Il Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda e il Piano di Governo del Territorio di Desenzano

desenzano porto

Lovisetto è segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche

A differenza della quasi totalità dei Comuni delle due province a cui sono state inviate le lettere di collaborazione, il Comune di Desenzano del Garda non ha mai dato risposta alla nostra proposta di coinvolgimento nella formazione degli atti del PGT. Avendone i requisiti previsti dalla L.R. 12/2005, saremmo stati ben disponibili a fornire un valido supporto.

Il Comune, come si evince dalla copiosa rassegna stampa, ha fatto in modo che le informative sul procedere delle varie fasi del piano fossero le più blindate possibile. Inoltre, ha avviato, nel contempo, procedure attraverso i Piani Integrati di Intervento (P.I.I.) che sono un modo maldestro e a nostro avviso scorretto per non esaminare le proposte di uso di territorio in una progettualità, come lo è il Piano di Governo, creando non poca confusione ai cittadini disorientati dai giochi messi in atto dal Comune (vedi Polo del Lusso).

Le petizioni raccolte a vario titolo dai cittadini, tra cui anche la nostra proposta di legge, meritano il rispetto e l’esame dell’Amministrazione affinché le regole della convivenza civile siano il presupposto di massima e condivisa trasparenza nelle azioni condotte dalla stessa senza dover ricorrere poi a plateali e poco edificanti schieramenti di forza pubblica

Uno squarcio del PLIS del Montecorno

Il territorio di Desenzano del Garda

Ben nota è la fortunata collocazione geografica, determinata a Nord da un lungo fronte a lago che comprende alle sue estremità l’Oasi Naturale di S. Francesco a Est, a confine con il Comune di Sirmione ed il PLIS (Parco Locale di Interesse Comunale) del Monte Corno ad ovest, a confine con il Comune di Lonato. A sud spazi agricoli di pregio per la produzione di vini di eccellenza (Lugana) e aree collinari di valore storico-monumentale (futuro PLIS di San Martino) sono costellati da ben 7 zone umide censite per la loro biodiversità tra le aree di pregio catalogate e protette.

Tra queste le ben nota area del Lavagnone (sito palafitticolo riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità), l’area umida del Vallio, che occupa una superficie di 25.000 mq nei due comuni di Desenzano e Lonato e lo stagno Machetto di 2.300 mq.

Il P.I.I. “Grezze” farebbe scempio di quest’area di pregio per la realizzazione di una scuola la cui necessità lascia ampio spazio a dubbi ed incertezze sulla sua utilità, con un cospicuo contorno di case, servizi ed infrastrutture.

L’area del territorio del Lugana, in forte espansione per la tenacia dei suoi produttori che fanno capo ad un compatto Consorzio, si espande nei terreni piano-collinari dell’immediato entroterra, dove le condizioni pedologiche consentono una produzione unica perché unico ed insostituibile è il suo terreno. L’area delle Tassere inserita in questo contesto è stata individuata come area di perequazione o meglio, di trasformazione edilizia in cambio di quattrini per “stravolgere” un pezzo di lungolago.

Lungolago e spiagge che abbisognano di essere strutturati ed utilizzati – ne siamo convinti! – con la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali (quando è possibile) che accedano alle spiagge già esistenti, sia verso est che verso ovest (soprattutto!) dove le infrastrutture quali Lega Navale – Centro Ittico – Camping del Vò (l’unico di Desenzano) potrebbero essere raggiunte da un percorso che avrebbe il difetto di passare davanti a ville storiche, ma darebbe un respiro alle esigenze di ulteriori spazi, ma non con storpiature o strane… equazioni! Non di meno utile il collegamento tra Maratona e Spiaggia d’Oro (sulla quale esiste una datata progettualità).

La Spiaggia d'Oro a Rivoltella

Da est ad ovest Desenzano è attraversata da quattro e insostituibili arterie: una strada statale, una ferrovia, una tangenziale, un’autostrada. La progettata linea TAV passerebbe, nel suo progetto attuale, al fianco sud dell’autostrada, stravolgendo e sottraendo per tutta la sua lunghezza il 25% del territorio (insostituibile) del Lugana con un cantiere la cui durata prevista è di 5/8 anni. La proposta del CPCMG di un passaggio alternativo a sud delle colline moreniche formulato alle massime cariche politiche ed istituzionali è per ora rimasto inascoltato. Il reticolo idrico minore, che scorre abbondantissimo sotto i nostri piedi subirebbe uno sconvolgimento che neppure i tecnici sanno valutare, vedi problemi consimili alla galleria sulla tangenziale di Lonato che, rispetto alle gallerie progettate dalla TAV, è relativamente in superficie.

Conclusioni

Il CPCMG si occupa dell’intero territorio gardesano, ma non può rimanere insensibile a ciò  che succede ad uno dei 40 Comuni del territorio morenico gardesano, etichettato anche come Capitale del Garda.

Gli indirizzi provenienti anche da Comuni vicini (Valtenesi ad esempio) avrebbero dovuto suggerire comportamenti diversi nei confronti di quella parte di popolazione che è favorevole alla tutela ambientale e che, come tale, si è proposta in uno spirito collaborativo per costruire un Piano di Governo del Territorio condiviso e trasparente.

Il CPCMG avrebbe sperato che il Comitato di gestione del Monte Corno, costituito, oltre che da tre Assessori del Comune (Giardino – Corti – Orio), da sette rappresentanti di associazioni o persone che si occupano del territorio (Guala – Parmeggiani –Marioli – Bresciani – Lovisetto – Tira – Delai) venisse almeno interpellati sulle questioni del PLIS stesso, di cui sottolineiamo ancora una volta l’inconsistenza di azioni più volte condivise, ma mai realizzate. Lo stato di riprovevole abbandono in cui versano le colline care ai Desenzanesi è stato innumerevoli volte evidenziato dalla stampa locale.

Il CPCMG farà opposizione alle decisioni prese sui PII non condivide scelte non dettate da un libero e trasparente confronto. La politica della “blindatura” non traspariva dal suo promettente programma elettorale! Vero signor Sindaco?

Ci risulta infine che a Desenzano siano sfitti o invenduti circa un migliaio di appartamenti: già questo non presuppone un meditato atteggiamento di valutazione prima di sovraccaricare un collettore ormai in pericolosa obsolescenza ed in assoluta incapacità di smaltire i reflui nei momenti di punta ed attendere che le preannunciate opere che lo incrementeranno (nuovo impianto) siano abbastanza prossime alla realizzazione?

La nostra trasparenza ci porta al confronto, ad accettare soluzioni mediate, anche se non del tutto condivise, in una città dove le regole partitiche o di comodo non prevarichino gli interessi dei cittadini tutti.

Gabriele  Lovisetto, segretario del Comitato

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design