La nota di Eupoli – Comunque bella

Sergio Lingeri, autore di racconti e testi drammaturgici

I canoni della bellezza femminile in millenni di storia sono cambiati e continueranno a cambiare seguendo tempo e cultura. Restando in Europa, per i Latini una donna con gli occhi azzurri non era attraente (Lucrezio, IV, 1161), nel Rinascimento la magrezza era un habitus ben poco conveniente a una donna bella. Uomini, che fossero poeti, scrittori, pittori, scultori o artisti di qualsivoglia genere hanno esaltato la donna, più raro il contrario. Ovidio addirittura scrisse un trattato su come si dovessero truccare le fanciulle. Poi la possibilità anche per le donne di elogiare la bellezza maschile. Fatto questo noioso preambolo, mi domando “cosa rende una donna bella?”, “qual è il modello di bellezza adesso?”. Vorrei chiedermi anche “cosa è il bello?”, ma per quello ha già risposto Plotino di gran lunga meglio di quel che potrei fare io. La Bellezza, quella assoluta, spetta a Dio, per chi ci crede, cristiano o di qualsiasi altra religione. Noi parliamo della bellezza terrena. Agli occhi di chi è innamorato, chi si ama è sempre quel che di più bello esiste sulla terra. Ma chi sostiene che la bellezza non sia un valore, o è brutto, o è un bugiardo. Allora, si sente parlare di veline, star del cinema e della TV come modelli estetici. Si sa che con spese più o meno ingenti si può migliorare il proprio aspetto. Nel Quattrocento messer Poliziano in una stupenda ode latina elogiava il seno di una giovane dai “graziosi pomi, con uno più piccino dell’altro, entrambi turgidi e freschi come melograni”. Ora di fronte a certe “tigri” rifatte sovviene William Blake: “chi ha creato le tue terribili simmetrie?”. Niente di male, intendiamoci. Piacere a sé stessi è il primo passo per piacere agli altri. E dovrebbe essere il buon gusto il criterio da seguire. Allora, davvero la televisione influenza così tanto i nostri parametri estetici? Io non conosco poi tante ragazze che dichiarano di volere fare le veline. E questo potrebbe essere simile al fatto che nessuno vota mai quello che poi vince le elezioni: mistero! In effetti, noto molte ragazze che pur essendo belle (almeno, a me sembrano tali), si lamentano di non esserlo abbastanza. Questo perché molti hanno in modo inconscio, o volutamente, alzato il livello di selezione nello stabilire se una donna o una ragazza è bella oppure no. I modelli quindi influenzano e ossessionano qualcuno e qualcuna; ma sembrerebbero essere non professionali (“sogno di fare…”), ma appunto estetici (“sogno di essere come…”). Che se poi andassimo a vedere con attenzione maggiore, ci accorgeremmo che è un più un “sogno di apparire come…” Io, per parte mia, continuo a ritenere che esista qualcosa di più importante nel determinare ciò che è bello: l’aspetto fisico infatti conta, e parecchio, ma, certo con applicazione e sacrificio, si può almeno migliorare; lo stile e la grazia, beh quelli se non li hai, non li avrai mai. Pertanto, quando vedo alcune ragazze mi verrebbe da consigliare loro che sorridessero, che fossero un poco più affabili e simpatiche: sarebbero ancora più belle. All’età che hanno però, bellezza d’asino si dice, son comunque belle. Ma quelle hanno avuto in dono dalla natura anche le gentilezze dello stile si notano non solo perché giovani e attraenti. Quelle un po’ più attempate (le chiama così Ovidio, quindi verso di me “absit iniuria verbis”), a meno che non siano originali dal Rinascimento, non disperino, c’è ancora chi sa riconoscere la bellezza di una vera donna: basta che la si possa apprezzare come tale, non ingabbiata in una competizione, persa in partenza, con le diciottenni. Al limite, se proprio non sapranno resistere, si telefonerà in anagrafe per far abbassare o alzare l’età a seconda dei casi!

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