Paperopoli – quinta puntata

Porto di Desenzano

Assessore con delega per: Opere e Lavori Pubblici

Riceve a Desenzano 2° piano Municipio giovedì h.10.00-12.00 (tel. per appuntamento)

Fa l’Asesur ai Lavori Pubblici a Desensa l’è facil come a fa el cafe’ co la machineta”. Questo il commento che fece un fedelissimo della lista Comune Amico nel gennaio 2010, all’indomani della delega alla carica di Assessore ai Lavori Pubblici al Dr: Mario Mauro Corti. dopo il pasticcio delle dimissioni dalla medesima carica di Paolo Abate (ex Lega).

Ma è proprio così facile fare il caffè? Innanzi tutto ci vuole la qualità del caffè, ad esempio: la più robusta proveniente da Portorico, o Santo Domingo, Costarica e Giamaica, oppure la classica, originaria del Brasile, Colombia, Indonesia, Guatemala, Messico, e Kenia. La migliore specie coltivata è la Santos. Poi una moka, acqua non calcarea, si riempie il filtro senza premere il caffè, tenere la fiamma bassa per farlo salire lentamente, mescolarlo direttamente nella caffettiera, lasciarlo riposare un po’ e curarlo con umiltà e attenzione, come un atto di cortesia!

Regole importanti, altrimenti viene lungo, slavato, senza forza, salato, con un che di bruciaticcio, insomma “una ciofega,” una schifezza, poi servirlo dolce in una tazzina di ceramica non trasparente con umiltà e attenzione, come un atto di cortesia!

Come fare l’Assessore ai Lavori Pubblici: tanta umiltà e attenzione.

Sono personalmente convinto che Lei, Dr. Mario Mauro Corti Assessore ai Lavori Pubblici che la qualità dell’umiltà l’abbia dimostrata da subito ascoltando e rimettendosi con buonsenso alle capacità delle maestranze e dei tecnici qualificati che, a onor del vero, l’Ufficio Tecnico ne conta a iosa a partire dall’Ing.Peretti, Geom.Rossi ed altri ancora…

Umiltà e attenzione, come un atto di cortesia!

Peccato che questo comportamento, non sempre, è stato seguito anche dagli altri Assessori

Sono anche personalmente convinto che Lei abbia giocato un grosso azzardo nell’assumersi questa responsabilità, era migliore e più tranquillo l’incarico di Presidente del Consiglio Comunale! Non ho pareri da esprimere sul suo operato: troppo poco tempo è passato dalla sua nomina, troppo confusi e grami questi tempi prigionieri di una crisi maledetta non certo favorevole a investimenti in opere pubbliche importanti e qualificanti.

Ma è proprio in questi frangenti e congiunture che un Assessorato, determinante e operativo come quello ai Lavori Pubblici, deve ancora di più impegnarsi nella ricerca ed impostazione di nuove idee e progetti che possano essere attuati con investimenti, sponsorizzazioni e forme di cointeressenze pubbliche/private.

Peggio, veramente peggio, è invece affidarsi supinamente a baratti che derivano sempre dalla scontata e troppo furba proposta di speculazione edilizia che solamente serve, si, a divorare porzioni di territorio pregiato in cambio di Opere così dette Pubbliche di dubbia fattura ed utilità per la città e l’ambiente e a volte a cancellare anche luoghi cari alla memoria collettiva (vedi la Spiaggia Feltrinelli!)

E’ proprio in questi frangenti e congiunture che deve essere messa in discussione e su carta l’idea di “una nuova città”, la ricerca di risorse per uno sviluppo sostenibile che punti al risultato ambizioso di un ambiente salvaguardato.

Non è più possibile che si debba passivamente subire che nuove costruzioni, nuovi devastanti interventi edilizi siano quasi tollerati come un male minore e necessario per introitare oneri al fine di poter eseguire opere pubbliche…e…che poi si debba passivamente subire altre nuove costruzioni per introitare oneri al fine di poter eseguire opere pubbliche… e… via di questo passo come un gatto che si morde la coda.

Questa e l’idea di chi pensa che il territorio sia un bene superfluo, infinito ed inesauribile. Quando sarà distrutto del tutto, cosa altro rimarrà da fare? Quale sarà la città che lasceremo in eredità a chi verrà dopo di noi? Se questa maledetta crisi attanaglia l’Amministrazione e vanifica le possibilità di finanziare ed intraprendere opere pubbliche importanti, è anche vero che si può e si devono comunque affrontare Opere Minori di Straordinaria Manutenzione.

Ripristino di strade e sistemazione di marciapiedi sconnessi (anche dalla larghezza e lo stato di un marciapiede si misura il grado di civiltà di una città), piccoli restauri di edifici pubblici, di monumenti e fontane (possibile che non si possa fare funzionare nuovamente quella del Monumento alla Resistenza di Piazza Cappelletti?), riutilizzo dei locali ex Biblioteca, opere di ritinteggiatura, ripiantumazionie e riordino delle zone verdi e giardini, segnaletica verticale ed orizzontale da rifare… insomma tutto quello che va fatto e farebbe di norma un privato con la propria abitazione in attesa di tempi e possibilità economiche migliori…

E allora…questi sono tempi di scelte sagge e coraggiose per approntere un piano fattibile di infrastrutture che creino sviluppo e lavoro! Perché Assessore, non puntare fin da ora alla seria ricerca dello Sfruttamento del Termalismo? Studi decennali hanno conclamato la concreta fattibilità di questo progetto, ed è una certezza che non manchino “sponsors” qualificati pronti ad offrire interesse economico ad una eventuale società mista pubblico/privato…Sirmione, Abano-Montegrotto, Salsomaggiore ecc… sono esempi concreti.

