invece tutte le energie per una sana e VERA ricerca disinteressata?
    Non sarebbe ora di finirla con il tentativo di “mascherare” le vere intenzioni di qualche oscuro personaggio che poi alla fine rovina anche l’operato di chi invece “crede” ancora nella ricerca pura e semplice?
    Penso che sia tempo di cessare queste dimostrazioni da illusionisti tenendo presente che, anche se lo strapotere della burocrazia alla fine “schiacci” il singolo individuo, le persone non hanno subito tutte la virtuale lobotomia dei media e pertanto sono in grado di accorgersi quando gli vengono agitate, davanti agli occhi, le ….. marionette .

    cordiali saluti

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    • Armando Bellelli says:

      Buongiorno sig.Daimon,volevo risponderle che anche se io e Marco Bertagna siamo di Desenzano,siamo spinti per passione ad interessarci anche di cose al di fuori dei nostri confini comunali(vedesi patrimonio ebraico mantovano etc.).Amiamo il mio patrimonio culturale nazionale e ci interessiamo ad esso,nei limiti del possibile,a prescindere di dove si possa trovare,dalle Grotte di Catullo ai Nuraghe di Sardegna,dalle rovine di Luni a quelle di Paestum(a me tralaltro particolarmente care).Naturalmente,essendo bresciani,abbiamo un particolare interesse ai siti “nostrani” e siamo fieri che siti come El Sercol siano nella nostra provincia.
      In ogni caso concordo auspicando una ricerca seria da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici,ahimè,è vero,troppo spesso a corto di fondi.Senza contese e scontri,ma solo con produttiva collaborazione da parte di tutti,professionisti,appassionati e studiosi,senza scopo di lucro.
      Tornando ai siti bresciano,tengo a ricordare come ben tre siti della nostra zona siano entrati a pieno merito nell’ Unesco: i siti palafitticoli del Lucone a Polpenazze,a Lugana di Sirmione e per finire ,il bellissimo sito del Lavagnone nella “mia”bella Desenzano.
      Credo debbano essere motivo di orgoglio per tutti noi.
      Invito gli interessati a partecipare all’importante convegno internazionale sulle civiltà palafitticole che si terrà a Desenzano del Garda il 6 e il 7 Ottobre,a testimonianza della loro estrema importanza.Di seguito il link:

      http://www.onde.net/desenzano/citta/museo/

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      • Daimon says:

        ringrazio della cortese risposta e spero che, sia personalmente che come Giornale, possiate anche Voi concorrere alla scoperta della “verità” sul Sercol cercando di contrastare tutte quelle “azioni di disturbo” che politica e/o burocrazia potrebbero mettere in atto per strumentalizzare, sminuire o boicottare la ricerca . Concordo con voi che la Ricerca non possa essere confinata ad un ambito operativo circoscritto e che debba allargarsi a qualsiasi argomento o luogo degno di interesse, tuttavia penso che un conto sia far mettere sotto tutela dell’UNESCO il sito, dopo un minimo di accertamenti “ufficiali”, un altro invece è farlo finire sotto la “tutela” di politicanti, non certo interessati ne al territorio, ne alla storia ma solo all’arrivismo unito al riempimento delle proprie tasche. Scusate la mia franchezza ma, visti altri episodi accaduti in ambiti consimili uniti al noto disinteresse degli apparati statali verso l’Arte ma soprattutto nei confronti della Cultura, ho il timore che anche questo sito possa essere, in un certo qual modo, “rubato” al Comune di Nuvolera ed affidato ad una pseudo-gestione centralizzata che diverrebbe non controllabile da parte dei cittadini. E’ chiaro che non intendo pensare al Sercol come alla “proprietà” di un’Amministrazione ma intendo sottolineare come quest’ultima possa, con la sensibilità dimostrata, meglio gestire e tutelare un sito sul proprio territorio che non un apparato decentrato e non territorialmente così interessato.
        Terrò monitorata l’intera vicenda…..

        ringrazio della disponibilità ed attenzione dimostratami Vi porgo i miei più cordiali saluti

        Daimon

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  13. Stefano dedalo says:

    Qui a Belluno ( padania Nord est) non si era mai sentito parlare del Sercol , quindi posso dirmi solo contento di questo clamore attorno alla scoperta , presente o passata che sia , l’unica nota di disappunto mi viene dal fatto che non se ne può più di questi coglioni che ad ogni occasione se ne vengono fuori con giornalista di sinistra , studioso di sinistra , xyz di sinistra . Siete veramente stupidi , datevi una mossa e tiratevi in quà . ( magari fatevi comprare una laurea albanese anche voi )

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  15. 車検を受ける期間って、いつからいつまで?(予約は何日前)

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  16. どうも、新着記事を拝見もらいました。僕にとってかなり勉強になりました。
    実は私、髪の毛の薄毛が気になりはじめていて、どうしたら良いのかとても困惑しておりました。
    偶然こちらの更新記事を読ませていだだき、すごく陽気になりました。
    私の情報にも解説がありますのでぜひ見て|閲覧ください。

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  17. 頭頂部がスカスカになってつむじ周りが見えるようになってきたとしたら危険信号です。髪の毛が薄くなって禿げる原因にはいろいろありますが、頭皮の環境を整えることではげが改善することもあります。バランスの取れた食事をするなどの生活習慣の見直しとともに、育毛剤を使ってみるのも有効です。育毛剤には頭皮を柔らかくして、抜け毛の原因を抑制し、頭皮に栄養を浸透させて毛髪の成長を促してくれるものがあるので、そういう育毛剤を使って頭皮マッサージしてみると良いかも知れません。使い始めてすぐに効果を感じることはあまりありませんが、しばらく使い続けることでよい変化がもたらされることが多いです。

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  18. leshkan news says:

    It is really a great and helpful piece of information. I am happy that you shared this useful information with us.
    Please stay us informed like this. Thanks for sharing.

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  19. Marco Fosio says:

    Faini Manlio, grande ciarlatano, millantatore, bidone e nulla tenente.
    Vuol fare il guru ma non è altro che un pezzente.
    Un buffone parassita, rifiuto della società.

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