Mettere a nudo il cuore, con semplicità. Intervista a Giordano Signori, 39 anni di impegno politico.

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L’appuntamento era per le 10, in comune a Sirmione, e la segretaria Eveline dolce e discreta, venne ad avvertirmi del ritardo “l’Assessore ha telefonato, ritarderà di qualche minuto..vuole un caffè, un the o altro nell’attesa?” una gentilezza rara e sorprendente di questi tempi!

Poi, ecco Giordano Signori, una semplicità quasi severa, occhiali da vista, camicia a quadrettini azzurri-bianchi, asciutto nel racconto della sua esperienza di vita e impegno politico pluridecennale.

Nasce nel novembre del 1951, la famiglia viveva in campagna, in seguito si sposta a Colombare, Diploma nel ’71 in Ragioneria, Laurea in Giurisprudenza nel ’76, poi giornalista iscritto all’Albo, e dirigente amministrativo nel super mercato Catelli: “Ho una buona dimestichezza con i numeri” mi confessa.

La Sua è una laicità orgogliosa

“Sono figlio del mio tempo”, racconta, “nel 1974 mi sono iscritto al P.C.I. sono ateo e mi creda mi sono sempre imposto una vita fatta di scelte non facili”

E via sul filo dei ricordi..

C’è stato un giorno più difficile, il momento più duro?

“Il momento più difficile è stato vivere la notizia della malattia di mio padre, un cancro, era il giorno 11/10/68, rimasi con quattro sorelle e mia madre, ero un ragazzo e ricordo che di quel periodo mi è rimasta impressa una canzone “Insieme a te non ci sto più” cantava Caterina Caselli, che ancora oggi mi emoziona… no, non è facile perdere un padre!”

Un momento di pausa amara e poi..

E il giorno più esaltante?

“Si…nel ’75 c’erano le Elezioni Comunali, era la mia prima volta, facemmo dei conti: il P.C.I. più il P.S.I. e i dissidenti della D.C. che spadroneggiava da anni in Sirmione e fu un capolavoro di vittoria politica, per me, il momento più esaltante, al Bar Roby, quel giorno, il Bruno Malaffo in

lacrime esclamava a gran voce: “Finalmente dopo vent’anni abbiamo vinto!” da lì cominciò la mia appartenenza alla politica attiva, volevo viverla con dovere ed impegno civile, con un Sindaco socialista Marco Parmeggiani di grande rettitudine, altri come Mancini, Bombana, Mario Signori, il vicesindaco Graziano Vezzoli e…. Era la prima giunta di sinistra a Sirmione!”

Ricordi tanti, immagino, come le amicizie.

“Ricordi? Si , amici pochi, con i quali confidarsi:. Marco Carrozza, Gianni Scardeoni commercialista Sabina Fadabini, una intelligenza vivida e aperta, (con Lei ed Ennio Campagnola abbiamo scritto un libro nel 2002 “Eravamo povera gente”). Altri amici, li potevo considerare fratelli elettivi sia nel partito o nell’ambito dell’Amministrazione, ma a causa delle mie scelte non ci sono più, non vogliono capire che la politica va vissuta come l’arte dell’impossibile –possibile.

Rimasi all’opposizione per una tornata elettorale, poi ritornai ancora in maggioranza ad occuparmi sempre dell’Assessorato a me più congeniale: Bilancio e Finanze, furono anni di fermento, di battaglie politiche, di coalizioni difficili fino al raggiungimento di una certa stabilità con la Giunta guidata per due mandati dal Sindaco Maurizio Ferrari e poi alle ultime elezioni che hanno confermato Sindaco Alessandro Mattinzoli. E alla fine di questo mio sesto mandato avrò collezionato 39 anni di impegno civile a Sirmione!”

E la Sinistra a Sirmione alle ultime elezioni…?

“Debole, confusa e ammonticchiata con elementi che spaziavano da Rifondazione a Storace.”

39 anni di impegno politico sono un record…

Si, e ne sono fiero! Comunque alla fine di questo mandato lascerò la scena politica.

Qualche difetto personale?

“Non è facile correggere i propri difetti, ma da ateo razionale devo farlo. È naturalmente un modo contrapposto all’auto assoluzione del credente, certo devo sopportare le punte d’astio degli avversari, che mi rimproverano la mia pervicacia, diciamo la verità la mia testardaggine: Mario Arduino, ex sindaco e politico che stimo, ha fondato qualche anno fa Il Partito dei Chiodi!

Assegnando la tessera n° 1 a Mario Arduino e la tessera n°2 a Giordano Signori”.

I pregi degli altri?

“Sincerità, intelligenza, e razionalità sia nell’uomo come nella donna”

Di cosa farebbe volentieri a meno?

“Dell’egoismo della conservazione di certi Sirmionesi. Hanno avuto tutto: posizione, soldi e sono i primi a criticare, Albergatori contro Commercianti, è pretestuoso e mediare non è facile. Mi creda qui ci sono problemi dovuti alla bulimia, all’abbondanza…”

E cosa invece farebbe volentieri?

“Ci terrei molto a vivere in Centro Storico a Sirmione, ora abito a Colombare. Ho sempre sognato di vivere nella casa di Danilo Rossi (ex sindaco) quella d’angolo di fronte alla gelateria di Mancini. Si mi piace la gente, la vita in estate, il colore, le voci, ogni volta che vado in vacanza o all’estero scelgo di soggiornare in un albergo del centro storico e per educazione e rispetto tengo sempre il cellulare aperto, per chiunque. Peccato, chi ama Sirmione d’inverno non capisce tutto ciò”.

Un film preferito?

“Il Paradiso può attendere, con Warren Beatty, è a lieto fine, non amo i film violenti”

Il piatto preferito?

“Il riso, i risotti in tutte le versioni possibili con verdure, pesce, alla pilota… come a bilanciare purtroppo certe cene politiche….istituzionali e obbligatorie”

E la musica…?

“Confesso di essere stonato, ma nonostante ciò, mi piace cantare al Karaoke. Come non amare Lucio Battisti penso che “Anche per te” sia la sua canzone migliore e poi Fabrizio De Andrè sono fiero di aver dedicato alla sua memoria una Piazza qui a Colombare usata spesso per spettacoli musicali. C’è una targa a lui intitolata con le parole di una sua canzone che mi emoziona sempre: “…se non son figli sono sempre gigli…” e anche questa estate faremo un tributo musicale alla sua…”

Un bussare discreto, Eveline si è affacciata: “scusi Assessore è un po’ tardi, c’è una Signora che aspetta…” il tempo era volato, c’eravamo un po’ persi.

Una stretta di mano e ancora una volta: grazie Assessore per l’ospitalità eci incontreremo al prossimo Karaoke, Lei stonato, io pure, pensi che divertimento per i presenti…!

Ugo Andreis

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