Il congedo delle Rose del Risorgimento

Sono cinque “sorelle d’Italia”, anime storiche, le protagoniste di una rappresentazione che, dopo aver toccato Solferino, Brescia e Castiglione, luoghi storici del cammino verso l’Unità nazionale, si è congedata sul lago il 16 luglio nell’anfiteatro all’aperto di Villa Brunati a Rivoltella, frazione di Desenzano.

“Le rose del Risorgimento”, pièce ideata dalla regista mantovana Paola Giacometti con la consulenza storica della prof.ssa Maria D’Arconte, ha raccontato la storia di cinque donne indimenticabili, che vissero sia l’atmosfera culturale dei salotti ottocenteschi sia la cruda realtà dei campi di battaglia, portando il loro contributo a una storia dal volto perennemente maschile.

Un momento della serata "Fratelli d'Italia... sapori d'Italia" organizzata all'agrigelateria Corte Fenilazzo

L’io narrante, l’affascinante contessa di Castiglione (interpretata dalla stessa regista), con la modalità dell’intervista ha acceso e spento le luci sulle altre eroine, pioniere dell’emancipazione femminile, tra salotti e diplomazia, indossando abiti voluminosi, tipici dei tempi ma assai poco pratici. L’aristocratica milanese Cristina Trivulzio Di Belgioioso (1808-1871), la napoletana Enrichetta Di Lorenzo (1820-1871), l’inglese Jessie White Mario (1832-1906), Anna Maria De Jesus Ribero Di Silva (1821-1849) passata alla storia come Anita, la donna di Garibaldi e l’eroina dei “Due Mondi”, infine la bella fiorentina Virginia Oldoini Verasis, contessa di Castiglione (1837-1899). Meravigliosi i costumi risorgimentali, curati dall’esperta Mara Bertoli.

In un fine settimana desenzanese tutto dedicato al 150°, la serata teatrale nel parco di Villa Brunati è stata preceduta da una manifestazione storico-gastronomica “Fratelli d’Italia, sapori d’Italia” all’agrigelateria Corte Fenilazzo, il 15 luglio, con attori e cantanti, ballerini e figuranti in costumi ottocenteschi, che si sono alternati intorno alla figura dell’Italia Unita. L’evento, a cura dell’associazione Faro Tricolore e del gruppo “8cento” di Bologna, è stato aperto da un’interessantissima presentazione delle tradizioni culinarie dell’Italia ottocentesca, divisa anche tra dolci e pietanze, come spiegato da Marinette Pendola.

Un altro momento della serata

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