A Sirmione con 16 milioni di euro si gestiscono per 8 anni le Grotte di Catullo, con annesso museo archeologico, e la Rocca Scaligera, che intanto restano chiusi la domenica.

grotte catullo, aerea

A Sirmione con almeno16 milioni e 228 mila euro (più IVA) si possono prendere in gestione per 8 anni le Grotte di Catullo, con l’annesso museo archeologico, e la Rocca Scaligera. La gara per l’affidamento è indetta dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, le offerte possono pervenire dal 1 al 26 settembre.

Giordano Signori, assessore al turismo del Comune di Sirmione

Il Comune è interessato, ma non può partecipare, come ci spiega Giordano Signori, assessore alla cultura: “Per come ho letto io il bando chiedono 3 anni di esperienza di gestioni simili, per il resto il Comune sarebbe interessantissimo, a maggior ragione che ora le Soprintendenze stanno tenendo chiuso la domenica con la perdita degli incassi”. Probabilmente, per esempio, domenica 14 i siti avrebbero potuto incassare più di quanto sarebbe costato tenerli aperti.

L’assessore parla di gestione assurda. Negli anni ha organizzato varie eventi dentro e fuori la Rocca Scaligera, come il Premio Giornalistico Catullo o lo spettacolo di fuochi d’artificio con l’incendio pirotecnico del castello, ma ha incontrato difficoltà e necessità di pagare cifre fuori luogo per eventi che portano comunque lustro e ulteriore notorietà al sito stesso.

Nel bando, inoltre, non è chiara la questione dei dipendenti, una quarantina tra Grotte e Rocca. Restano dipendenti dello Stato e bisogna assumerne altri? Restano nei siti? Chi li paga? Questioni non chiarificate nel testo. Soprattutto quegli oltre 16 mln sarebbero troppi. Annulamente fruttano un milione di euro (450 il castello, 550 le Grotte), quindi, il bando avrebbe poco appeal per degli investitori privati. “Una perdita lieve – conclude l’assessore – può essere affrontata dal Comune nell’interesse dell’economia generale del paese. Noi siamo interessati, ma non con questo bando”.

Si conferma, quindi, la disarmante notizia che le millenarie Grotte di Catullo e il medievale castello all’ingresso del centro storico restano chiusi la domenica. Il motivo? Le Soprintendenze (quella di Milano per le Grotte, quella di Brescia per il castello) non hanno soldi per pagare le ore straordinarie festive e in attesa di altri soldi dal Ministero la situazione non cambia. “Confermiamo la chiusura domenicale – ci fanno sapere dalle Grotte di Catullo –, non possiamo più aprire. A noi dispiace, vorremmo lavorare, ma a Roma non vogliono”. I primi a non essere contenti sono di sicuro i turisti, magari di passaggio. In estate ogni giorno si contano normalmente svariate centinaia di visitatori (per entrambi il ticket d’ingresso costa 4 euro, il ridotto 2).

One Comment

  1. andrea scrive:

    Come si può pretendere che l’ Italia possa essere un paese civile e fiorente, quando la pubblica amministrazione rema contro gli interessi del paese?
    I responsabili della chiusura devono denunciati per danno erariale: chiudono nel giorno in cui fanno i maggiori incassi, in ogni caso fanno grossi danni all’ economia locale e non solo. Gli stranieri che arrivano per vedere le grotte di Catullo dicono semplicemente che siamo deficienti e che queste cose sono possibili solo in Italia.
    Ed hanno ragione!!!!!
    Andrea
    Tour operator

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