Laudato sì, la storia dalle radici: pubblico, privato, o… sociale?

L’obiezione più insistente e, a prima vista, più impegnativa da sciogliere, quando negli anni 80 andavamo proponendo gli ideali e gli obiettivi di Raphaël, era più o meno così formulata: perché non migliorare i servizi pubblici, anziché rifugiarsi nel privato?

L’obiezione – affermavo – perde immediatamente la sua portata, se al centro degli interessi umani e, perciò, anche politici si colloca la persona umana. Raphaël intende servire la persona umana nel malato di cancro.”

La Costituzione Italiana e alcuni provvedimenti legislativi (legge 23 dic. ’78 n. 833; legge 21 dic. ’78 n. 841) tendono a mettere in risalto che i servizi alla persona umana possono essere compiuti sia da soggetti pubblici che da soggetti privati. L’importante è che vi sia un armonico coordinamento al fine di perseguire l’unico obiettivo, cui i servizi sono diretti, che è quello del bene comune.

L’art. 32 della Costituzione Italiana relativo al riconoscimento della tutela della salute, come diritto dell’individuo e interesse della comunità, proprio perché mette in risalto la prestazione sociale come diritto della persona, implica una organizzazione pluralistica del servizio, perché solo così i soggetti che intendono operare sono in grado di realizzare con modalità proprie il bene comune cui tendono.

Nell’agire d’una persona o di un gruppo vi sono contenuti diritti di libertà, riconosciuti inviolabili dalla nostra Costituzione.

Raphaël ha i suoi princìpi da difendere, che sono quelli del malato, che vuol essere ben curato e del personale medico e infermieristico, che vuol fare ed applicare la buona medicina. Qui non si tratta di pubblico o di privato, si tratta d’un servizio sociale, per far maturare una nuova filosofia della salute e della malattia nella quale la persona si collochi al suo vertice.

Raphaël è una proposta per il cambiamento di mentalità nei legislatori, negli Amministratori, in coloro che preparano le strutture, che scelgono il personale e che sono responsabili dei vari servizi. È un modo, che vogliamo pensare ottimale, di porsi accanto alla persona sofferente.

Ci verrà proibito di fare tanto?

Don Pierino Ferrari

 

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