E allora… Perché non utilizzare l’interessante opportunità che ci viene offerta dall’istituzione del Federalismo Demaniale? E’ in fase di definizione, tra il Ministero dell’Economia e l’A.N.C.I. (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), l’elenco dei beni demaniali da trasferire a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni oggi in uso al Ministero della Difesa e al Demanio Marittimo e dei Porti.

Bene! Mai come in questa fase amministrativa Desenzano e stata favorita dalla presenza a vari livelli politici di tanti e autorevoli personaggi che occupano posti di rilievo non indifferente in Provincia, Regione, e a livello ministeriale a Roma. Interpelliamoli, sollecitiamoli ad interessarsi alla sdemanializzazione del Parco dell’Aeronautica

E allora… Perché non prendere in seria considerazione il progetto pronto da anni del Parcheggio sotterraneo delle Piazze Cappelletti e Feltrinelli? Opera che andrebbe solo assistita e coordinata dagli uffici del suo Assessorato, in quanto totalmente autofinanziata. Opera auspicata e necessaria, ne abbiamo già ampliamente ed esaurientemente spiegato e scritto su questa rivista, per motivi prioritari quali: Sociale, Sicurezza, Recupero e Vivibilità del Centro Storico, Sviluppo Turistico e Commerciale con relativa creazione di nuovi posti di lavoro.

E allora… Perché non creare un Parco dello Sport nell’area compresa tra Via Pratomaggiore e il Campo Sportivo di Rivoltella (ex proprietà Brugnoli). Si può iniziare, come primo passo, con un progetto di impianto generale e poi procedere per stralci: la messa a dimora delle prime piante, il tracciamento di un vialetto pedonale e qualche panchina per poterlo aprire all’uso pubblico, tutte opere minori che si possono eseguire con maestranze comunali “in economia”.

E allora… Perché, non approfittare dell’occasione che offre la nuova Legge Finanziaria che sollecità ed incentiva i Comuni a vendere i loro beni improduttivi?

Visto l’ingente patrimonio di aree, frutto negli anni di cessioni dovute a lottizzazioni e/o concessioni edilizie, risulta facile stilare un elenco di quei cosi detti improduttivi quali:

reliquati stradali, aree inutilizzate da anni e non interessanti per l’uso pubblico, piccole porzioni che non potranno mai avere una destinazione futura, lotti troppo piccoli per essere apprezzati come giardini pubblici o inutili da usare come parcheggi troppo decentrati, insomma tutta una serie di proprietà che risultano più appetibili all’eventuale confinante privato.

Metterli all’asta, previa perizia a giusto prezzo di mercato, sarebbe cogliere una occasione duplice: liberarsi di pesi, e orpelli improduttivi e fare “cassa” …il che non guasta mai!

E allora… Perchè non prendere in esame in modo definitivo la destinazione e l’utilizzo del Palatenda di Rivoltella: quel capannone con copertura in tela bianca che spicca in Via Giovanni XXIII che fino ad oggi, dopo anni, è stato usato solo per pattinare (poco) e per le due settimane della Festa annuale del Partito Democratico. Francamente, un uso molto riduttivo… si potrebbe utilizzare per concerti, teatro, manifestazioni varie a carattere stagionale e… ma si potrebbe anche sapere quanto è costato? Perché nessuno, a tutto oggi ne è a conoscenza!

E allora… Prenda in seria considerazione il possibile raddoppio del Centro Balneare del Desenzanino attraverso un accordo con la proprietà Fondrieschi: (un ex vivaio di 11000 mq.fronte lago). Esiste la concreta possibilità di acquisire gratuitamente una non indifferente porzione di 5000/6000 metri quadrati di parco direttamente a lago con un fronte di 100/120 metri di spiaggia. E’ tanto difficile impostare una trattativa che a costo zero a favore dell’Amministrazione e in cambio di una modesta cubatura sulla parte rimanente per il privato, in questo modo si darà finalmente respiro e spazio ad uno Centro Balneare ormai insufficiente e francamente obsoleto?

Questa sarebbe l’ulteriore dimostrazione di una scelta saggia e coraggiosa! L’attenzione! questo è un compito che compete al suo Assessorato, ecco l’attenzione che bisogna avere verso quelle opere che in un recente passato sono state eseguite in modo errato, poco corretto e che oggi rimangano quasi inutilizzate, o peggio debbano subire profondi e radicali rifacimenti.

Mi riferisco a solo due di esse:

1)La Piazza della Stazione costruita pochi anni fa e pavimentata in porfido di spessore minimo adatto più ad un vialetto pedonale da giardino e non certo al passaggio e sosta di taxi e vetture varie

Risultato: un’opera che doveva durare decenni è andata distrutta in pochi anni, il giugno scorso si è dovuto rifare tutta la pavimentazione con un porfido di spessore quattro volte superiore.

2) I Dissuasori di velocità del Lungolago-Piazza Matteotti, chi si ricorda di quei piastrini: belli, illuminati, automatizzati, telecomandati solo da chi era autorizzato, che andavano su e giù con semaforo annesso e…? Da allora dimenticati, interrati, scomparsi definitivamente!

Non si chiede anche, Lei Assessore, quanto siano costate queste opere, e potrebbe farcelo sapere anche a noi che le abbiamo pagate, come un atto di cortesia …così tanto per essere al corrente di che fine fanno i soldi dei cittadini, gliene saremmo molto grati!

Coraggio Assessore, qui c’è una bicicletta pronta e bisogna pedalare! Non ascolti chi superficialmente afferma che : “Fa l’asesur ai Lavori Pubblici a Desensa l’è facil come a fa el cafè co la machineta!”

Ugo Andreis

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